ESAME DI STATO PER INGEGNERI: ANCORA NOVITA’

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Una sentenza del TAR PUGLIA dichiara illegittima una circolare del MIUR.
Un laureato in “Scienze dell’Informazione” potrà accedere all’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di INGEGNERE.

E’ recente la notizia secondo la quale il TAR PUGLIA avrebbe accolto il ricorso, di un laureato in “Scienze dell’Informazione”, presentato per potere accedere all’esame di Stato per l’Abilitazione alla Professione di INGEGNERE.
Il Miur si era già espresso negativamente in proposito emanando, il 28 maggio 2002, la circolare n.2126, “Esami di Stato di abilitazione all’esercizio delle professioni. Applicazione D.P.R. 328/2001”, in cui si chiariva espressamente il divieto, per questi laureati, di prendere parte alla prova di abilitazione.
Come si legge nel documento, “…le lauree che nell’ambito del previgente ordinamento non consentivano l’accesso agli esami di Stato non costituiscono titolo idoneo per sostenere i nuovi esami, a meno che non esistano espresse previsioni in tal senso nel D.P.R. 328/2001. In particolare i laureati in scienze dell’informazione e in informatica non possono accedere all’esame per la professione di ingegnere…

La circolare giungeva a chiarimento dell’art.8 del D.P.R. 328, “Salvaguardia del valore dei titoli di studio e abilitativi conseguiti in conformità al precedente ordinamento“, interpretato come esclusivo per tutti coloro le cui lauree non costituissero titolo per l’abilitazione professionale.

Come si legge dallo stesso articolo:
“Fatto salvo quanto previsto dalle norme finali e transitorie contenute nel titolo II, coloro i quali hanno conseguito o conseguiranno il diploma di laurea regolato dall’ordinamento previgente ai decreti emanati in applicazione dell’articolo 17, comma 95, legge 15 maggio 1997, n. 127, sono ammessi a partecipare agli esami di Stato sia per la sezione A che per la sezione B degli albi relativi alle professioni di cui al titolo II, ferma restando la necessità del tirocinio ove previsto dalla normativa previgente.
Coloro i quali, ai sensi della normativa vigente in ciascuna professione, hanno titolo ad iscriversi all’albo professionale indipendentemente dal requisito dell’esame di Stato, conservano tale titolo per l’iscrizione alla sezione A dello stesso albo.
I diplomati nei corsi di diploma universitario triennale sono ammessi a sostenere gli esami di Stato secondo la tabella A allegata al presente regolamento.”

Il D.P.R. 328/01, attualmente, consentirebbe ai laureati in Informatica (classe 23/S) e ai laureati in Scienze e Tecnologie informatiche (classe 26) N.O., di accedere al settore dell’Informazione dell’Albo degli Ingegneri rispettivamente nella sezione “A”, e nella sezione “B”, previo superamento dell’esame di Stato, ma non offrirebbe la stessa possibilità ai laureati in Scienze dell’Informazione e in Informatica appartenenti al V.O. in virtù della già citata circolare del MIUR.
A causa di questa “esclusione” i laureati in questione vedrebbero automaticamente preclusa la possibilità di partecipare a concorsi.

Come si legge dallo stesso DPR:
Art. 47. – Esami di Stato per l’iscrizione nella sezione A e relative prove
1.L’iscrizione nella sezione A è subordinata al superamento di apposito esame di Stato.
2.Per l’ammissione all’esame di Stato è richiesto il possesso della laurea specialistica in una delle seguenti classi:
(…)
a.per il settore dell’informazione:
1.classe 23/S – Informatica;
2.classe 26/S – Ingegneria biomedica;
3.classe 29/S – Ingegneria dell’automazione;
4.classe 30/S – Ingegneria delle telecomunicazioni;
5.classe 32/S – Ingegneria elettronica;
6.classe 34/S – Ingegneria gestionale;
7.classe 35/S – Ingegneria informatica
(…)
Art. 48. – Esami di Stato per l’iscrizione nella sezione B e relative prove
1.L’iscrizione nella sezione B è subordinata al superamento di apposito esame di Stato.
2.Per l’ammissione all’esame di Stato è richiesto il possesso della laurea in una delle seguenti classi:
(…)
a.per il settore dell’informazione:
1.classe 9 – Ingegneria dell’informazione;
2.classe 26 – Scienze e tecnologie informatiche. “
(…)

I “Dottori in Scienze dell’Informazione” e “Informatica” V.O.“, lamenterebbero, una mancata equiparazione tra V.O. e N.O. a loro discapito. Non di minore importanza sarebbe il malcontento dei laureati in Ingegneria, che già avrebbero visto, con l’ingresso dei laureati in Informatica N.O., l’attribuzione delle stesse competenze professionali a laureati che hanno seguito percorsi di studi diversi dai loro, sia per anni che per carico di lavoro, e che confluirebbero nonostante tutto nello stesso Albo.

Scienze dell’Informazione era infatti un cdL della durata di quattro anni che prevedeva circa 16-18 annualità, Informatica, istituito successivamente, un cdL della durata di cinque anni, Ingegneria un cdL di 5 anni caratterizzato da anche 30 discipline.

La sentenza emanata dal TAR PUGLIA, a seguito del ricorso, consentirebbe però soltanto a colui che lo ha vinto di godere di questi privilegi, facendo salva la precedente pronuncia del MIUR.

