L’OFFERTA ECONOMICAMENTE PIÙ VANTAGGIOSA NEI LAVORI PUBBLICI CON L’AUSILIO DEL METODO DELL’ANALISI DEL VALORE

dott. ing. Alessandro FROLLA*dott. ing. Filippo Salvatore CARLO**

12/01/2010 – Da qualche anno, tecnici liberi professionisti che partecipano alle gare per l’affidamento di incarichi di progettazione, direzione dei lavori e coordinamento della sicurezza possono presentare offerte con elevati ribassi che, a volte, sono al di sotto dei margini minimi di guadagno pur di accaparrarsi i lavori.

Infatti nel settore dei lavori pubblici la regola più diffusa per l’aggiudicazione degli incarichi professionali è quella del massimo ribasso con la conseguenza che, come rileva il Cresme – Centro di ricerche per l’edilizia e il territorio – l’aumento dei ribassi medi percentuali nelle gare è diventata una costante, confermata dall’indagine di gennaio-marzo dello scorso anno del Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri in cui si parla di ribassi medi del 35%, con punte addirittura del 73 per cento.

Ciò è possibile grazie ad un connubio tra la Legge Bersani sulle liberalizzazioni delle tariffe professionali e le norme sugli incarichi di progettazione inserite nel Codice dei contratti (Decreto legislativo n. 163/2006) mentre fuori dei confini nazionali esistono altre soluzioni: per esempio, in Germania, Francia e Gran Bretagna il massimo ribasso può essere utilizzato solo nei lavori di semplice realizzazione, ma mai per edifici complessi.

Ciò che a prima vista può sembrare uno strumento per alzare il livello della concorrenza fra professionisti nella pratica si rivela però un costo per la collettività, che si potrebbe trovare opere mal progettate e di scarsa durata.

Per risolvere la questione la vera soluzione è all’interno dello stesso codice: basterebbe utilizzare il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa al posto di quella del massimo ribasso.

Il criterio di selezione mediante offerta economicamente più vantaggiosa fu introdotto in Italia 30 anni fa, quasi come un corpo estraneo tra le norme riguardanti gli appalti, dalla legge 584 dell’8 agosto 1977 (Norme di adeguamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti di lavori pubblici alle direttive della CEE ) che recepiva la prima direttiva comunitaria in materia di lavori pubblici (direttiva 305/71/CEE del Consiglio del 26 luglio 1971).

Oggi, a tanti anni di distanza, sappiamo come tale criterio viene adottato e meglio si adatti soprattutto agli appalti di forniture e di servizi. La non trascurabile innovazione introdotta nel nostro ordinamento, tradizionalmente ancorato alla selezione degli offerenti attraverso il metodo dell’offerta più conveniente solo economicamente, intesa come quella avente il prezzo più basso, ha molto rallentato il decollo di questo tipo di selezione dei partecipanti a una gara. Inoltre, le difficoltà applicative intrinseche in ogni rivoluzione copernicana che presuppone un radicale cambiamento di mentalità, consuetudine, impostazione, nella fattispecie non sono state certamente aiutate dalle disposizioni normative che, nel nostro Paese, ne sono seguite.

In verità molti credono che il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa si presti a situazioni di non trasparenza ma basterebbe definire, anche attraverso il regolamento di attuazione del codice che sembra ormai in dirittura d’arrivo, alcuni criteri che consentano di utilizzare il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa secondo metodi di assoluta trasparenza che premi, comunque, altri VALORI oltre quello dell’economicità.

Un metodo di ausilio a tale scopo potrebbe essere quello dell’Analisi del Valore il cui parametro di riferimento è l’Indice di valore (utilità/ costo globale) dove l’utilità è rappresentata dall’entità progettata ed il costo globale è riferito alla vita utile ipotizzata, in modo da poter tenere conto di tutti gli aspetti che entrano in gioco, relativi al comportamento dell’opera nel tempo, al costo finale, al valore residuo, etc.

