Manutenzioni straordinarie senza DIA: il parere dei tecnici

Il provvedimento modifica l’articolo 6 del Testo unico dell’edilizia, aggiungendo le manutenzioni straordinarie, per le opere non strutturali, all’elenco degli interventi realizzabili senza titolo abilitativo.

Ecco il parere dei tecnici:

Giovanni Rolando, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri:Le novità introdotte dal decreto incentivi, nel momento in cui rimettono al committente la responsabilità di valutare se i lavori possono sottrarsi al controlli della DIA, si scontrano con la recente entrata in vigore di norme e regolamenti in materia di sicurezza sismica, risparmio energetico, sicurezza sul lavoro e tutela del territorio, norme che diventerebbero dunque facilmente eludibili. Inoltre, il decreto non prevede incentivi per tutte quelle fasce professionali che operano nel settore dell’edilizia, fasce che peraltro in questo momento risentono di più delle conseguenze di una crisi che sta investendo pesantemente il settore“.

Geom. Fausto Savoldi Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri: “la presenza di un tecnico che si assuma la responsabilità della dichiarazione di conformità alla legge di intervento è necessaria. E non è un compito che si può assegnare ad un’impresa senza una qualifica”.

Contrario anche il Consiglio Nazionale degli Architetti che, in un comunicato ha affermato che “La possibilità di intervenire senza alcun titolo abilitativo in materia di manutenzione straordinaria e di altre significative attività edilizie non costituisce un auspicabile intervento di semplificazione amministrativa, ma, al contrario, induce gravissime conseguenze in relazione alla sicurezza, alla tutela del patrimonio edilizio, alla rispondenza degli interventi realizzati alle normative di tipo edilizio, paesistico ed ambientale ed alla possibilità da parte delle pubbliche amministrazioni di controllare gli interventi sul patrimonio esistente“.

Angelo Devalenza del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali: Escludere la competenza del tecnico professionista per le opere di manutenzione straordinaria non significa fare un favore al cittadino, ma creare seri problemi nell’ambito della sicurezza, dato che era proprio il professionista ad assumersi l’onere di dichiarare che l’intervento era conforme alla legge“.

Non è da trascurare che, valutando i regolamenti edilizi delle singole Regioni, solo la Sardegna e il Friuli Venezia Giulia hanno liberalizzato gli interventi di manutenzione straordinaria eliminando l’obbligo di presentazione della DIA. 

Le altre 18 Regioni potranno sempre far valere i propri strumenti urbanistici creando un clima di incertezza in un momento di grave difficoltà per il settore già deluso da un PIANO CASA non riuscito.

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