Le terrain vague

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Le terrain vague

LE TERRAIN VAGUE 
La fotografia interpreta il territorio

a cura di Francesco Selicato.

Ruvo di Puglia, Maggio 2000 Seminario/Workshop con Guido Guidi.

OPAC, Catalogo del servizio bibliotecario nazionale.

La pubblicazione, realizzata con il solo contributo del Politecnico di Bari, è da considerarsi come progetto studentesco ex-lege 390/91 ed è disponibile presso la Biblioteca della Facoltà di Ingegneria, Politecnico di Bari.

Autori: Francesco Selicato, Carmelo Maria Torre, Pio Meledandri, Gianni Zanni, Antonio Nicoletti, Domenico Avena, Stefania Casalino, Sante Consiglio, Maurizio Difronzo, Germana Pignatelli, Maria Pezzolla, Caterina Rinaldo, Alessandra Medico, Elisabetta Villani, Margaret Tauro.

A seguito di un workshop tenuto dal fotografo Guido Guidi nell’ambito del corso di Tecnica Urbanistica di Francesco Selicato, ordinario della facoltà di Ingegneria del Politecnico di Bari, un gruppo di studenti (Antonio Nicoletti, Domenico Avena, Stefania Casalino, Sante Consiglio, Maurizio Difronzo, Germana Pignatelli, Maria Pezzolla, Caterina Rinaldo, Alessandra Medico, Elisabetta Villani, Margaret Tauro) decise di raccogliere i risultati di questa esperienza in una pubblicazione finanziata attraverso fondi ex lege 390/91, vale a dire fondi derivanti dalle tasse studentesche.

Il volume, impaginato da Sante Consiglio e Antonio Nicoletti con la collaborazione di Gianni Zanni, affronta il tema delle periferie urbane e dei luoghi privi di una apparente significatività. Il titolo (deciso proprio dagli stessi Zanni e Consiglio) è tratto da un numero del 1994 della rivista, “La recherche photographique N° 17 : Autopsie de la ville” dove si parla, appunto, di “terrain vague“.

L’indagine si svolge nella periferia di Ruvo di Puglia in provincia di Bari. Attraverso una lettura del territorio, in cui si fa uso della fotografia, sono raccolte riflessioni e immagini che mostrano i segni che, su di esso, l’uomo ha lasciato all’atto del proprio passaggio e la necessità di considerare la fotografia quale occhio aggiuntivo e complesso, attraverso cui guardare modificazioni e cambiamenti nel complesso intrecciarsi tra natura e artificio che caratterizza l’operare umano.

immagine: © Guido Guidi 2000.

© Caterina Rinaldo 2015 – Riproduzione riservata.

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