Riforma delle professioni: Ingegneri V.O. rischiano tirocinio di un anno

FacebookTwitterGoogle+TumblrLinkedInPinterestEmailGoogle GmailWhatsAppCondividi

a cura del Movimento Nazionale DPR328

Sembra più una rapida trovata di fine legislatura, che un vero e proprio programma politico portato a termine, la riforma delle professioni messa in atto dall’attuale Governo a pochi giorni dallo scioglimento delle Camere, previsto per il 29 gennaio 2006.

Quella stessa frettolosità che caratterizzò, nel 2001, l’approvazione del DPR 328/01 da parte dell’allora Governo di centro – sinistra, sembra essere oggi la risposta del Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca On. Letizia Moratti, alle affermazioni dello schieramento di Romano Prodi comparse sul Corriere della Sera del 12 dicembre 2005:

“La riforma delle professioni sarà una delle priorità del programma del Governo dell’Unione” – asseriscono i Democratici di Sinistra – che “alla urgente e necessaria riforma” hanno dedicato un convegno, affermando per bocca di Pietro Fassino, che “le professioni sono attività che sono e saranno sempre più centrali nell’economia del paese”.

La riforma del famigerato DPR 328/01 (05/06/01 G.U. n. 190 del 17 agosto 2001), un regolamento che ha creato non poca confusione e gettato nello scompiglio il mondo professionale, continua tutt’oggi a non restituire agli Studenti e ai Laureati in Ingeneria del Vecchio Ordinamento (antecendente il D.M. 509/99), il diritto a vedere riconosciuto il titolo per il quale si sono iscritti all’Università e hanno pagato le relative tasse.

Ma vediamo nel dettaglio quali sono i punti più preoccupanti della riforma che,
il Movimento Nazionale DPR328, aveva già reso noti nel settembre 2005, dopo aver reperito fortunosamente la bozza del nuovo regolamento:

– all’articolo 6 (pag.4) il tirocinio “ove previsto” è diventato “prescritto” per l’accesso all’esame di Stato, il che vuol dire che anche dove prima non fosse stato necessario, adesso lo è;

– all’articolo 8 (pag.5) che tratta le vecchie lauree NON è stata proposta alcuna modifica, per cui visto l’art.6, anche chi ha la vecchia laurea sembra che abbia bisogno del tirocinio per accedere all’esame di Stato.

– l’articolo 47 comma 2 (pag.48) fissa la durata del tirocinio per gli ingegneri in un anno; se poi l’iscritto abilitato vorrà iscriversi anche in altro settore diverso da quello per il quale ha ottenuto la prima abilitazione, gli verrà richiesto un tirocinio ulteriore di sei mesi e un esame in tre prove anzichè 4;

– le norme transitorie di cui all’art.49 (pag.53) NON vengono modificate: neanche questa bozza di riforma prende in considerazione, il Vecchio Ordinamento, sebbene invece tenga in considerazione situazioni transitorie per professioni diverse dalla nostra quali ad esempio consulenti del lavoro o giornalisti (vedi al Titolo II, capo I, art.2 comma 2 e capo II, art.2 comma 2 alle pagine 64 e seguenti);

Pur non traendo particolari conclusioni da questa bozza che, come detto, aspettava ancora i pareri richiesti dal Ministero, il Movimento affermava già, 4 mesi addietro, come non ci fosse di che essere allegri.

Al dì di oggi le preoccupazioni dei Ragazzi del Movimento hanno cominciato a prendere la forma di un nuovo regolamento ancora più penalizzante e discutibile: quello attualmente al vaglio del Consiglio di Stato.

Oltre a non essere prevista alcuna norma transitoria, viene introdotto il tirocino di un anno per potere accedere all’esame di Stato.

“Abbiamo voluto focalizzare l’attenzione del Governo sulla riforma del sistema di accesso agli Ordini – ha detto l’On. Moratti – per dare un forte contributo all’ammodernamento del sistema ordinistico, guardando soprattutto al futuro dei giovani e alla tutela degli interesse dei cittadini, che beneficeranno di professionisti più qualificati”.

