L’acustica, criteri di progettazione, materiali fonoisolanti, certificazione acustica degli edifici – Disponibili gli atti del convegno

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E’ iniziato con il saluto del Presidente Angelo Perrini, il convegno interamente dedicato all’acustica, tenutosi presso Villa Romanazzi Carducci a Bari a cura di Aghape. Un tema spesso sottovalutato, ma che reca in sè importanti risvolti progettuali, fondamentali per il raggiungimento del comfort nelle abitazioni. L’inizio dei lavori è stato accompagnato dal suono del Theremin*, strumento musicale inventato dal fisico Lev Theremin nel 1920, che è possibile suonare senza alcun contatto fisico, ma solo sfruttando l’interazione delle mani con i campi magnetici.   “Il suono accompagna da sempre le nostre giornate e per questa ragione il problema dell’impatto acustico dovrebbe essere prioritario per il progettista – sottolinea l’Ing. Perrini, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Bari – spesso invece, questo aspetto viene trascurato, e, quando si progetta un fabbricato, non si individua una posizione corretta rispetto le fonti acustiche. I comuni, inoltre, avrebbero dovuto prevedere un piano di regolazione acustica, ma questo non è avvenuto. Le prime leggi sono state emanate durante gli anni ’80 e, anche se sono stati fatti grossi passi in avanti, ci deve essere una maggiore attenzione da parte dei tecnici oltre che una forma di educazione collettiva”.

Ing. Angelo Perrini, Presidente Ordine degli Ingegneri di Bari

Il Theremin è uno strumento musicale che sfrutta l’interazione con i campi elettromagnetici

 

 

 

 

 

 

 

Attraverso l’acustica è possibile realizzare edifici straordinari, ma le leggi sull’inquinamento acustico sono arrivate tardi e durante l’ultimo ventennio non è stato realizzato molto, tanto è vero che  Bari non ha un piano riguardante l’acustica. Il piano di contenimento acustico è uno strumento che deve essere saldamente ancorato alla realtà, seguendo interessi economici, ma di fatto rendendo più vivibili le zone in relazione alla loro destinazione d’uso. Il suono ci accompagna da sempre – dice il Prof. Cirillo del Politecnico di Bari – il silenzio invece è angosciante, ma l’inquinamento acustico nell’ambiente urbano è proprio causato dai suoni”. Questi accompagnano l’essere umano dappertutto durante la sua esistenza. Nella profondità degli abissi il suono rappresenta l’unica possibilità di comunicazione, poichè è l’unica forma d’onda a propagarsi nell’acqua. Dove invece c’è vuoto, il suono non si può propagare. Il suono rappresenta uno dei principali mezzi di comunicazione tra gli esseri viventi e fornisce informazioni circa l’ambiente che ci circonda.

L’udito è sensibile ai rumori anche durante il sonno e costituisce il sensore del nostro  livello d’attenzione. Alcuni suoni sono percepiti come piacevoli, altri no. Il suono può produrre quindi effetti sia positivi che negativi: la musica, ad esempio, produce un effetto emozionale tutt’ora inspiegabile, il rumore invece è fastidioso. L’idea stessa di inquinamento acustico, comporta tutta una serie di considerazioni sul rumore: che cosa è il rumore e perchè  lo si definisce tale ? Esso fa parte dell’insieme dei suoni però è un suono spiacevole, perchè disturba la quiete o la percezione dei suoni desiderati e provoca fastidio o danno alla salute. Molta importanza rivestono le caratteristiche psicologiche dell’ascoltatore nel definire il rumore stesso, a causa del complesso legame esistente nell’uomo tra stimolo acustico e reazione. La reazione rispetto ad un rumore può dipendere da molti fattori: intensità, durata dell’esposizione, contenuto di informazione, variabilità, presenza di toni puri o di impulsi sonori, probabilità riferita all’ambiente o al periodo della giornata. Il rumore può essere definito pertanto, come un suono indesiderato che inquina l’ambiente. Tutto questo produce sull’organismo degli effetti che possono causare perdita dell’udito o reazioni a carico dell’organismo nel suo complesso. L’inquinamento acustico può riguardare l’ambiente esterno urbano o lavorativo e l’ambiente interno, residenziale o lavorativo. Esso rappresenta uno dei principali problemi ambientali nelle zone sviluppate del nostro pianeta.