Così come esaurientemente definisce il Prof. Pier Luigi Maffei Presidente dell’AIAV – Associazione Italiana per la Gestione e l’Analisi del Valore – e del Comitato Scientifico del CeSAV – Dipartimento di Ingegneria Civile – Università di Pisa “… la stima dell’Utilità avviene mediante l’attribuzione di un peso alle classi di esigenze e, all’interno di ciascuna classe, delle singole esigenze. Alle esigenze vengono fatte corrispondere le funzioni da esplicare per soddisfarle, che accorpate in Ambiti Funzionali Omogenei, consentono di stimare l’Utilità in termini di “disponibilità a pagare” per ottenere nel tempo prefissato le prestazioni attese nel rispetto delle sette classi di esigenze di cui alla norma UNI 8289:1981 …”.

Per l’approccio ad interventi complessi, che presuppongono una visione globale dei problemi, è indispensabile adottare un metodo che preveda un rigoroso lavoro di gruppo, interdisciplinare, capace di prendere in esame tutti gli ambiti funzionali dell’opera considerata, così come fa l’Analisi del Valore (AV) nelle verifiche in tutte le fasi del processo edilizio dalla programmazione alla gestione dell’opera nel tempo.

L’AV si avvale di strumenti operativi a supporto alle decisioni da prendere, assicurando la rispondenza funzionale di una qualsiasi “entità” in relazione alle prestazioni attese all’interno di prefissati costi globali.

La gestione del valore nell’accezione di Miles si caratterizza per il parametro che viene assunto sia per valutare un’entità, sia nel comparare più soluzioni volte a dare risposte al caso di studio.

AV consiste in una attività organizzata di gruppo – il gruppo AV verrà indicato con gAV – svolta per conto del committente e/o dell’utilizzatore, da esperti di varia disciplina e da un non esperto, chiamato “provocatore”, sotto la guida di un coordinatore esperto AV, chiamato anche “decisore”.

Tale attività, che per sua natura esalta e moltiplica le capacità dei singoli costituenti il gruppo, consiste nell’individuazione tra gli ambiti funzionali omogenei (AFO) che costituiscono nel loro complesso l’entità considerata, degli ambiti funzionali significativi (AFS) e tra questi ultimi degli ambiti di maggiore incidenza funzionale (AMIF).

Preso a riferimento un AMIF si evidenziano le funzioni primarie (necessarie e richieste) in grado di soddisfare le esigenze espresse ed implicite del committente e dell’utilizzatore, ivi comprese quelle non necessarie, ma richieste (complementari) e si escludono quelle secondarie (non necessarie e/o non richieste).

Una volta che sono stati evidenziati gli obiettivi, i vincoli e le esigenze del committente e dell’utilizzatore/utente, l’applicazione dell’analisi del valore passa attraverso la risposta a domande rivolte alla definizione delle funzioni esplicate dalle parti che costituiscono l’opera, così come si presentano dall’analisi degli elaborati del progetto.

Dunque, l’Analisi del Valore è un metodo adatto ad affrontare le attività relative a tutte le fasi del processo edilizio: programmazione, progettazione, realizzazione, gestione. (UNI EN 1325-1:1998, UNI EN 1325-2:2005, UNI EN 12973:2003).

La complessità della valutazione di più aspetti in gioco, emerge chiaramente nelle applicazioni di AV nel settore delle costruzioni civili ed edili, anche in fase di progettazione oltre che in fase di validazione e programmazione, etc… ma nella determinazione dell’indice di valore è ammissibile andare a valutare gli aspetti legati alla sicurezza, benessere, accessibilità e fruibilità, gestione, aspetto, integrabilità, salvaguardia dell’ambiente (sette classi di esigenze di cui alla norma UNI 8289:1981). Poiché la valutazione dell’utilità del servizio (tra cui anche un’offerta economicamente più vantaggiosa) reso in termini di esigenze può non essere possibile in termini assoluti è in queste applicazioni di AV è necessario essere supportati da strumenti operativi atti al confronto relativo fra tutte le funzioni in gioco.

L’Indice di Valore è il parametro unico numerico omnicomprensivo che viene assunto nelle valutazioni di più soluzioni a confronto, nelle verifiche di elaborati preliminari, definitivi, esecutivi ed operativi e nelle validazioni dei programmi e dei progetti esecutivi di opere pubbliche.

Il metodo dell’Analisi del Valore è quindi ampiamente riconosciuto come strumento idoneo alla valutazione di progetti, progettisti e imprese di Valore e la normativa italiana sui Lavori Pubblici gli ha riconosciuto e gli riconosce tale validità, come dagli allegati normativi riportati a conclusione del presente articolo.

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