Perché la riforma del 3+2 ha allentato le briglie – rispondiamo noi – e, giustamente i professionisti hanno bisogno di tenersi al fianco le nuove leve per un anno, per vedere cosa sanno fare …

Ma noi del Vecchio ordinamento come entriamo in queste argomentazioni? …
E noi del Vecchio Ordinamento, cosa sappiamo fare in più di loro?

Ma poi, questo tirocinio ce lo pagheranno, oppure sarà gratis? … E il mutuo per la casa o l’affitto, e l’assicurazione per l’auto e il bollo e gli alimenti e il vestiario, chi ce li pagherà?

…Tu del VO hai impiegato 8-9 anni per laurearti? Ma allora sei proprio “deficiente” ! … Ma lo sai che la tua gavetta già così te la passerai con 800-1000 euro se pure?! E chi te l’ha fatto fare, ormai si diventa Ingegneri in 3 anni e si possono già firmare progetti!!! Invece il titolo di Dott. Ing, te lo danno a Cinque; ma voi avete mai chiamato un Ingegnere VO: Dott. Ing. ? Pensa che, io sapevo che eri Dott. Ing, quando ti laureavi e Ing. quando ti iscrivevi all’Albo; ora invece è il contrario!

Forse sarà bene dirlo a costoro che vedono tutto rosa, che c’è gente per la quale, al di là di tutto, un anno di fatica probabilmente gratis, è tanto!!! …
Ti compri quasi una utilitaria!!! … Per tutto il resto mi dispiace, ma ci deve pensare ancora la mamma o la banca se sei sfortunato, ma non al punto da vederti negato un mutuo!

Ma poi, diteci: a che serve il tirocinio durante il corso di studi? … Uno del 3+2 se lo fa durante il corso di studi (e il suo tutore non vede l’ora di toglierselo dai piedi perché è in corso di formazione per cui le sue competenze e la sua maturità sarà quella che è). E in qualche facoltà lo si può sostituire con un esame!!! Ma allora a che gioco giochiamo?

Invece un VO … un VO è tanta roba da sfruttare, tanta manovalanza a buon mercato (… a no, a costo zero!), ma guai a dirgli che vale qualcosa, bisogna sempre dirgli che è Vecchio Ordinamento, che ci ha impiegato 9 anni per laurearsi, altrimenti alza la sua autostima, bisogna mortificarlo il più possibile ripetergli che è un “tardone” o fare in modo che ci arrivi da solo (è meglio!)…

“Il regolamento – ha spiegato il Sottosegretario Siliquini – è frutto del metodo del dialogo progettuale con gli Ordini. La proposta, infatti è stata elaborata da una Commissione mista formata da Rappresentanti dell’Università e dei Professionisti, per poi procedere a successive omogeneizzazioni dell’impianto complessivo per superare in modo condiviso tutte le attuali criticità”.

“Il provvedimento (…) potrebbe essere approvato definitivamente, come si augura il Ministero, in tempo per la sessione primaverile degli esami di Stato”.
(Il Sole 24 Ore 23/12/05)

“Per il futuro, (…) questa riforma organica introduce meritocrazia e trasparenza – sostiene il Sottosegretario all’Università Maria Grazia Siliquini, “madrina” del provvedimento, che dal Ministro On. Letizia Moratti aveva ricevuto la delega”.

Soddisfatti gli Ordini. Dice Sergio Polese, Presidente del CNI:
“Era un provvedimento atteso, al quale abbiamo contribuito tutti. Certo restano delle cose da definire, ma sappiamo che arriveranno” (Il Messaggero 23/12/05).

E speriamo che arrivino, perchè noi non siamo d’accordo:

il DPR 328/01 ha di fatto, operato una svalutazione della laurea in Ingegneria Vecchio Ordinamento equiparandola al ceppo delle lauree ex. D.M. 509/99 tra le quali sono comprese le triennali (su cui la sorte si è voluta accanire con lo sciagurato titolo di junior) e le famose 3+2, autentico nodo della discordia, perchè se è vero che esiste il 3, non è sempre detto che si riesca ad ottenere l’attivazione del 2.