Prof. Ettore Cirillo, Politecnico di Bari

Che differenza intercorre tra suono e rumore ? In realtà nessuno, ma ciò che interessa capire è come esso si propaghi attraverso le strutture. Il rumore è un suono spiacevole, ma un suono diventa rumore soprattutto quando non vogliamo ascoltarlo.  Infatti anche il minimo brusìo può essere fastidioso. L’ascolto di un rumore è diverso se siamo in un parco o in un areoporto. Il rumore si pensa che produca danni all’udito. In effetti è così, genera perdita della facoltà di udire. Rumori di intensità inferiore producono analogamente danni che non sono solo a carico dell’orecchio, ma di tutto l’organismo. Questo causa deprivazione del sonno che può comportare tutta una serie di conseguenze presenti in letteratura medica.

Già durante il ’96, la Commissione Europea, stimava che il 20% della popolazione  fosse soggetta a dei livelli di rumore considerati pericolosi per la salute e che un ulteriore 45% subisse grave fastidio del rumore durante il giorno. La componente più importante dell’inquinamento acustico nell’ambiente sociale è data dal rumore del traffico, che cresce all’aumentare della mobilità. Nell’81 furono fatte alcune rilevazioni a Bari mediante 21 postazioni dislocate nei diversi quartieri della città e per alimentare le apparecchiature, si utilizzarono come sedi le scuole. Furono rilevati livelli elevati di rumorosità nelle ore diurne,  che si sarebbero dovuti ricondurre nella regola. La prima normativa relativa all’inquinamento acustico è del ’91 e con essa sono stati fissati dei limiti massimi di esposizione al rumore. Durante il ’95, viene emanata la Legge quadro sull’inquinamento acustico e successivamente, tutta una serie di interventi da parte del Governo, a cui far seguire quello della Regione Puglia. Nel settembre del 2005 è stato pubblicato il D.Lgs 194, che aveva come scopo quello di realizzare una mappatura acustica, una mappatura acustica strategica, dei piani di azione e di fare informazione sul rumore ambientale e sui relativi effetti. Entro il 30 giugno 2007, l’autorità designata dalla Regione, avrebbe dovuto elaborare e trasmettere le mappe acustiche strategiche relative al precedente anno solare per gli agglomerati con più di 250.000 abitanti, mentre società ed enti gestori di servizi pubblici di trasporto, avrebbero dovuto trasmettere la mappatura acustica delle principali strutture di trasporto e stessa cosa si sarebbe dovuta effettuare con i piani di azione. Gli enti locali e i Comuni dovevano invece controllare l’inquinamento acustico, in particolare i Comuni dovevano operare una classificazione acustica del territorio, coordinare gli strumenti urbanistici (un PRG non può essere in contrasto con un piano di disinquinamento acustico), adottare piani di risanamento nel caso in cui fossero superati determinati valori, che indicassero la presenza di un potenziale rischio per la salute umana e per l’ambiente. Il piano di disinquinamento acustico deve essere riferito alla classificazione o zonizzazione acustica. Questa a sua volta, va fatta tenendo conto delle 6 classi d’uso del territorio, elencate nella legge quadro:

Classe IAree particolarmente protette: aree per le quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione
Classe IIAree prevalentemente residenziali: aree urbane interessate da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione, limitata presenza di attività commerciali e assenza di attività industriali e artigianali
Classe IIIAree di tipo misto: aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densità di popolazione, con presenza di attività commerciali, uffici, con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali; aree rurali interessate da attività che    impiegano macchine operatrici
Classe IVAree di intensa attività umana: aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali; aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie; aree portuali; aree con limitata presenza di piccole industrie
Classe VAree prevalentemente industriali: aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni
Classe VIAree esclusivamente industriali: aree esclusivamente interessate da attività industriali e prive di insediamenti abitativi.

