La produzione di calcestruzzo preconfezionato scende del 26,4%

Il Presidente Sarno all’Assemblea Nazionale ATECAP 

La produzione di calcestruzzo preconfezionato scende del 26,4%

Persi 2000 addetti in 3 anni 

Roma, 11 aprile 2011.

“La crisi non è finita, e c’è ancora molto da fare per un settore sofferente come quello del calcestruzzo preconfezionato, che in 3 anni ha perso 2000 addetti con un calo occupazionale del 10,5% rispetto al 2007, e che ancora fatica a trovare la strada della ripresa”. Così il Presidente di ATECAP Silvio Sarno commenta i dati emersi dall’ultimo Rapporto elaborato dal CRESME su Il mercato del calcestruzzo preconfezionato negli anni della crisi”, presentato oggi a Roma all’assemblea annuale dell’Associazione dei produttori di calcestruzzo.

“Sono molti gli impianti che hanno fermato la produzione  – prosegue Sarno – e il CRESME ci dice che il consumo di calcestruzzo è sceso del 26,4%, riducendosi di oltre un quarto in tre anni. Si tratta di una riduzione eccezionale, superiore allo stesso rilevante trend negativo registrato dall’intero settore delle costruzioni in termini di investimenti. Un calo che il Cresme ha stimato in un 18% circa in tre anni”.

Il lungo ciclo negativo caratterizza l’intero mercato delle costruzioni, che ha visto nel 2009 il momento peggiore dal secondo dopoguerra con un calo degli investimenti del 9,8% (-7,9% per la Contabilità Nazionale). Come si legge nel Rapporto, con il 2010 si è chiuso il sesto ciclo edilizio dal secondo dopoguerra e un altro anno di caduta, anche se più modesta, per tutti i settori delle nuove costruzioni: residenziale, non residenziale e opere del genio civile. Il 2010 e in parte il 2011 sono gli anni della “resa dei conti”: in termini occupazionali, in termini di capacità competitiva delle imprese, in termini di selezione.

L’analisi dei bilanci 2009 ha mostrato una situazione molto difficile per le industrie produttrici e per i distributori di materiali. I processi di razionalizzazione e di riduzione dei costi, sulla base di una ripresa modesta, porteranno le imprese a rimanere leggere, migliorando l’efficienza. Non ci sarà quindi una ripresa dell’occupazione.

Gli effetti della crisi e della contrazione della domanda hanno determinato nel 2010 un calo dell’impiego nazionale di calcestruzzo al di sotto dei 100 milioni di mc, con un assestamento di poco al di sopra dei 98 milioni. Rispetto al 2007 la riduzione è stata intorno ai 25 milioni di mc, pari al 20,3%. Per quanto riguarda il calcestruzzo preconfezionato, i consumi sono passati da oltre 75 milioni di mc a 54 milioni e 380mila mc, con una perdita rispetto al 2007 di circa 21 milioni di mc e con una contrazione produttiva del 26,4%.  La produzione per impianto è scesa mediamente da quasi 30 milioni e mezzo di mc a poco più di 20 milioni.

Tabella1.1. – Consumo interno di calcestruzzo preconfezionato nel periodo 2004-2010 e variazione % 2010/2007- Valori in ‘000 di mc

           
  Valori assoluti Var % 2010/2007
         
         
  2004 2006 2007 2010
           
           
In nuove costruzioni 73.498 73.419 72.035 52.547 -27,1
di cui:          
  – Residenziali 22.324 25.152 23.931 14.744 -38,4
  – Non residenziali private 19.394 18.477 18.107 12.664 -30,1
  – Non residenziali pubbliche 5.717 5.253 5.302 4.608 -13,1
  – Genio civile 26.063 24.537 24.695 20.531 -16,9
           
           
In rinnovo 3.260 3.183 3.188 2.832 -11,2
di cui:          
  – Residenziali 743 770 757 756 -0,1
  – Non residenziali private 512 515 516 442 -14,3
  – Non residenziali pubbliche 182 168 169 148 -12,4
  – Genio civile 1.823 1.730 1.746 1.486 -14,9
           
TOTALE 76.758 76.602 75.223 55.379 -26,4
           

Fonte: elaborazioni e stime Cresme/si

Il calo dell’occupazione: 2.000 addetti in meno nel settore

La contrazione della domanda e della produzione ha portato ad un decisivo calo nell’occupazione, che in tre anni ha registrato la perdita di 2.000 lavoratori, pari ad un -10,5% rispetto al 2007.

Nel 2010 il settore ha occupato circa 16.600 dipendenti per una media di poco superiore a 6 addetti per impianto. Questa media risulta assai differenziata a seconda della localizzazione dell’impianto, così scende sotto al 6% al Nord e al Centro, mentre sale al’8,5% nel Mezzogiorno. Il numero maggiore di dipendenti, infatti, si riscontra al Sud con 7.626 addetti, pari al 45% del totale nazionale. Nelle regioni del Nord si concentra il 40% dell’occupazione nazionale, mentre al Centro il 14%.