Non serve certo una buona dose di inventiva per snocciolare le conseguenze di quella che si fa fatica a definire la norma di un paese democratico, ma ci sembravano più appropriate queste parole di Sergio Polese, che in occasione del 46° Congresso dedicato alla professione sentenziò che:

“la nuova riforma universitaria porta ad un completo degrado delle professioni.
Soltanto l’Italia ha deciso sciaguratamente di andare avanti con il 3 + 2 (…).
Non si può confondere la figura della laurea in tre anni con l’ingegnere che si laurea in cinque, al quale spettano ben altre e più gravose competenze e responsabilità”.

Ma la norma non si è limitata ad emulare in maniera maldestra la realtà europea, ha comportato l’ingresso di categorie di professionisti in Albi non di loro competenza, come è avvenuto per i laureati in Informatica 23/S e 26 (N.O.) che si sono visti riconoscere, inaspettatamente, la possibilità di accedere al terzo settore dell’Albo degli Ingegneri, senza la laurea appropriata, degli Agronomi 4/S, messi fianco a fianco degli Ingegneri Edili 4/S, degli Architetti 4/S e viceversa.

Torna a ribadire il Presidente Polese: “quanta confusione ci sia attorno alle nuove professioni legate allo sviluppo tecnologico”, e come sia urgente ” … una disciplina più rigida, per questo abbiamo creato una sottosezione dell’Albo degli Ingegneri specifica, a cui può accedere chi possiede una specializzazione che comprende anche l’attività informatica.
Ma non può accedere all’Albo – continua Polese – chi non possiede anche una cultura ingegneristica di base, vale a dire chi non è laureato in Ingegneria.
Il terzo settore infatti non contempla solo l’informatica, ma tutta una serie di attività progettuali tipiche ed esclusive degli Ingegneri.”

Ci sarebbe da chiedersi che ruolo abbiano davvero gli Albi professionali, alla luce di questi cambiamenti, se non sono garanzia dell’appartenenza dei loro iscritti alla categoria professionale per i quali sono stati istituiti.

Certo non si punta il dito contro gli Architetti, ma le conseguenze a cui il DPR 328/01, ha dato luogo sono state a dire poco da Italietta.
E’ il caso ormai noto dei laureati in Informatica Vecchio Ordinamento, che con 4 anni di studio e 14 esami sostenendo una presunta disparità di trattamento tra loro e i cugini del N.O., che in realtà si traduceva solo nella impossibilità, a causa delle disposizioni del DPR 328/01, di accedere ai concorsi pubblici – hanno ottenuto, grazie ad un ricorso al TAR – la possibilità di iscriversi alla sezione “A” dell’Albo degli Ingegneri, che come è noto è riservata soltanto ai laureati quinquennali in Ingegneria.

ma ” … dovrebbe essere stata superata anche la discriminazione dei laureati specialistici in informatica, per l’ingresso nell’Albo degli Ingegneri, settore dell’informazione, essendoci come pre-requisito la laurea triennale in ingegneria o in scienze e tecnologie informatiche”, sentenzia il Sole 24 Ore del 23/12/05.

E come non citare il caso degli Agronomi, che potendo accedere al settore “A” civile e ambientale dell’Albo degli Ingegneri, rivendicherebbero anche loro l’ambito titolo.

Pur nel rispetto di queste categorie di professionisti, ci domandiamo dove andranno a finire gli Ingegneri V.O., stretti tra una triennale che ha regalato lauree con programmi ridotti a meno della metà rispetto i precedenti e il 3 + 2, autentico fiore all’occhiello della riforma, con l’unico insignificante difetto di avere garantito il 3 e di non essere riusciti ad attivare il 2 …

Il Movimento Nazionale DPR328, sin dalla istituzione del decreto, non ha mai smesso di domandare alle principali istituzioni, al di là dei cambiamenti introdotti, il reale motivo dell’ accanimento nei confronti dei laureati e degli studenti del V.O. e lo ha fatto mediante lo strumento della petizione popolare per mezzo della quale la richiesta della restituzione del diritto, ingiustamente negato, era già una constatazione della beffa che si era e che si stava perpetrando.