Sono previsti dei piani di risanamento nel caso in cui si superino determinati limiti e gli accorgimenti da utilizzare saranno specifici per ciascuna area. Uno dei problemi deriva dalla commistione di attività che caratterizzano ciascuna zona. Di particolare interesse risultano le aree prevalentemente industriali e quelle esclusivamente industriali. Nelle zone industriali valgono valori diversi ed è necessario tutelare il lavoratore e considerare altri tipi  di danni. I limiti massimi di livello sonoro sono divisi tra diurno e notturno: al di sotto dei 70 dB, non si hanno danni specifici, tranne quelli connessi all’invecchiamento. La legge 3 del 12/02/2002 – Norme di indirizzo per il contenimento e la riduzione dell’inquinamento acustico, fornisce per tutti i territori comunali della Puglia le linee guida per definire il piano di risanamento acustico. Dal 2002 non ci sono più scusanti per la mancanza di un piano di disinquinamento acustico.  Questo implica una zonizzazione e una mappatura acustica, individuando le aree inquinate. Dopo è necessario procedere con risorse adeguate, definendo gli  interventi e le priorità.  Consideriamo l’esempio di Bari: si individua l’area di indagine, anche se tutto il territorio dovrebbe essere interessato,  le zone censuarie e quindi, analizzando gli strumenti urbanistici, è semplice evidenziare le zone che ricadono in classe I: ospedali, scuole, parchi pubblici. Ci sono poi quelle che ricadono nelle classi V e VI: zone prevalentemente industriali e zone esclusivamente industriali. Si individuano le aree di classe II, III e IV, raggruppando le zone censuarie in base ai valori degli indici territoriali di densità della popolazione, di uffici, di attività artigianali, di attività commerciali e di servizi. Si realizzano delle carte tematiche ad es. quella della densità di popolazione che può essere alta, media oppure bassa, della densità degli uffici, delle attività artigianali, delle attività commerciali e dei servizi. Dopo avere ordinato le zone si  utilizza il criterio del percentile, in questa maniera è tutto relativo. Ad ogni zona censuaria si attribuisce un voto. Per ogni zona si considerano i voti, si sommano, se l’indice non supera il valore di 5 la classe è la II; se l’indice totale è compreso tra i valori 5 e 11, la  classe è la  III; se l’indice supera il valore 11, la classe è la IV. Sulla carta si individuano le zone di classe II, III e IV in base al punteggio e  nella mappa cittadina, si inseriscono le vie. Segue il rilevamento del fenomeno rumoroso sul territorio, conviene effettuare dei rilievi fonometrici, rilevare i dati del piano urbano del traffico, rilevare i dati sui flussi veicolari, pervenendo così ad un algoritmo di calcolo o simulazione. In questo modo si individuano le aree in cui si ha il superamento dei valori limite e quelle che sono le priorità.

 

E’ evidente che un’abitazione, se ben progettata in ragione dei principi di acustica applicata, possa contribuire a realizzare delle condizioni di benessere acustico e controllare gli effetti dell’inquinamento – come spiega il Prof. Martellotta –  illustrando alcuni criteri di progettazione. Dopo molto tempo ci si è accorti che è necessario tenere conto degli aspetti riguardanti l’acustica, sin dalla fase di progettazione e per questa ragione sono stati condotti degli studi volti alla eliminazione dei ponti acustici e al corretto utilizzo dei materiali isolanti.

