In apertura del Concrete Safety, il lavoro di ATECAP e ANCE per garantire la sicurezza nella fase di consegna del calcestruzzo in cantiere

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“Dopo anni di lavoro e di perseveranza della nostra Associazione su un tema che ci sta particolarmente a cuore come quello della sicurezza, siamo giunti alla soluzione che risolverà, in maniera ci auguriamo definitiva, i dubbi interpretativi relativi alle attività di consegna di calcestruzzo in cantiere, e si tratta di una vera e propria rivoluzione per il settore del calcestruzzo”. Così il Presidente ATECAP Silvio Sarno commenta, in apertura del convegno inaugurale del Concrete Safety al SAMOTER 2011, il lungo e impegnativo lavoro svolto in collaborazione con l’ANCE volto a risolvere l’annosa questione della richiesta di POS (Piano Operativo di Sicurezza) per le forniture di calcestruzzo in cantiere, e che ha portato all’elaborazione e all’approvazione da parte del Ministero del Lavoro, delle procedure di sicurezza da adottare in fase appunto di fornitura del calcestruzzo preconfezionato.

“ATECAP ha sempre sostenuto la non obbligatorietà del POS – prosegue Sarno – avvalendosi in questo di un parere pro-veritate, non per evitare l’adempimento di una prescrizione, ma per adottare strumenti operativi più puntuali per la sicurezza dei lavoratori. Tale posizione è stata condivisa anche da ANCE, con cui abbiamo iniziato questo cammino, rivolgendoci al Ministero del Lavoro per ottenere conferma della corretta interpretazione delle norme. Le procedure approvate sono vere e proprie linee guida che puntualizzano con estrema precisione i comportamenti che devono essere posti in atto, sia dagli addetti dell’impresa che fornisce calcestruzzo, sia da quelli dell’impresa di costruzione, per assicurare reali e adeguati livelli di sicurezza. Il risultato raggiunto costituisce un effettivo passo avanti nella strumentazione a disposizione dei lavoratori per tutelarne la  salute e contemporaneamente il documento approvato dal Ministero raggiunge il risultato di svincolare le imprese da un mero adempimento formale (la richiesta del POS ai fornitori), che non è mai riuscito a rappresentare un vero strumento operativo di sicurezza”.

L’iter, iniziato dalla richiesta di ATECAP e ANCE nel 2006, che ha portato alle “linee guida” ante D.Lgs 81/2008 e poi alle “procedure” post D.Lgs 81/2008, è stato raccontato, durante il convegno, da Michele Candreva del Ministero del Lavoro, che ha chiarito poi come“l’impresa fornitrice che segue le procedure non si configura come impresa esecutrice e non è pertanto tenuta alla redazione del POS, che non si applica alle mere forniture di materiali o attrezzature, come stabilito dalla circolare ministeriale n. 4/2007 che è stata ripresa dal D.Lgs. n. 81/2008”.

Le procedure, infatti, come spiegato dettagliatamente da Michele Tritto dell’ANCE e da Margherita Galli dell’ATECAP illustrano in maniera dettagliata come realizzare il reciproco coordinamento fra fornitore e impresa esecutrice: descrivono quali siano i rischi legati ad ogni singola fase della consegna del calcestruzzo, sia con autobetoniera che con pompa, elencando le procedure di sicurezza che devono essere attuate dal lavoratore della ditta fornitrice e da quello dell’impresa edile, per eliminare o ridurre tali rischi e adottare comportamenti rispettosi delle norme.

Il passo successivo, dunque, è mettere in atto azioni volte a favorire la reale applicazione di tali procedure, “in modo che possano trasformarsi in buone prassi – ha spiegato Giuseppe Laffi, Presidente Commissione Ambiente e Sicurezza ATECAP -, poiché la cultura della sicurezza è tale solo se passa attraverso il fare, e quindi attraverso la messa in pratica della teoria”. Opinione condivisa anche dagli altri partecipanti alla tavola rotonda, coordinata da Massimo Cassani di Ambiente&Sicurezza de Il Sole 24 Ore,che ha consentito di mettere a confronto tutti gli attori coinvolti in questo processo (produttori di calcestruzzo, imprese edili, ASL e professionisti che svolgono il ruolo di coordinatori per la sicurezza). “Ciò che serve è un reale contatto continuo con il cantiere, che permetta di ridurre quel diffusissimo scollamento tra teoria e pratica”, appunto – spiega Valentino Nicolì, Coordinatore Gruppo Sicurezza ANCE e Presidente Cpt Lecce -. “Il problema del POS – dice – è stata un’occasione propizia per prestare più attenzione ai problemi sostanziali. Oggi c’è finalmente un riferimento chiaro, ma non ci si deve fermare qui: il documento va approfondito e diffuso tra i lavoratori attraverso informazione, formazione e promozione di attività specifiche in cantiere”. Ed è proprio il cantiere il luogo in cui si incontrano le prime difficoltà. “Spesso, a mancare, è proprio il “padrone di casa”, e in un posto in cui manca il capo cantiere esperto e consapevole di ciò che accade intorno a lui, le procedure rischiano di perdere la loro valenza – denuncia Flavio Coato dell’ASL 22 Bussolengo (VR) e componente del Comitato 7 Commissione Consultiva Permanente Ministero Lavoro -. “Non bisogna lasciare il lavoratore da solo a risolvere gli imprevisti, ma accompagnarlo nello svolgimento dell’attività quotidiana. Fare cultura della sicurezza significa anche fare cultura del lavoro”. Concorde anche Raffaello Tezzon, Coordinatore Segretario della Commissione Sicurezza dell’Ordine Ingegneri di Verona e Provincia e rappresentante FOIV, che sottolinea nuovamente come sia “necessaria un’opera educativa a tutti i livelli, sicuramente più difficile nei piccoli cantieri privati, meno coordinati e controllati, volta a calare queste procedure nella realtà, evitando che restino carta morta”.

All’interno del Concrete Safety, ATECAP ha poi organizzato, in collaborazione con UCoMESA, mini-corsi di formazione pratica e gratuita per “Operatori di autobetoniera e pompa: principali rischi e procedure di sicurezza”, nella convinzione che uno dei principali strumenti per la qualificazione delle imprese sia proprio la formazione e informazione dei propri lavoratori, i soggetti direttamente coinvolti realizzare la produzione e ad applicare le procedure di sicurezza sul lavoro.

I corsi, che hanno registrato un’altissima partecipazione e un pieno coinvolgimento del pubblico attraverso interventi e domande di approfondimento tecnico, hanno avuto l’obiettivo di illustrare le corrette procedure di sicurezza per l’impiego di autobetoniere e autopompe rivolte agli autisti di autobetoniera e agli operatori addetti al pompaggio del calcestruzzo, ma anche ai responsabili per la sicurezza aziendale e agli operai delle imprese edili.

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