A fronte di oltre 37.000 consensi raccolti in tutta Italia, grazie ai quali si è giunti all’attuale transitorio (D.L. 107/02 e convertito con modificazioni dalla Legge 173/02 e comma 1-bis, art. 3 del D.L. 105/03Legge 170/03 di conversione) i ragazzi del Movimento ribadiscono che: così come modificato dalla

Non è giusto cambiare le regole del gioco a partita iniziata!“e che:
Il futuro di tanti giovani non può essere ipotecato da una legge ingiusta e poco chiara!!“.

Gravi le conseguenze a partire dal 2007: a cominciare dall’esame di Stato che comporterebbe 4 prove invece di 2, iscrizione ad un solo settore dell’Albo professionale, invece che a tutti i 3 settori e dulcis in fundotirocinio di un anno, prima di potere accedere all’esame di Stato (nuovo!)
E’ evidente come tutto ciò andrebbe a pesare su chi ha già dovuto sopportare anni e anni di università, suo malgrado, e che nella peggiore delle ipotesi ha già una occupazione per mantenersi agli studi. in vista della riforma, attualmente al vaglio del Consiglio di Stato, necessità del

Si è provato più volte a screditare la figura dei quinquennali V.O., scaricando su di loro la responsabilità di un percorso di studio superiore alla durata legale del titolo, sottolineando così ancora di più il livello di indifferenza gravante attorno a questi futuri professionisti, che ricordiamo, all’estero non temevano e non temono confronti.

“quella dei tempi medi di laurea in ingegneria, se non poco o niente conosciuta,” è stata “certo non tenuta, come dato di fatto, nella considerazione
che invece meriterebbe.(…) Si ha come la sensazione che si decida e si disponga su una materia sulla quale si è forse non sufficientemente documentati” – afferma uno studente, nel forum ufficiale del Movimento – e continua:

è fuor di dubbio che del buon sano realismo, inteso come piena presa di consapevolezza di quella che è la realtà, non guasta mai e, soprattutto, sgombra il campo dalla possibilità che siano assunti provvedimenti semplicistici e essenzialmente ingiusti verso le persone e le loro fatiche.

Ciò premesso, e a fronte del fatto che si è quasi giunti al 2006 (…) la richiesta del sine die “che restituisca” – a quelli del V.O. – l’esame alla vecchia maniera,
(…) è una richiesta giusta, vorremmo in fondo quello che ci spetta e che tanti altri come noi, con lo stesso nostro percorso di studi, hanno avuto.”

E del resto è stata chiara l’On. Maria Grazia Siliquini affermando, in un articolo comparso su Il Giornale del 26/09/05: “… la laurea breve di tre anni serve a nulla“. “Un’invenzione dei sessantottini al potere nella scorsa legislatura per dare una laurea a tutti con poco sforzo(…). Chi fa la laurea breve sarà sempre subordinato al laureato vero”.

Non è indietreggiato il Movimento, forte della correttezza e del rispetto delle leggi, che ne ha sempre caratterizzato l’operato fin dagli esordi, quando a colloquio con lo stesso Sottosegretario il 18 marzo 2003 a Firenze, ha domandato quale sarebbe stato il futuro dei laureati in Ingegneria del V.O.

La risposta allora era stata incoraggiante, per poi tradursi in seguito, in un periodo transitorio, (comma 1-bis, art. 3 del D.L. 105/03 così come modificato dalla Legge 170/03 di conversione) esteso solo fino alla fine del 2006.
Tanti erano allora e tantissimi sono tutt’oggi gli Studenti e i Laureati che si domandano quali siano le difficoltà nel rimettere finalmente le cose a posto.