Le strutture degli edifici possono contribuire alla difesa dal rumore, mediante un adeguato isolamento acustico. Che cosa è l’isolamento acustico? E’ la differenza tra il livello di pressione sonora dell’ambiente disturbante e il livello di pressione sonora dell’ambiente disturbato. L’OMS raccomanda all’interno delle camere da letto 35 dB. Ci sono poi tutta una serie di valori stabiliti per legge. Il potere fonoisolante è una caratteristica delle strutture, l’isolamento acustico è legato al potere fonoisolante “R”. Questo, misura la capacità di un elemento di opporsi al passaggio del suono che si propaga  per via aerea: R = 10 log (1/t) = 10 log (Wi/Wt) (dB). Per una parete omogenea, R dipende dalla frequenza del suono incidente, ma anche dalle proprietà fisiche della parete stessa, nonchè dalle sue condizioni di vincolo. Il nostro orecchio è particolarmente sensibile alla tonalità, ma la propagazione del suono dipende dalle caratteristiche fisiche del muro che separa due ambienti. Si distingue il potere fonoisolante dall’isolamento acustico.

Poichè la misura diretta di R è difficoltosa, si può ricavarla a partire dalla misura dell’isolamento acustico D. L’isolamento acustico D=L1-L2 di una partizione, misura la differenza di livello sonoro esistente fra il lato disturbante e il lato disturbato. Poiché il livello L2 dipende anche dalle caratteristiche dell’ambiente ricevente, risulta: R=L1-L2+10Log(S/A). E’ necessario valutare come posizionare un elemento per evitare che esso diffonda il rumore. Il potere fonoisolante cresce al crescere della frequenza. Aumentando lo spessore della parete si aumenta il potere fonoisolante, ma si deve cercare di mantenere uno spessore compatibile. Può accadere che si manifesti l’effetto di coincidenza che causa decadimento dell’isolamento acustico: l’onda sonora che colpisce la parete con un angolo di incidenza non normale, genera nella parete  delle vibrazioni flessionali aventi lunghezza d’onda che dipende dalla velocità di propagazione del suono nel materiale di cui essa è costituita. Se le creste dell’onda di pressione incidente, coincidono con quelle dell’onda di flessione del pannello, si ha risonanza con conseguente maggiore trasmissione di energia sonora sull’altra faccia del pannello e perdita di isolamento. La frequenza con cui si verifica questa coincidenza dipende dall’angolo di incidenza dell’onda sonora sulla parete.  E’ necessario fare in modo che l’effetto di coincidenza si abbia a frequenze molto basse.

Per una parete di 15 cm di calcestruzzo, la frequenza di coincidenza è bassa, circa 106 Hz. Il vetro con uno spessore di 5 mm, ha una frequenza di 2622 Hz. Si ricorre ad un sistema massa – molla – massa, che smorzi il rumore. Utilizzando la stessa quantità di materiale si raddoppia il potere isolante. Come valutare il potere fonoisolante ? La norma dice di prendere l’indice di valutazione UNI EN ISO 717-1, avremo una curva di riferimento e una curva sperimentale. Cosa succede in facciata ? Si parla ancora di protezione dai rumori di tipo aereo. In facciata ci sono elementi disomogenei che possono ridurre il comportamento acustico degli elementi. Il potere fonoisolante cambia se inseriamo elementi diversi, ad esempio una parete con una finestra. Il potere fonoisolante risultante si riduce a 43 dB. In acustica comanda l’elemento debole. Sulla facciata è necessario armonizzare tutti gli elementi, non possiamo usare una parete opaca in cui inserire elementi senza alcuna valutazione acustica. Un altro problema è dato dal rumore da calpestìo:

Ing. Roberto Masciopinto, Ordine degli Ingegneri di Bari

 

 

l’impatto di un corpo con una superficie rigida, trasforma quest’ultimo in una sorgente sonora. Il tipo di impatto e l’oggetto che lo causa, determinano il rumore prodotto. La valutazione delle prestazioni dell’elemento, avviene con un generatore normalizzato che simula il rumore da calpestio. Misuriamo il livello sonoro che deve essere normalizzato con l’assorbimento acustico. Contrariamente all’isolamento, a valori più alti corrispondono prestazioni peggiori. Come è possibile ridurre il rumore da calpestio ? Posando del materiale morbido che distribuisca il rumore nel tempo. Si passa da un segnale a banda larga a suoni a bassa frequenza. Un materiale soffice assicura un rumore poco percepibile. L’attenuazione dipende dalla frequenza, in particolare dalla rigidità dinamica. Ci sono vari materiali da poter applicare, ma non tutti possono piacere.

