LA DOPPIA FACCIA DELL’UNIVERSITA’.

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Che i Rettori fossero d’accordo con la Riforma dell’Università, messa in atto dal Ministro Gelmini, si era già capito da tempo attraverso le numerose prese di posizione  assunte dalla CRUI, ma che l’aumento indiscriminato delle tasse, approvato dal Politecnico di Bari, potesse essere considerato come una risposta conseguente all’azione di Governo, non è più possibile crederlo.
Gli aumenti previsti sono anche del 100 % rispetto il precedente sistema di tassazione e non trovano alcuna giustificazione, soprattutto in un contesto in cui si spendono 40.000 € per finanziare concerti di propaganda con soldi che provengono dalle tasse studentesche…ovviamente … e ovviamente a rimetterci saranno gli studenti e le famiglie costrette a ulteriori  sacrifici.

Ma a chi importa di tutto questo?

Il Rettore ha infatti approvato un regolamento che aumenta le tasse (fino al triplo rispetto il passato) di concerto con i Ricercatori che – dopo avere protestato per i tagli, ottenendo l’aiuto e la solidarietà dei ragazzi – hanno votato a favore dello stesso incremento per bocca del loro rappresentante in Consiglio di Amministrazione.  Immediata la reazione degli studenti e in particolare di Azione Universitaria Politecnico (oltre 1300 le adesioni adesioni sul : gruppo facebook “Contro l’aumento delle tasse al Politecnico di Bari”), che ha sottolineato come “il Rettore abbia disatteso le promesse fatte in campagna elettorale” e come “la voce della rappresentanza sia rimasta inascoltata di fronte ad un argomento così importante, così come è deludente che i fondi che deriveranno da quelle more non saranno vincolati e pertanto non serviranno per migliorare i servizi degli studenti” (Umberto Rinaldi – Ulisse)

Allo stato attuale se le cose non dovessero cambiare, già a partire da questo anno accademico gli studenti del Politecnico pagheranno :

-50% in più di T1 (1° rata) e T2 (2° rata) se iscritti al secondo anno fuori corso che diventerà 100% a partire dall’A.A. 2011/2012;

-100% di T1 e T2 se non si farà almeno un esame per anno accademico (entro settembre).

Dai precedenti 228,10 € della 1° rata (uguale per tutti) si passa agli attuali 342,15 € (per i fuoricorso, quindi un trattamento disparitario), 114,05 € in più che andranno ad appesantire il bilancio delle famiglie non offrendo di contro alcuna innovazione. Del resto alla retorica del “miglioramento dei servizi“, ormai non crede più nessuno e se non bastasse questo, sarebbe sufficiente prendere atto delle sessioni d’esame saltate a luglio (la protesta dei ricercatori è stata sostenuta da questo Politecnico), del ritardo dell’inizio delle lezioni (sancito con decreto rettorale in questo stesso mese di settembre) e  della mancata adozione di un “calendario esami”.

Spicca in particolare la posizione di coloro che fuoricorso lo sono già, come i 600 studenti ancora iscritti ai corsi del vecchio ordinamento (ante D.M. 509/99) che non potranno avvalersi della possibilità di NON ricadere nella condizione paventata dal regolamento e che saranno oggetto delle penalizzazioni di cui sopra. L’attuale regolamento riguarda infatti il nuovo sistema formativo e non tiene conto di chi è stato soggetto a regole diverse e progressivamente abolite (blocco dell’iscrizione ad anni successivi al primo, propedeuticità, cambi di ordinamento, laboratori ed esami annuali). Continuiamo a non capire come si possano imporre dei limiti e per poi non mettere gli studenti nelle condizioni di rispettarli!  E’ il caso degli studenti e dei laureati in Ingegneria e Architettura del vecchio ordinamento, che allo stato attuale vedono nella sessione di novembre 2010, il termine ultimo per sostenere l’esame di Stato con le modalità loro spettanti di diritto, modalità sancite da una legge dello Stato!!! A costoro il blocco della didattica impedirà di sostenere gli esami o addirittura di laurearsi!

Una scorrettezza però che non riguarda solo i vecchio ordinamento, ma anche tutti coloro che subiscono questo trattamento disparitario e fronte di identica condizione:  quella di studente.

In questo modo alcuni saranno messi nella condizione di ottenere determinati benefici, altri che non avranno la possibilità di “difendersi”, verranno colpiti deliberatamente divenendo un “salvadanaio” – è comprensibile a questo punto – da cui attingere, garantito dalla retroattività del regolamento stesso.

Verrebbe da chiedersi: come mai si cerca di arginare il fenomeno dei fuoricorso – e poi per bocca dello stesso Politecnico si sostiene il blocco della didattica impedendo così di fatto  il regolare svolgimento degli esami? Non sarà che dall’alto qualcuno ha prima contestato la Riforma – sostenendo la posizione dei Ricercatori e adesso auspica la conclusione della stessa  purchè piovano fondi sull’università? Ma non era Arlecchino che serviva due padroni?

E’ prevista intanto per domani, Giovedì 30 settembre 2010, la manifestazione di protesta organizzata da Azione Universitaria Politecnico.
L’appuntamento e per le 9,30 nell’atrio coperto (Clicca qui per aderire alla manifestazione). L’invito è rivolto a tutti, la partecipazione è libera.

Azione Universitaria dice NO a questo aumento ingiustificato e indiscriminato della contribuzione studentesca!

Forza ragazzi tutti insieme contro questo regolamento, tutti con AZIONE UNIVERSITARIA POLITECNICO!!!

Fotografie: Azione Universitaria Politecnico

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