Continua la crisi delle costruzioni. Il rilancio passa attraverso una maggiore qualificazione di imprese e lavoratori.

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Milano, 13 settembre 2011 – Il mercato italiano delle costruzioni continua a registrare un andamento negativo, con rilevanti effetti sul piano occupazionale e con conseguenze sempre più drammatiche sul sistema produttivo determinando l’uscita di un numero sempre maggiore di imprese.

Secondo l’Osservatorio nazionale delle Casse Edili che fa capo alla Commissione Nazionale (CNCE) relativa a 82 realtà provinciali, la riduzione di attività alla fine di Giugno 2011, rispetto allo stesso mese del 2010, è stata del 9%, che si somma al calo del 10% registrato già nell’anno precedente. Si è trattato di un calo di oltre 5 milioni di ore. Dall’autunno del 2008 la perdita di ore lavorate è stata del 25%.

Il calo dell’attività ha significato sul piano occupazionale una riduzione di 37.000 lavoratori (-8%) mentre l’effetto sul sistema delle imprese si è concretizzato in una fuoriuscita dal mercato di oltre 7.200 società (-7%).

Dalle nostre rilevazioni – sottolinea Franco Osenga, imprenditore piemontese e Presidente della CNCEche mettono a confronto i dati relativi ad uno stesso mese così da fotografare con estrema precisione la situazione del settore, anche considerata la rilevante incidenza di fattori stagionali, emerge un quadro drammatico. Possiamo tranquillamente affermare che solo nel sistema rappresentato dalle Casse Edili dove si concentrano oltre 100.000 aziende, dall’inizio della crisi abbiamo perduto più di 100.000 lavoratori. Tenendo conto che si tratta sicuramente delle aziende più strutturate e attente al valore del lavoro e delle competenze professionali delle proprie maestranze, possiamo tranquillamente ipotizzare che, considerando anche l’indotto, la riduzione occupazionale dalla seconda metà del 2008 ad oggi si aggiri intorno a 300.000 lavoratori in meno”.

Ad essere più colpite dalla crisi sono le regioni del Centro Sud. La contrazione più rilevante di attività si è registrata in Sardegna con un -16% in un solo anno. Rilevante anche il calo a due cifre (-12%) di Umbria e Puglia. Ed è proprio in questa regione che si registra la percentuale più elevata di riduzione del numero dei lavoratori, con un -14%; seguono con un 12% in meno l’Abruzzo e da un –10% in Umbria e Lazio. Puglia, Abruzzo e Umbria sono le regioni in cui si riscontra la maggiore incidenza negativa per quanto riguarda il calo delle imprese iscritte in Cassa Edile (-10/11%). Tra le regioni del Nord le maggiori difficoltà si riscontrano nel Veneto (-9%).

È in una fase così difficile che il sistema bilaterale paritetico delle costruzioni con la sua lunga storia di affiancamento e di assistenza alle imprese e ai lavoratori sul piano della formazione, della sicurezza sul lavoro e in difesa della regolarità assume una funzione più efficace, diventa sempre più un punto di riferimento.

Nei prossimi giorni in due occasioni la rete delle Casse edili e il sistema delle scuole edili facenti capo al Formedil si ritroveranno per un bilancio e per rilanciare la loro funzione di ammortizzatore sociale e di baluardo della regolarità, riproponendo alla politica e alle istituzioni la centralità del lavoro come valore, puntando su professionalità e competenze, quali fattori imprescindibili della competitività di un sistema imprenditoriale ricco e articolato.

Il 14 e il 15 settembre a Parma si terrà il Congresso nazionale della Commissione nazionale delle Casse Edili. Il 26 e il 27 settembre a Perugia avranno luogo le Giornate nazionali della formazione in edilizia con la partecipazione dei rappresentanti delle 100 scuole edili della rete Formedil.

Ci dobbiamo chiedere – aggiunge Osengaquanto durerà ancora questa crisi, quale tipologia di impresa sopravvivrà e soprattutto in quale misura il fenomeno dell’irregolarità che come sistema bilaterale combattiamo ogni giorno con strumenti come il DURC, ma anche con i presidi sulla sicurezza e con una formazione continua e di eccellenza, non stia riprendendo vigore”

In questi ultimi anni – ricorda il vicepresidente della CNCE Franco Turritutto il sistema delle Casse Edili si è attivato per individuare ogni possibile anomalia attraverso le verifiche contributive, ma anche utilizzando il costante monitoraggio delle statistiche, ad esempio sul fronte del part time e delle ore anomale, ambiti a rischio, dove siamo intervenuti come parti sociali, ottenendo importanti risultati. Oggi il nostro sistema costituisce un valido baluardo contro una recrudescenza di fenomeni di lavoro nero, agendo con decisione sia rispetto alle imprese che sul mercato del lavoro. Il futuro sarà, inoltre, caratterizzato da una sempre maggiore interazione anche con gli altri organismi di coordinamento nazionale ad iniziare dal Formedil”.