Come risolvere il problema ? Si ricorre al pavimento galleggiante. Cambiano così  le prestazioni. A parità di materiale è indicativo il posizionamento. Il pavimento galleggiante permette massima libertà nell’utilizzo del materiale di finitura. Il D.P.C.M. 05/12/97 riguardava i requisiti acustici passivi, questo decreto è stato completamente ignorato fino a qualche anno fa. Ci si è accorti del decreto, quando qualche tribunale ha iniziato a rivalutare il valore degli immobili del 20 – 30 % sulla base di mancati requisiti acustici. La situazione attuale prevede il tentativo di arginare la norma. La legge comunitaria del 2009, stabilisce che il riordino che attua la direttiva 2002/49/CE, riguarderà la determinazione dei requisiti acustici. Lo schema di decreto che circola da un anno, prevede che la classificazione acustica delle unità immobiliari sia obbligatoria per i nuovi edifici e per quelli esistenti in caso di contenzioso o all’atto della compravendita. La rispondenza ai valori di riferimento stabiliti dal presente decreto deve essere valutata in fase di progetto e attestata esclusivamente con verifiche acustiche eseguite a termine dell’opera. Il campo di applicazione, riguarda tutti gli edifici, la norma di riferimento è la UNI 11367. Le caratteristiche della facciata devono essere correlate alle caratteristiche della zona. Si identificano gli elementi tecnici, si determina il valore utile (compresa incertezza), si allega al certificato acutstico un prospetto. In sintesi: approccio globale più razionale, migliore scelta dei valori limite, introduzione delle tolleranze, di contro eccessiva complessità, dubbia applicabilità della classificazione all’ediliziaesistente (in particolare per ristrutturazioni e compravendite) . Progettare un edificio con requisiti acustici permettendo di conseguire anche delle economie. Una parete cambia il suo potere in ragione dell’elemento perimetrale con cui è messo in relazione allora è’ necessario studiare il giunto per evitare la formazione di ponti acustici.

 

Un’intercapedine vuota può diventare un veicolo di trasmissione, allora  si può inserire del materiale solo in corrispondenza del nodo. Una soluzione è costituita dalla desolidarizzazione degli elementi, che consente di ottenere un abbattimento dai 3 ai 5 dB. Nell’isolamento di facciata, il problema è dato dai componenti trasparenti, ma anche dai cassonetti. Questi devono essere fonoisolati. Un altro aspetto importante è il controllo formale della progettazione architettonica (ubicazione camera da letto, servizio igienico addossato alla parete confinante) si deve lavorare sulla disposizione degli edifici lungo un’arteria di scorrimento in maniera intelligente. Gli impianti vanno messi sotto lo strato resiliente. Una buona proposta è integrare le caratteristiche in fase di progettazione e per questo sono previste alcune soluzioni progettuali le illustra l’Ing. Paolo Marinoni che illustra numerosi esempi tecnici, per mezzo dei quali abbattere i rumori.

Per quanto riguarda le coperture, si parla di:

  • ISOLAMENTO SOPRA LA STRUTTURA – La copertura in legno abbinata a strati differenziati di materiali fonoisolanti a diverse densità, nonostante la leggerezza, consente di ottenere elevati valori di isolamento acustico alle varie frequenze. Ad ogni stratificazione aggiuntiva corrisponde un incremento del potere fonoisolante;
  • ISOLAMENTO TRA LA STRUTTURA – La copertura in legno abbinata a strati differenziati di materiali fonoisolanti e cartongesso, nonostante la leggerezza, consente di ottenere elevati valori di isolamento acustico alle varie frequenze. La possibilità di utilizzare spessori elevati consente il raggiungimento di valori ottimali del potere fonoisolante.