Lo hanno chiesto i Rappresentanti del Movimento all’ On. Gianfranco Fini in occasione di un Congresso giovanile tenutosi a Bari:

“On. Fini,
rappresento uno degli oltre 37.000 elettori, che ad oggi hanno firmato la petizione per richiedere il riconoscimento dei diritti dei laureati in Ing. Vecchio Ordinamento, ingiustamente penalizzati dalla riforma delle professioni, introdotta dal precedente governo nel 2001”.

– dice uno dei Coordinatori –

“Questa riforma, che ha riscritto le regole per gli esami di abilitazione professionale e diviso l’Albo degli Ingegneri, per dare una collocazione ai possessori delle nuove lauree, ha completamente dimenticato le migliaia di studenti che conseguiranno la vecchia laurea, secondo le previgenti modalità, negando loro la possibilità di sostenere l’esame di abilitazione e di iscriversi all’Albo con le stesse modalità dei loro predecessori.

Stante che questo diritto resterà tale, solo fino alla fine del 2006, il Governo intende garantirne l’estensione oltre questa data a tutti i futuri e succitati elettori, secondo il previgente ordinamento?
E nel caso con che tipo di provvedimenti? In che tempi?”

IlVice – Premier (AN) non ha fatto mistero in pubblico di non conoscere la faccenda, e di non essere in grado di fornire una risposta nell’immediato, informandosi se la questione fosse di competenza dell’ On. Siliquini, che del suo stesso partito – (AN) – fa parte. E’ del resto ampia documentazione è stata consengnata, affinchè rimanesse traccia di ciò che si era domandato, segno che ora a conoscenza ne è.
L’ On. Fini, ha aggiunto quindi che avrebbe letto il materiale che gli era stato consegnato e avrebbe visto cosa si potesse fare.

Ed eccoci di nuovo a chiedere qualcosa che ci spetta di diritto e del resto la posizione del Movimento Nazionale DPR 328 è stata sempre coerente con questo stesso diritto fin dalla prima petizione:

Vista la Legge n. 170 del 11 Luglio 2003, G.U. n. 160 del 12 Luglio 2003, conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 Maggio 2003, n. 105, G.U. n. 110 del 14 Maggio 2003, recante disposizioni urgenti per le università e gli enti di ricerca:

I possessori dei titoli conseguiti secondo l’ordinamento previgente alla riforma di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, e ai relativi decreti attuativi, fino alle sessioni d’esame di Stato di abilitazione professionale dell’anno 2006, svolgono le prove degli esami di Stato per le professioni di dottore agronomo e dottore forestale, architetto, assistente sociale, attuario, biologo, chimico, geologo, ingegnere e psicologo secondo l’ordinamento previgente al decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328.”

Vista la Legge n. 173 del 1 Agosto 2002, G.U. n. 184 del 7 Agosto 2002, conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 giugno 2002, n. 107, recante disposizioni urgenti in materia di accesso alle professioni:

… secondo l’ordinamento previgente al decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n.328 … Coloro i quali conseguono l’abilitazione professionale all’esito di esami di Stato svolti secondo l’ordinamento previgente al citato decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 2001, possono iscriversi nel settore, o nei settori, della sezione A dell’albo, per il quale dichiarano di optare“.

Si richiede che venga estesa, nel tempo e a tutti gli studenti che conseguiranno la laurea in Ingegneria secondo il previgente ordinamento, la possibilità di sostenere l’esame di Stato secondo l’ordinamento previgente al DPR 328/2001, superato il quale sia garantito l’accesso, simultaneo e non ulteriormente condizionato, a tutti i settori in cui è stato diviso l’albo professionale.

