Abu Dhabi: perche’ noi no !!!

di Ing. Mario MANCINI – ASTALDI SpA

Mi vorrei ricollegare al mio precedente articolo scritto tempo fa sulla realta’ sconosciuta ai piu’ di Abu Dhabi, per insistere sulle tante e varie iniziative che qui negli Emirati si stanno portando avanti, ma che vedono una scarsa presenza della cultura italiana.
Prendiamo ad esempio la popolarita’ che vivra’ Abu Dhabi, quest’anno a novembre, quando si avra’ il debutto sulla scena mondiale della prima gara di Formula 1 con il nuovo circuito di Marina Yas Island. Un evento che si sta preparando da tempo e dove in questo periodo sono al lavoro circa 50.000 maestranze di tutte le nazionalita’ per rendere raggiungibile l’obiettivo primario e disputare l’ultima grande gara della stagione.
In quest’isola nascera’ anche un Parco a tema della Ferrari, che ha saputo sfruttare il legame con le autorita’ locali che hanno investito sul nostro marchio e tutti continuano a vedere in ogni gara il nome di Mubadala sui cappellini dei piloti e la compagnia di bandiera Etihad immortalata sull’alettone posteriore delle macchine di Maranello.

Su una delle altre isole, quella di Sadiyat e’ stato ultimato il ponte che colleghera’ quest’isola con quella di Abu Dhabi e a settembre sara’ aperto questo nuovo collegamento che permettera’ il transito veicolare sulle due carreggiate a cinque corsie e quello della futura metro nella terza carreggiata centrale.

Proprio questo nuovo collegamento permettera’ l’inizio dei lavori su quest’isola, lavori molto particolari in quanto quest’isola e’ dedicata alla cultura e vedra’ la nascita del nuovo Guggenheim progettato da Frank Gehry, il Louvre di Jean Nouvel, il Performing Art Center di Zaha Hadid, il Museo Marino di Tadao Ando e il Museo Sheikh Zayed dello Studio Foster, oltre ai numerosi padiglioni e alla sedi di numerose e prestigiose universita’.
Ed e’ qui che volevo arrivare. In quest’isola dedicata alla cultura ci saranno tante iniziative per fare di Abu Dhabi un centro di rilevanza mondiale.

Ora mi chiedo come mai qui si viene da tutto il mondo per offrire una serie di servizi e i maggiori musei cercano di stipulare accordi per ogni genere di iniziative in tal senso, l’ultimo e’ stato il British Museum, e noi italiani che siamo al mondo famosi per cultura con le piu’ note raccolte d’arte, visitati da ogni piu’ remoto angolo, non abbiamo ancora avuto l’accortezza di presentarci e proporre una serie di convenzioni, accordi, collaborazioni di rilevanza internazionale coinvolgendo gli appositi Ministeri, Sopraintendenze, l’Istituto Italiano di Cultura e tutti quei musei che ci hanno resi noti al mondo intero, dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, alla Galleria Borghese di Roma, dalla Pinacoteca Brera alla Galleria d’Arte Moderna, al Museo della Scienza e Tecnica L. Da Vinci, per propagandare e far conoscere i nostri grandi tesori d’arte e i grandi artisti e geni del nostro millenario passato.
Sicuramente in quanto a cultura e opere d’arte non siamo secondi a nessuno, allora perche’ non inserirsi in questa corsa in cui sicuramente potremmo essere protagonisti e certi di avere il successo che meritiamo in questo campo.
Questo vuol essere un invito alle nostre Autorita’ e a tutti quegli Enti e Fondazioni a non perdere altro tempo, a recuperare in fretta posizioni che stiamo tralasciando e ci stanno sfuggendo di mano, il rilancio dell’immagine del nostro Paese agli occhi del mondo passa anche da qui.

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