Relativamente alle pareti leggere si distingue tra:

  • STRUTTURA PORTANTE CONTINUA – Sistemi leggeri che permettono di avere elevatissime prestazioni di isolamento ai rumori aerei, comportamento assimilabile ai sistemi di controplaccaggio su pareti singole;
  • STRUTTURA INTELAIATA – Sistemi leggeri che permettono di avere elevatissime prestazioni di isolamento ai rumori aerei, comportamento assimilabile ai sistemi di parete leggera e rivestimento in cartongesso.

Ci sono alcuni accorgimenti di cui è importante tenere conto in fase di esecuzione. Ad esempio i pannelli isolanti non devono essere incollati sulla parete perchè si possono creare delle risonanze, dato che diventano un corpo unico con l’elemento principale. Per quanto riguarda l’ammorsamento delle strutture laterali, è bene ricordare che è necessario riempire con malta e con scaglie di laterizio per evitare delle fessurazioni in corrispondeza del nodo parete  solaio, inoltre si deve connettere con della malta in modo da evitare delle fessurazioni in corrispondenza del nodo parte – parete. Infine è opportuno disaccoppiare il punto di incontro della parete con il solaio, mediante una striscia di lana di legno di 20 mm. Concludono i lavori del seminario tecnico, Michele Cantelli e l’Ing. Riccardo Guberti che parlano di alcune soluzioni tecnologiche per l’isolamento acustico dell’involucro edilizio, dalla progettazione fino alla corretta posa in opera. In particolare illustrano i principali errori che si compiono in cantiere e che compromettono seriamente il sistema di funzionamento dei vari componenti. Nel caso del pavimento galleggiate, è necessario ricordarsi di edificare le pareti divisorie sulle strisce di CirfonicPav, in grado di smorzare le vibrazioni trasmesse dai muri. Inoltre quando si posa il pavimento galleggiante, è necessario desolidarizzarlo anche rispetto la parete perimetrale e questo si ottiene applicando una fascia apposita.

La fascia va applicata dopo avere posizionato il tappetino, per evitare che a seguito del getto, si possano verificare delle infiltrazioni al di sotto dell’isolante.  Il mancato posizionamento della fascia perimetrale, può causare una perdita da 1 a 2 dB. Può accadere che il piano di posa non sia pefettamente pulito, con la presenza di chiodi o detriti che compromettano la posa in opera del tappetino o può succedere che il piano di posa non sia perfettamente livellato.

Prima di posare il battiscopa è necessario tagliare il materiale isolate perimetrale prevedendo una tolleranza da 1 a 3 mm al di sopra del pavimento ultimato e non prima. In seguito sarà possibile applicarlo utilizzando degli opportuni distanziatori. Inoltre è bene intoncare prima di realizzare il massetto.

Lo spessore del massetto si aggira dai 4 – 4.5 cm fino ai 6 cm ed è funzione dello spessore del materiale isolante utilizzato. La banda laterale deve essere posizionata anche lungo le soglie.  E’ opportuno inoltre isolare gli impianti che, come è noto, possono costuire veicolo di trasmissione sonora.

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*Il Theremin è il più antico strumento musicale elettronico conosiuto, inventato appunto dal fisico Lev Theremin nel 1920. Uno strumento magico che si suona senza alcun contatto fisico. E’ composto  da due antenne poste al di sopra e a lato di un un contenitore nel quale è alloggiata tutta l’elettronica. Il controllo avviene allontanando e avvicinando le mani alle antenne. Mediante quella superiore (posizionata verticalmente) si controlla l’altezza del suono, quella laterale (posizionata orizzontalmente) permette di regolarne l’intensità. Il suono può variare tra quello di un violino e quello vocale. Lo strumento è considerato molto difficile da suonare, proprio perchè non sfrutta l’interazione dei campi magnetici con le mani, ma non implica il contatto diretto.

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