Tante quindi ancora le perplessità, manifestate attraverso il forum ufficiale del Movimento Nazionale DPR328:

“Anche io, purtoppo, nella qualità di studente in Ingegneria (V.O.) che molto probabilmente non riuscirà a laurearsi e quindi ad abilitarsi entro la fine del 2006 sarò vittima di questo ingiusto e discusso DPR … a meno che, come mi auguro, le cose cambino … chissà se una petizione o non so cos’altro possano far cambiare idea a chi, con le sue decisioni politico/legislative, ha “complicato” la vita di tanti giovani laureandi …”

“… la nostra richiesta è stampata a caratteri cubitali sui fogli della petizione … ed è per quella che si deve lottare! …
Personalmente credo che con un paio d’anni di proroga si salverebbero solo alcuni fortunati … parecchie persone resterebbero comunque tagliate fuori …” (Achille)

“I nostri fini sono chiari legittimi, cristallini e sopratutto improntati su una assoluta ragionevolezza di merito (…) mantenere la schiena dritta e non lasciare spazio a compromessi serve alla dignità del nostro status di studenti, laureandi, neo-laureati, studenti – lavoratori, attori di un curriculum studiorum (VO) che ci garantisce una professionalità che una legge sciagurata rischia di mortificare.

Questo deve essere chiaro per tutti!

Le strategie pressapochiste si lasciano agli ambiti privati per chi ne ha la tendenza; nell’ambito di questo Movimento i fini sono chiari e devono essere sposati da tutti con forza e convinzione senza pregiudiziali pseudo-strategiche o tentennamenti vigliacchi ed egoistici”.(Natale)

e ancora si legge:

“A margine della reale preoccupazione di vedere anni di studio (e lavoro) dequalificati professionalmente, trovo che si possa considereare assolutamente illogico costringere due corsi di studio diversi (V.O. e N.O.) alla stessa qualifica basando il discrimine non su ordine di merito e pertinenza di corso di studi ma di puro temine temporale.(…) sono seriamente preoccupato dal punto di vista del mio futuro professionale”.

(…) ” occorre sostenere con fermezza e coerenza i propositi del Movimento.
Una modifica alla legge per l’accesso alle professioni di Ingegnere, con un occhio di riguardo per i diritti dei Laureati in Ingegneria del Vecchio Ordinamento, è solo una questione di poco conto per il governo”. (Emanuele)

“Mi permetto di aggiungere una mia considerazione personale, il fatto che si siano ottenuti risultati più che positivi in passato non è garanzia che se ne ottengano anche in futuro, molto dipende da noi e da quanto riusciremo a sensibilizzare, sempre in modo civile e democratico, la nostra classe dirigente della quale un giorno tanti di noi ne faranno parte”
(Giuseppe)

Di “Regole a corrente alternata” parla invece un altro collega :

“Prendete l’elemento che spesso viene evocato a parziale giustificazione del perchè non sarebbe “ingiusto” o stucchevole quello che ci stanno servendo:
il percorso formativo.

Spesso vien detto, che quelli del V.O. hanno un percorso formativo diverso da quelli del nuovo ordinamento. So di gente, del V.O., che s’è interessata, a fronte del fatto che gli mancavano pochi esami per conseguire la laurea magistrale, a sondare se era possibile avviare una qualche richiesta amministrativa che gli consentisse di vedersi riconoscere la laurea triennale. Insomma, il ragionamento, il pensiero implicito credo fosse del tipo che se si era a una manciata d’esami dal traguardo di quella magistrale, magari si aveva intanto già maturato il diritto a vedersi riconoscere la laurea triennale.

Tutto sommato, così, a lume di naso, verrebbe abbastanza naturale ritenere il bagaglio tecnico culturale d’un quasi laureato magistralmente non inferiore a quello di chi, sempre con tanto sacrificio, s’è laureato iunior (come ora chiamano le lauree).

E invece manco per … manco per niente.
Provate un poco a indovinare qual è la motivazione addotta per spiegare l’impossibilità dell’accettazione d’una tale richiesta?
Ma che i percorsi formativi, del V.O. e del nuovo o., sono diversi!

Perciò, per quelli del V.O. nessuna possibilità, intanto che terminano quella manciata d’esami per essere magistrali, di proporsi sul mercato del lavoro col titolo triennale e nessuna possibilità, per conseguenza, d’iscriversi intanto alla sezione dell’albo degli ing. triennali.
Tutto questo, come dicevamo, perchè i loro percosi di formazione sono diversi.

