Recupero della bellezza e crescita felice. Grottaglie città virtuosa

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L’idea di far sviluppare una capacità del territorio “tutto” in modo che l’invisibile possa diventare fulcro di uno sviluppo sostenibile, più del visibile. Leggere ogni cosa non solo per ciò che appare, ma fermarsi ed entrare nella sua essenza. Fermare l’edificazione e promuovere il recupero attento e sostenibile dell’esistente, paesaggio compreso.

Far capire che la ricchezza consiste nel conservare più terra e non nel mostrare quanto si è costruito nell’assenza di tutti i canoni di bellezza, ma quanto si è recuperato. Solo se recuperiamo la terra e la facciamo respirare, la natura tornerà nostra amica e noi ritorneremo a ritrovare l’armonia persa.

Armonia che non potremmo certo ritrovare in tutte le periferie, zone industriali comprese, che smisuratamente si estendono a macchia d’olio nella completa assenza di segni di riconoscimento e di continuità con la città antica e il territorio. Il semplice passaggio crea confusione e disorientamento che necessiterà, come cura, il rientrare nel centro storico e nel paesaggio, dove tutto è armonia.

 

La ricerca dell’ordine e dell’armonia ci deve guidare nella progettazione, per riportarla a quei canoni di bellezza che portino a riscoprire il decoro urbano. Dell’architettura bisognerà riprendere tutti quei riferimenti che riportino l’uomo all’attenzione e ad una dimensione più naturale. Bisognerà produrre degli eco-progetti dove siano considerati tutti i diversi bisogni dell’uomo per condurlo nuovamente nel suo ambiente naturale.

Una scelta importante è quella dei materiali che non devono essere considerati come elementi inerti, ma vivi. Non solo quindi strutturali e di rivestimento, ma come elementi che entrano in un stretto rapporto con l’uomo, ristabilendo il contatto sia tattile che visivo. Considerare quindi la superficie dell’architettura come se realmente avesse una pelle.

Se infatti consideriamo la stessa, ricoperta da ceramica smaltata o invetriata, questa entrerà in comunicazione con l’osservatore e, con il proprio riflesso, fornirà un’immagine diversa in base alla posizione del medesimo. La permanenza di questo materiale sull’architettura farà si che si ristabilisca il contatto con la luce, con i colori e con il cielo. Tutti gli altri segni che contribuiscono alle belle facciate, in cui tutto è proporzionato, favoriscono sicuramente dei punti di fissazione per gli occhi che sviluppano attenzione e fantasia.

Il tutto deve essere in armonia, senza nessuno affollamento di segni, per evitare che l’ambiente diventi aggressivo e possa determinare delle patologie: perdita di identificazione all’interno dello spazio, perdita dell’immagine personale, atteggiamento negativo delle pupille. Questa aggressione visiva la si può percepire sia nei centri storici, dove si riscontra una perdita di materiali e segni d’ornato, sia nelle periferie cariche di immagini senza alcun riferimento.

Percorrendo questi spazi si percepirà disorientamento, affaticamento e perdita d’identità. Spazi così progettati condurranno sicuramente ad una perdita del potenziale creativo e alla capacità di sognare. L’architettura dovrà quindi ristabilire i contatti con il cielo, con la natura e con la terra attraverso una progettazione attenta ai luoghi, riconsiderando il genius loci e ridonando l’anima agli stessi non più vuoti. Bisogna progettare luoghi in cui l’uomo torni ad avere tutti i sensi, in cui si ristabilisca il ritmo del tempo, in cui ritorni a sognare e, attraverso le belle forme e perseguendo la bellezza, si risvegli dall’anestesia.

Il territorio di Grottaglie infatti possiede un patrimonio di bellezza unico, da non sperperare. Il centro storico è il luogo della continuità, ma mille sono gli spazi che meriterebbero attenzione, che andrebbero salvaguardati, che andrebbero valorizzati non solo, e questo è importante, per una lecita aspirazione culturale, ma perché essi costituiscono l’unica possibilità di sviluppo sostenibile, che non ceda al ricatto della sola logica della produzione a tutti i costi.

Si pensi ai beni archeologici presenti nelle nostre gravine: recenti studi condotti dall’Università degli Studi di Bari stanno dimostrando l’esistenza di una moltitudine di siti di interesse nazionale che potrebbero richiamare folle di turisti e che invece sono condannati alla solitudine e al degrado. Recuperare quei luoghi, renderli leggibili e fruibili, significherebbe dare un nuovo impulso a una economia che si è chiusa in se stessa.

Si tratta in altre parole di usare quello che già c’è e che rischia di scomparire, facendo riferimento alle competenze che da tempo stanno lavorando sul territorio e che troppo a lungo sono state ignorate; si tratta di promuovere un modello diverso, un rilancio vero, che sposi la vocazione artigiana con la storia. Una idea diversa che crei un marchio riconoscibile a livello nazionale che porterebbe portare benefici a tutti, indistintamente.

Antonio VESTITA

Foto : Caterina Rinaldo

Per informazioni: Bottega Vestita, Via Santa Sofia, 23 – 74023 Grottaglie (Ta). a.vestita(AT)libero.it

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Antonio Vestita ingegnere e ceramista vive e lavora a Grottaglie dove si divide tra libera professione e bottega ceramica. In particolare realizza mosaici parietali in ceramica su commissione. Per informazioni e preventivi è possibile contattare l’autore tramite la pagina facebook indicata.

 

 

 

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