Edilizia industrializzata in calcestruzzo: ASSOBETON presenta l’andamento del settore e le tendenze a breve e medio periodo

 
 

L’Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi, aderente a Confindustria, presenta i dati rilevati nel corso del 2009 relativi all’andamento del mercato ed alcune tendenze a breve e medio periodo. Unitamente viene presentata l’analisi economica e patrimoniale del comparto, basata su un campione di 150 bilanci d’esercizio di operatori del settore.

(Milano) – ASSOBETON presenta, in esclusiva, i dati relativi al comparto dell’Edilizia Industrializzata in Calcestruzzo italiana del 2009 e le previsioni stilate dal proprio Osservatorio per questo 2010.
Il comparto, in Italia, è costituito da 1349 produttori di manufatti cementizi con un ammontare complessivo di 39.000 addetti e vanta un fatturato di circa 6 miliardi di €/anno.
ASSOBETON, che rappresenta in ambito Confindustria il comparto dell’Edilizia Industrializzata in Calcestruzzo la cui produzione si articola in oltre 35 diverse famiglie di prodotto, riunisce ad oggi oltre 220 operatori italiani per un volume d’affari rappresentato superiore a 2, 6 miliardi di euro.

Nel corso dell’anno 2009 l’Associazione ha monitorato insieme a Clarium l’andamento del mercato, producendo trimestralmente un report in cui sono comparati i dati di produzione e di fatturato di circa 80 operatori Associati ASSOBETON per un complessivo fatturato per trimestre rappresentato di oltre 1,5 mld di euro.

Confrontando i dati dell’intero anno 2009 con i corrispondenti del 2008 viene rilevata una contrazione su base annua del Fatturato di circa 20 punti percentuali e di oltre 32 punti percentuali per il Commisionato.

In particolare, nel IV trimestre 2009 il calo del Fatturato è stato del -21% rispetto allo stesso periodo del 2008; il Commissionato del IV trimestre 2009 risulta essere invece il 12% in meno rispetto allo stesso periodo del 2008.

Le indicazioni fornite dagli operatori di settore evidenziano per il I trimestre 2010, e in generale per il medio termine, una diffusa previsione pessimistica sia in riferimento alla produzione sia relativamente al commissionato. Tale stima di contrazione è ulteriormente confermata dalla generalizzata riduzione dei fatturati derivanti dal mercato immobiliare, dagli indici della produzione nelle costruzioni e dai dati relativi alla produzione di cemento.

L’occasione consente di presentare, inoltre, i risultati dell’analisi effettuata sui dati di bilancio dal 2006 al 2008 su un campione di 150 imprese del settore, 107 del Nord, 20 del Centro e 23 del Sud e Isole, per delineare un quadro rappresentativo della situazione economica, patrimoniale e finanziaria delle aziende operanti nel settore della prefabbricazione.

Il volume d’affari rappresentato nell’analisi copre tutte le segmentazioni di prodotto per un fatturato complessivo di oltre 2,5 miliardi di €.

Dal 2006 al 2008 è aumentato il numero delle società che esprimono un risultato netto negativo, passate da 47 a 62. Negli anni si rileva un leggero incremento del Valore della Produzione, ma una contrazione significativa delle marginalità: l’Ebitda (incidenza del margine operativo lordo prima degli ammortamenti) passa dal 8,6% rispetto al Valore della produzione del 2006 al 4,5% del 2008.
Certo è che gli operatori del settore sono mediamente ben patrimonializzati e presentano un’incidenza dei debiti finanziari rispetto al Valore della produzione tutto sommato sotto controllo (33%).
Nel corso del 2008 si è ulteriormente rafforzato il patrimonio netto in virtù della rivalutazione degli immobili effettuata da molte aziende; di contro è aumentata l’incidenza percentuale dei debiti finanziari rispetto al Valore della produzione che è passato dal 27,7 del 2006 al 33,2 del 2008.

Il comparto ha avvertito in modo sensibile la crisi economica e il mercato ha subito grandi trasformazioni cui le medie-grandi imprese hanno almeno parzialmente saputo rispondere dichiara il Presidente di ASSOBETON, Renzo Arletti – Dai dati in nostro possesso possiamo intravedere un timido spiraglio di ripresa che solo le aziende più strutturate saranno in grado di interpretare e sfruttare al meglio. Per uscire da questo periodo difficile, però, è necessario lo sforzo di tutti gli operatori del settore ma anche e soprattutto delle Istituzioni così da favorire una vera crescita e ritrovare la strada dello sviluppo dell’intero Sistema-Paese”. 

 

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