Federarchitetti: un invito ai governatori regionali ad istituire la consulta delle professioni per l’area tecnica

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Tra le misure atte a favorire la ripresa del Paese, nella complessità delle problematiche in atto e nell’intento di ottimizzare l’indirizzo delle risorse verso iniziative di concreto sviluppo, oltre ad individuare misure compatibili al mantenimento ed allo sviluppo delle attività produttive, non si può prescindere dalla ottimizzazione del ruolo guida della pubblica amministrazione nei confronti delle libere professioni, quali soggetti autonomi che sostengono la produzione di servizi nei confronti delle istituzioni e dei soggetti privati nella più varia eccezione.

Lo stato di crisi, diffuso tra gran parte del sistema produttivo ed imprenditoriale, ha, in particolare, inciso profondamente sul comparto delle libere professioni tecniche,ponendole nella condizione di non potere rispondere adeguatamente alle funzioni che il Paese loro demanda e richiede. 

I dettati legislativi nazionali hanno fortemente inciso nel determinare forti sperequazioni e uno stato altamente confusionale di ruoli e funzioni.

Così come nella Legislazione Nazionale, possono essere individuati, nell’ambito delle competenze regionali, quei correttivi legislativi e procedurali, vedi LL.PP., Regolamenti, Urbanistica, ambiente, sicurezza, potenzialmente in grado di determinare una inversione rispetto a condizioni che minano la stessa sussistenza delle libere professioni in servizi e settori fondamentali per la collettività e le istituzioni.

E’ altresì diffuso il convincimento che, considerare corrette procedure di outsourcing (o esternalizzazione) verso liberi professionisti, possa risultare oltremodo utile allo svolgimento dei compiti della pubblica Amministrazione, ed innescare un virtuoso rapporto di collaborazione, finora ostacolato proprio dalla sovrapposizione di funzioni e procedure fra loro scollegate.

Attualmente, detti rapporti in essere, in taluni casi con la partecipazione delle nostre Sezioni Territoriali, pur con risultanze positive, appaiono improntati a fasi episodiche o casuali, e pertanto limitatamente efficaci alla individuazione di quelle misure opportune a costituire supporto ad uno sviluppo generalizzato dei vari settori.

Pertanto risulta essenziale che il dialogo fra rappresentanze professionali delle professioni tecniche, per quanto rappresentato dalla Federarchitetti, ed Ente Regionale acquisisca carattere di continuità all’interno di un definito percorso programmatico.

Per quanto possibile nella diversità di situazioni territoriali e strutturali, assume forte rilevanza, per laFederarchitetti, rendere forti punti di omogeneità tra le diverse procedure regionali, condizione per favorire una essenziale semplificazione delle istruttorie ed un equilibrato accesso al mercato del lavoro: aspetto reso attuabile solo nei limiti di un confronto con le rappresentanze territoriali di organismi rappresentativi a livello nazionale.

In base a quanto evidenziato si ritiene  doveroso invitare i Governatori delle Regioni d’Italia a definire la costituzione di una Consulta delle Professioni, nello specifico del settore tecnico, al fine di rendere efficace e trasparente il rapporto istituzionale con il comparto libero professionale, definibili, per gli aspetti di scelta delle dinamiche relative, con le dirette e legittime rappresentanze sociali degli interessi dei liberi professionisti.

Tale iniziativa è inoltre legittimata dalla recente intesa del 27 ottobre u.s. tra Governo, Regioni, Province Autonome e parti sociali, per il rilancio dell’apprendistato.

Federarchitetti nell’auspicarsi un puntuale riscontro all’esigenza manifestata,  offrire il proprio contributo alla individuazione delle cause di crisi del settore libero professionale rappresentato, non mancando, nel contempo, di trasmettere le proprie proposte di emendamenti alle legislazioni regionali.

COMUNICATO STAMPA

Federarchitetti Segreteria Presidenza

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