In virtù della sentenza del TAR PUGLIA del 19 Gennaio 2004 si legge infatti:

“ – Svolta per i dottori del vecchio ordinamento
Ricorso al TAR della Puglia accolto.
Il Dott. Rocco Ciardo, laureato in Scienze dell’informazione, ha diritto di
accedere all’esame di Stato per l’accesso al terzo settore dell’ordine degli
ingegneri.
Lecce – 19 gennaio 2004

TAR Puglia- ItaliaOggi 24.01.2004 p. 43
Con sentenza 19.01.2004, n. 635/2004, il TAR Puglia precisa che il laureato
in scienze dell’informazione prima del 2001 può partecipare all’esame di
Stato per l’iscrizione all’Ordine degli Ingegneri.”

Nel frattempo è polemica fra Ingegneri appartenenti al settore dell’Informazione e non e Dottori in Scienze dell’Informazione e Informatica: i primi dopo la beffa del D.P.R. 328 vedrebbero ulteriormente svalutate le proprie competenze professionali, i secondi, lamentando la mancanza di un Albo specifico, riterrebbero l’appartenenza all’Albo degli Ingegneri fondamentale per una equiparazione dei titoli conseguiti durante il V.O. con quelli istituiti con l’introduzione del N.O.

In realtà ciò che susciterebbe perplessità è l’inserimento dei laureati in “Informatica” 23/S (N.O.) nella sezione “A” dell’Albo, riservata ai laureati quinquennali in Ingegneria a cui andrebbero ora ad aggiungersi i “Dottori in Scienze dell’Informazione” e i “Dottori in Informatica” (V.O.).
I dubbi scaturirebbero da un ingresso nell’Albo da parte di non laureati in Ingegneria, dall’esiguo numero di esami confrontato con quello sicuramente più impegnativo che comporta un cdL in Ingegneria.

Come ha affermato il Presidente Mariani di Perugia, in occasione dell’Assemblea dei Presidenti, tenutasi a Roma l’8 novembre 2003:
..in virtù del DPR 328/01, i laureati in Informatica 23/s (N.O.), possono presentarsi all’Esame di Stato per iscriversi all’Ordine degli Ingegneri, dopo aver sostenuto 18 esami in tutto, ben 10 in meno rispetto ad Ingegneria.
Ciò lascerebbe intravedere una serie di problematiche future connesse con la coesistenza di diverse professioni nello stesso ramo.

Nel parere espresso il 31/10/2003 da parte del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, (in merito al titolo con il quale iscrivere alla sezione A dell’Albo i laureati in Informatica, rilevando la sussistente disparità di numero di esami universitari sostenuti rispetto agli Ingegneri), si legge:

Riguardo in particolare gli informatici, occorre rilevare che nell’ambito del previgente ordinamento (V.O. n.d.r.) – a quanto risulta – il Ministero dell’Università, con la circolare 28/5/2002 prot. 2126, ha stabilito che “i laureati in scienze dell’informazione e in informatica non possono accedere all’esame di Stato per la professione di ingegnere” (v.allegati).
E negli stessi termini si è di recente espresso il Ministero della Giustizia (v. parere del 27/5/2003, prot. 3/7170/U, in allegato)
.

Nel parere espresso successivamente il 04/11/2003 da parte dello stesso Consiglio si richiedeva anche “di indicare quale titolo attribuire in generale e nel timbro,” a colui che, in possesso di titolo di Laurea Specialistica in Informatica (classe 23/S), si fosse iscritto al terzo settore dell’Albo degli Ingegneri.

Sulla questione il Consiglio si è espresso così:
Riguardo l’ulteriore questione della denominazione e del timbro con cui indicare i nuovi iscritti, si può al momento – ad evitare ulteriori confusioni e applicazioni discordanti – rinviare a quanto prevede in materia l’art. 45 del DPR 328/2001, ai commi 2,3 e 4.
Così ad esempio, agli iscritti al settore dell’informazione della sezione A spetta per legge il titolo di “Ingegnere dell’Informazione”, e così via (si veda parere del CNI del 22/11/2002)
.

Nel parere invece espresso il 09/12/2003 si legge che l’Ordine provinciale esprime la sua netta contrarietà alla equiparazione tra il percorso didattico di tali soggetti e quello proprio dei laureati in Ingegneria.
(…)
Dal punto di vista politico, è noto il giudizio del Consiglio Nazionale sull’impianto generale e su singole parti del DPR 5/62001 n.328, a cagione delle cui irregolarità ed omissioni è stato costretto a disporne l’impugnazione giurisdizionale.

Come distinguere un Dottore in Scienze dell’Informazione da un Ingegnere Informatico o Elettronico e perchè scegliere un cdL più impegnativo quando si possono ottenere le stesse possibilità lavorative con un altro che presenta minori difficoltà?

Non meno spinoso risulterebbe il problema delle competenze professionali che è tuttora il nodo della vicenda del DPR 328/01.

Si ringraziano Giuseppe Gratis e Gerardo Proia per avere reperito e segnalato il materiale e le notizie oggetto del presente articolo.

Link di riferimento:

1) Articolo su Punto Informatico

2) circolare del MIUR n.2126 del 28/05/02

3) Consiglio Nazionale degli Ingegneri

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