Beninteso, qui non si sta mettendo in discussione l’opportunità o la giustezza dell’impostazione concettuale che dà vita a tali impossibilità. Ma allora, a causa proprio di quella che appare la sacralità di questo concetto del percorso formativo, non si capisce per niente perchè, quando s’andrà a fare l’esame di Stato e a iscriversi all’albo, per quelli del V.O. questo stesso concetto debba essere fatto, in sostanza, a pezzi. Perchè, pur non essendo chi scrive un giurista, a me sembra che accadrebbe né più né meno che questo”.

E del resto “Non si capisce proprio perchè per chi, del V.O., farà l’esame l’autunno del 2006 varrà il vecchio sistema e invece per chi, sempre del V.O., lo farà una manciata di mesi più tardi, si debba rivoluzionare tutto. Incomprensibile!

“Gli Ordini tra le ricette e i progetti della politica”- titolava dunque il Corriere della Sera del 12 dicembre 2005 – per poi dichiarare che:
Non sarà probabilmente il piatto forte della prossima e lunghissima stagione pre elettorale” se ne sono accorti i ragazzi del Movimento … e del resto“(…) l’ Europa incalza, punta sulle aperture, gioca a tutto campo per il mercato senza troppi muri e inferriate“.

Ma scusateci, non era il sistema che funzionava così e che ci ha portato per le lunghe? … non solo!
Ora continuiamo a pagarne le conseguenze!… Che?! Le nuove generazioni sono più intelligenti delle precedenti?

Buon lavoro ragazzi, datevi una svegliata …

Per informazioni:
Movimento Nazionale DPR328
http://www.dpr328.too.it
Iscriviti alla mailing-list per essere sempre aggiornato in tempo reale, andando su:
http://it.groups.yahoo.com/group/MovNazDpr328/
info: movimentodpr328@yahoo.it

Articoli correlati
Passaggio da Edile ad Edile – Architettura: è diverso l’Esame di Stato
In questi giorni diversi studenti del cdL in Edile V.O., interessati a trasferirsi nel cdL in Edile ...
GESTIONE E ANALISI DEL VALORE DEL PROCESSO DELLE COSTRUZIONI CIVILI
Corso di Perfezionamento - IX edizione AIAV modulo avanzato per ESPERTI Pisa, 1– 2 luglio 2010...
56° Congresso Nazionale Ordini Ingegneri d'Italia - Concorsi e bandi
Dal 7 al 9 settembre si svolgerà a Bari, presso il Teatro Petruzzelli, il 56° Congresso Nazionale ...
Antisismica: proroga del bonus 65%. Il via libera della Commissione Ambiente.
UNICMI E ISI scrivono al Presidente della Commissione Ambiente Realacci e al Vicepresidente Iannuzzi...
Ance: PRONTI 436 CANTIERI PER FAR RIPARTIRE IL veneto
Presentati a Roma, nel corso del Building Day, i risultati di una ricognizione di opere rapidamente ...
EDILIZIA: LA CRISI RALLENTA IN VENETO
L’ANCE, rigenerazione urbana e piccole opere per ripartire. La crisi del settore delle costruzioni ...
Edifici a energia quasi zero in Lombardia dal 1° gennaio 2016
L’Associazione per la tutela della finestra made in Italy saluta con soddisfazione l’anticipo al 201...
ANCE: 700 MLN DI AGGIUDICAZIONI NEL 2014, OPERE PUBBLICHE AL MINIMO STORICO
Lotta alla corruzione, la riforma degli appalti lascia irrisolti molti nodi. Le modifiche del govern...
PAGAMENTI DELLE IMPRESE EDILI: IN UN ANNO I RITARDI GRAVI CALANO DEL 16,5%, MA SONO BEN IL 132% IN P...
Lo scenario a marzo 2016 dei tempi di pagamento nel settore edile: calano del 16,5% rispetto al 2015...

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.