Hortus conclusus | giardino planetario

… Il torrente impetuoso che scende dalle montagne va a perdersi nei precipizi, ma la più piccola goccia di rugiada è assorbita dal sole che la elèva fino alle stelle (Sa’ di, poeta persiano, 1184 – 1283 E./1291 d.c.)

e così l’equilibrio rotto dall’uomo si ricrea trasformando la rugiada in una goccia d’acqua, che cadendo sulla terra, la nutre dando origine a giardini infiniti …

Un’altra magia di Antonio Vestita per rivestire nuovamente di Riflessi di Bellezza la realtà che ci circonda, un’altra scatola magica che fa uso della velocità e del tempo per trasportare lo spettatore dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande, dall’Hortus Conclusus al Giardino Planetario. L’opera, vincitrice ex – equo del XVII Concorso di Ceramica Mediterranea (visitabile fino al 12 settembre presso il Castello Episcopio di Grottaglie) è costituita da tre cubi di vetro e specchi al cui interno sono inseriti altrettanti mattoni di ceramica invetriata dal taglio fortemente simbolico.

Hortus Conclusus - Giardino Planetario

Essi sono la rappresentazione dell’Hortus Conclusus, del giardino di epoca medievale, circondato da mura e dotato di una porta impenetrabile alla vista e accessibile a pochi, di un giardino segreto e fantastico dove trovano posto fiori e frutti carichi di significato simbolico. Questo ci ricorda che allo stato attuale siamo presi dalla velocità e dal tempo, al punto da non accorgerci più di nulla.

Come ci racconta lo stesso autore: “ Oggi l’uomo preso dal suo tempo veloce è distratto da mille cose superflue e non riesce più a vedere la Bellezza che ha intorno … la Natura … così ho pensato di catturarne l’attenzione creando l’Hortus Conclusus costruito con mattoncini in ceramica graffita , invetriata e specchi e con una porta in vetro trasparente … attraverso questa, egli viene catturato dalla Bellezza dell’immagine che si sprigiona da questi Cubi Magici ed è invitato ad entrare …”. Subito dopo “… la porta si chiude diventando uno specchio e per un po’, non trovando l’uscita, egli sarà costretto a vagare nei labirinti di questi giardini del Paradiso, che come in un caleidoscopio saranno diventati infiniti … Rapito dalla Bellezza di tutto ciò che vede, entra nel ritmo della natura e acquisendo un Tempo Nuovo, Lento, entra nell’Armonia Cosmica e sogna di poter far tornare la Terra ad essere un Giardino Planetario … Questo percorso fatto di Riflessi diventa iniziatico verso la Conoscenza, infatti solo percorrendo tutti gli infiniti Giardini l’uomo capirà che i Beni più grandi sono l’Acqua, la Natura e quindi il Paesaggio … Giunge così al Giardino Planetario, di forma ottagonale, simbolo della Conoscenza di cui parlava Federico II nella costruzione di Castel del Monte, ma simbolo anche di Resurrezione, Rigenerazione, Purezza e Verginità. Esso sintetizza l’equilibrio cosmico tra Cielo e Terra … La rugiada, catturata dalle stelle diventa acqua, nutrimento per la terra su cui crescono alberi della vita con melegrane e viti, che rendono ricchi i Giardini del Paradiso.

Hortus Conclusus - Giardino Planetario

Una stella dorata a otto punte simbolo della Luce Divina, del Sole e della Verginità regola i cicli vitali, mediante l’alternanza del giorno con la notte … i doni del cielo assorbiti dalla terra diventano frutti preziosi per l’uomo che al cielo li restituisce.

Il viaggio si conclude in sogno e come tale va protetto: vedere la terra come Giardino Planetario, dove anche un piccolo spazio verde possa diventare infinito.  A questo punto l’incantesimo svanisce, la porta si apre e l’uomo invaso dalla Bellezza di ciò che ha visto è un uomo nuovo, cambiato. Esce dall’Hortus Conclusus e osservando le superfici esterne dei Cubi, si accorge che esse riflettono nuovi giardini. Il percorso ha come scopo quello di fermarsi e comprendere che ciò che abbiamo è già il Paradiso e che dobbiamo custodirlo come il bene più prezioso … Capire che l’Acqua, Anima dei giardini e della Terra e la Natura con tutte le sue ricchezze costituiscono quel grande “bene culturale” che è il Paesaggio Tutto, significa comprendere che esso dovrà diventare l’unica risorsa per l’uomo”.

Hortus Conclusus Giardino Planetario

Secondo l’autore, il sogno condiviso permette di cambiare la realtà. Varcare la soglia significa entrare in un mondo incantato in cui domina la purezza, per creare un mondo nuovo ricco di simboli e significati. Ne deriva un’interessante declinazione della ceramica a scala urbana che riprende il tema della ceramica invetriata medievale, ma che, in contrapposizione con il secolo oscuro, fa uso del tema della luce. In questo modo, la ceramica stessa, attraverso i suoi riflessi, diviene mezzo per un dialogo con il territorio instaurando una relazione tra natura e architettura. Il Giardino Planetario diventa così una grande superficie sulla quale proiettarsi senza più confini, proprio come accadeva nel tema dell’architettura riflessa teorizzato durante gli anni ’60 dal gruppo Superstudio.