Tabella 3.5. – Numero totale dei dipendenti e numero medio per impianto – anno 2010

   
  Numero dipendenti
   
   
  Valori assoluti % Media x impianto
       
       
Nord – ovest 3.725 22,4 5,9
Nord – est 2.941 17,7 5,2
Centro 2.355 14,1 5,3
Sud 5.840 35,1 8,5
Isole 1.786 10,7 4,8
Totale 16.647 100,0 6,2
       

Fonte: Elaborazione Cresme

 

I fattori determinanti per la ripresa

“La struttura imprenditoriale – spiega il Presidente di ATECAP – risulta frammentata e di troppo piccole dimensioni per affrontare un mercato in cui la poca trasparenza e l’esistenza di un’elevata concorrenza sleale – in assenza di un sistema efficace dei controlli e di applicazione adeguata di sanzioni – penalizza le imprese più qualificate nei modi più diversi, dalla contraffazione al lavoro illegale, al non rispetto delle regole, alle interconnessioni con la malavita organizzata. Questioni sulle quali l’ATECAP sta concentrando la propria azione, trovando del resto piena rispondenza nelle valutazioni delle stesse imprese che, come emerge dal Rapporto 2010, individuano, quali fattori che influiranno maggiormente sui cambiamenti del mercato nei prossimi anni, l’evoluzione normativa, i processi di concentrazione aziendale, i vincoli ambientali, la capacità delle committenze di saper selezionare prodotti e forniture sulla base della rispondenza progettuale e delle caratteristiche di qualità e di qualificazione”.

Tabella 3.16. – Gli elementi che condizioneranno il mercato
             
  Nord – Ovest Nord – Est Centro Sud Isole TOTALE
             
             
Nuovi prodotti 20,5 22,2 23,5 21,4 13,6 21,2
Evoluzione tecnologica 20,5 25,9 23,5 38,1 27,3 26,9
Concentrazione aziende 33,3 42,6 47,1 45,2 9,1 38,9
Evoluzione normativa 33,3 27,8 49,0 52,4 40,9 40,4
Carenza personale 2,6 1,9 0,0 2,4 4,5 1,9
Mancanza materie prime 25,6 9,3 25,5 26,2 18,2 20,7
Concorrenza sommerso 28,2 18,5 21,6 33,3 22,7 24,5
Vincoli ambientali 28,2 31,5 33,3 33,3 36,4 32,2
Altro 23,1 27,8 19,6 16,7 27,3 22,6
             

Fonte: Elaborazione Cresme

“Del resto – ci tiene a sottolineare Sivio Sarno – il processo di qualificazione nel quale l’Associazione si è da tempo impegnata sta dando i primi frutti, e lo dimostra la crescita della domanda di calcestruzzi migliori, di maggiore resistenza e consistenza, anche se complessivamente il settore sconta un ammodernamento tecnologico ancora troppo lento e un mercato caratterizzato da dinamiche di concorrenza sleale che non consentono di investire in ricerca e innovazione. Fattori che incidono negativamente e che contribuiscono a  tenere ancora il settore nella morsa della crisi”.

Le azioni messe in campo dall’ATECAP

L’ATECAP – sottolinea il Presidente – ha puntato sull’attuazione di una politica di alleanze strategiche con gli altri operatori del mercato superando la logica della frammentazione degli interessi, con l’obiettivo di garantire l’applicazione delle Norme Tecniche per le Costruzioni e aumentare l’attenzione verso i capitolati e soprattutto verso la fase dei controlli reali e non formali”.

In questa direzione si muove un accordo firmato con il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e con il Comando Generale della Guardia di Finanza, finalizzato allo svolgimento dell’attività di vigilanza nello specifico mercato del calcestruzzo preconfezionato, con l’obiettivo di tutelare la qualità, la sicurezza e la corretta destinazione e utilizzazione di quest’ultimo.

Nello stesso ambito rientrano accordi territoriali, come il protocollo d’intesa che sarà firmato a breve con la Regione Lombardia, attualmente in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata nell’ambito degli appalti pubblici, volto a promuovere i controlli sulle forniture di calcestruzzo preconfezionato, con particolare riguardo ai controlli di accettazione ed alla supervisione delle modalità di consegna.

Un confronto analogo è stato avviato con la Regione Veneto nell’ambito di un’intesa fra Ministero dell’Interno e stazioni appaltanti del Veneto.

Fra le iniziative avviate si inserisce poi la proposta di istituire un Osservatorio sul calcestruzzo e sul calcestruzzo armato, nata dalla necessità di portare all’attenzione delle istituzioni le criticità del settore che possono influire negativamente sul mercato anche alla luce del problema delle infiltrazioni malavitose nel settore delle costruzioni. “L’obiettivo – spiega Sarno – è quello di favorire il dialogo fra mondo imprenditoriale e istituzioni sui temi della garanzia di sicurezza delle strutture e del controllo efficace sui comportamenti dei diversi attori coinvolti, per garantire al cittadino opere sicure, che durino nel tempo e che siano state realizzate con il massimo rispetto di tutto ciò che andava previsto”.

L’Osservatorio si pone gli obiettivi di creare un canale istituzionale di comunicazione attraverso il quale sia possibile raccogliere informazioni direttamente dal mercato, per contribuire al miglioramento normativo e alla definizione di azioni legislative volte a promuovere nuovi strumenti di crescita in tema di sicurezza e sostenibilità ambientale, a formulare criteri e codici comportamentali che favoriscano la qualificazione degli operatori in relazione alla produzione ma anche agli aspetti della sicurezza, della sostenibilità e dei modelli organizzativi.

“L’ATECAP – conclude Sarno – dovrà essere un punto di snodo nel sistema di rappresentanza industriale del nostro paese. Non solo perché il calcestruzzo è il più importante dei materiali da costruzione in Italia, quello con cui si costruiscono strade, ferrovie, aeroporti, case, ma anche perché il driver dello sviluppo futuro della nostra economia saranno gli investimenti in costruzioni, come strumento per riattivare il mercato e le grandi sfide connesse al tema della sicurezza, della legalità e dell’eticità”.

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