Hortus Conclusus Giardino PlanetarioHortus Conclusus Giardino Planetario

Testi e fotografie : © Caterina Rinaldo 2010 – riproduzione riservata.

Per informazioni: Bottega Vestita, Via Santa Sofia, 23 – 74023 Grottaglie (Ta). a.vestita(AT)libero.it

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Tecnica: mattoncini in ceramica graffita e invetriata, secondo la  tradizione medievale.

Antonio Vestita ingegnere e ceramista vive e lavora a Grottaglie, dove esercita la libera professione. In particolare realizza mosaici parietali in ceramica su commissione. Per informazioni e preventivi è possibile contattare l’autore scrivendo a a.vestita (AT) libero.it

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COMMENTS

  • Paolo e Elena

    Antonio la tua sensibilità e la tua creatività, non solo a me nota, ha creato questa splendida opera, guardandola si prova un senso di tranquilla eccitazione!!
    Che dirti, bravo…. e continua così.

  • catra

    Le opere erano protette da una teca chiusa sui quattro lati e sulla sommità.
    Era pertanto impossibile darne una descrizione fotografica diversa da quella proposta. La Redazione, pur essendo a disposizione per un servizio fotografico adeguato, non ha trovato la disponibilità del Museo. Ci riproponiamo però di provare ad accontentare i nostri lettori, perchè la bellezza e la magia siano anche parte del patrimonio fotografico.

  • monica vitale

    è stato un piacere vederLa all’opera oggi pomeriggio alla borsa del turismo.
    il lavoro del giardino planetario credo sia da vedere di persona perchè attraverso le foto non si riesce a leggere la magia che invece emanano le sue spiegazioni.
    buon lavoro.

  • Anche se non capisce tanto bene dalle foto, mi sembra un idea piena di magia e suggestione. La bellezza ci occorre in questi tempi buii, bravo!!!

  • Gabriella e Raffaele

    Un percorso di magia e bellezza, fra la realtà e l’inganno, fra lo stupore e la meraviglia, fra la tradizione e l’innovazione.
    Si può osare il cambiamento del paesaggio quotidiano con la bellezza?
    Antonio, tu con i tuoi lavori, ci insegni che non solo è possibile, ma è imperativo provarci!
    Grazie per averci regalato un altro spicchio di bellezza.
    Ti vogliamo bene.

  • Vito

    Complimenti Antonio per l’opera che hai realizzato, sopratutto per gli obiettivi da difendere, purtroppo mi rattristano molti aspetti, in particolare fra tanti è che l’uomo di oggi ha bisogno di essere catturato per apprezzare quello che possiede, ma ancor di più della capacità e velocità di distruggere quello che ha creato nel tempo. Sai perfettamento come ci battiamo affinchè si salvaguardi l’ambiente attraverso la biodiversità, la sicurezza alimentare, la difesa dell’acqua, pertanto spero e ti auguro che quello che hai creato possa diventare veramente uno strumento per dialogare col territorio grazie al connubio natura-architettura.
    Auguri di vero cuore.

  • Carlo

    Si bisogna dire che e’ proprio bravino!!!!!!! ma in quella bottega d’arte si fa a gara per l’eccellenza e quindi questo mio commento scherzoso vuole solamente ribadire cio’ che ho visto e che e’ indimenticabile.
    Bravo Antonio non ti fermare!!!!!!!!

  • Francesco

    Caro Antonio, si conferma ancor di più in me il pensiero che sarebbe stupendo poter far entrare nella scuola (e tu sai che io mi riferisco a una in particolare, ma vale in realtà per qualsiasi scuola) questa attività che trovo estremamente formativa. Un percorso che prevedesse l’esperienza pratica di fare con le proprie mani un oggetto che è rappresentazione di una realtà più alta, com’è l’idea che sottende l’hortus conclusus concreto, è quello che auspico che possa accadere.
    Cercherò di parlarne a scuola quando sarà possibile, intanto complimenti ancora, e a presto!

  • Sabina Eugenio

    Non ci sono parole per esprimere la genialità dell’artista Antonio Vestita, posso solo esprimere un concetto sullo specchio che mi sembra appropriato alla bellezza dell’opera realizzata.
    Poche teorie fisiche sono più accattivanti di quella che prevede l’esistenza, nel nostro universo, di altre dimensioni oltre le quattro che sperimentiamo quotidianamente. Molto spesso mi ritrovo ad esaminare la fascinazione esercitata su di noi da mondi paralleli, dimensioni nascoste e regioni dell’essere che si estendono oltre la nostra percezione. Dal mito della caverna di Platone alla relatività di Einstein alla teoria delle stringhe, passando per la radicale rappresentazione della realtà offerta dal cubismo; mi viene in Mente “Dietro lo specchio” di Krauss che traccia una mappa chiara e dettagliata delle più avanzate teorie fisiche e matematiche, senza rinunciare a confrontarle con le discipline – arte e letteratura.
    Ecco perché trovo geniale la magia realizzata da Antonio Vestita che con la ceramica medievale e lo specchio ha messo in opera d’arte ciò che Einstein esprimeva in formule fisiche e matematiche:” passato e futuro sono nello stesso attimo”.

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