FORMAZIONE E CONOSCENZA PER UNA NUOVA CENTRALITÀ DEL LAVORO

In questo contesto difficile il sistema bilaterale delle costruzioni, che integra attività di monitoraggio, previdenziali e di controllo sulla regolarità attraverso le Casse Edili, una capillare azione di sostegno professionale attraverso iniziative formative e progetti di aggiornamento continuativo attraverso le Scuole Edili che fanno capo al Formedil, nonché un’assistenza nei cantieri in materia di sicurezza sul lavoro con i Comitati paritetici territoriali, rilancia il proprio ruolo di riferimento di eccellenza.

A guidare questa nuova fase è il Formedil che si fa promotore di una campagna di comunicazione volta a sottolineare l’eccezionalità del sistema formativo che fa riferimento alle Scuole Edili paritetiche, in grado di garantire una formazione sia generalista che altamente specializzata, avvalendosi in via esclusiva di strutture di cantiere e di un’elevata qualità della docenza, mettendo al centro dei propri programmi didattici esperienze e competenze specifiche. Attraverso l’impegno di alcuni testimonial, imprenditori e lavoratori che grazie al ricorso alle strutture formative che fanno capo al Formedil hanno acquisito posizioni di successo, il sistema paritetico della formazione che fa capo ad ANCE, alle associazioni artigiane e cooperative, insieme alle organizzazioni sindacali di categoria FILLEA-CGIL, FILCA-CISL e FENEAL-UIL, si propone come riferimento principale del settore per una crescita professionale e culturale delle costruzioni nel nostro Paese.

Con questa campagna – spiega il Presidente del Formedil Massimo Calzoni intendiamo dare un contributo ad un processo che noi riteniamo ineludibile nell’attuale fase economica del Paese: restituire centralità alla produzione e al lavoro. Uno degli slogan della campagna recita “per noi il lavoro è un valore e la formazione è conoscenza”. Il lavoro e la formazione sono un valore insostituibile e un fattore essenziale per qualunque strategia di sviluppo. Noi crediamo che si debba investire sul lavoro, sulla conoscenza e sulle competenze a tutti i livelli. Siamo convinti che questa crisi che sta mettendo in ginocchio il Paese e che pesa in modo fortissimo sul settore delle costruzioni debba diventare un’opportunità per invertire un processo di dequalificazione e di precarizzazione culturale. La crescita della qualità è essenziale se vogliamo ritornare competitivi. Il Formedil e le Scuole Edili sono una risorsa straordinaria, che va orientata e utilizzata al meglio; perché ciò avvenga bisogna fare uno sforzo in termini di comunicazione e di informazione. Ecco allora che imprenditori e lavoratori, che sono la forza delle costruzioni, ci hanno messo la faccia, forti della loro esperienza. Siamo fermamente convinti – per citare un altro slogan – che grazie all’esperienza nelle scuole edili “siamo più sicuri, più garantiti, più competitivi” e che in questo modo insieme costruiamo il futuro.

Negli ultimi due anni il Formedil è stato protagonista nella gestione di progetti e programmi di formazione continua obbligatoria e di accesso all’attività edilizia soprattutto con le 16ore prima. L’iniziativa, volta a garantire una conoscenza di base sia professionale che sui rischi sul piano della sicurezza in cantiere, avviata sperimentalmente nel 2009, è entrata ora nella sua fase a regime coinvolgendo ogni anno mediamente oltre 15.000 lavoratori al loro primo ingresso nel settore. I dati diffusi dal Formedil evidenziano nel primo semestre del 2011, un calo di circa il 25% dei lavoratori partecipanti, passati da 8.800 a 6.700, a conferma delle difficoltà nel settore delle costruzioni, dove la crisi determina un calo di nuove assunzioni, soprattutto tra le imprese più strutturate, che tendono a salvaguardare innanzitutto l’occupazione già formata. Il tasso di diminuzione dei partecipanti ai corsi 16 ore resta comunque, seppur di poco, inferiore al tasso di diminuzione dell’assunzione di nuovi lavoratori senza esperienza nel settore (destinatari dei corsi 16 ore prima).

Dal 2011 le 16ore di ingresso per i nuovi lavoratori, inoltre, sono state inserite in un progetto di più ampio respiro finalizzato alla creazione di moduli formativi dedicati alla sicurezza, uguali su tutto il territorio nazionale, 16ore MICSModuli Integrati per Costruire in Sicurezza.

Si tratta di corsi che, riprendendo la formula delle due giornate di formazione (equivalenti a 16 ore) consentono alle imprese e ai lavoratori di assolvere agli obblighi di legge stabiliti dal D.lgs 81/08 sia in materia di formazione per l’utilizzo delle macchine di cantiere sia di formazione per le figure dei preposti e dei dirigenti. La cifra comune dei corsi MICS è la loro certificabilità, l’uniformità sul territorio nazionale dell’offerta formativa e la garanzia di una formazione reale e pratica, i cui contenuti sono stati elaborati da uno staff che ha provveduto a formare anche i docenti delle singole Scuole Edili del sistema Formedil, mettendo loro a disposizione tutti gli strumenti necessari per lo svolgimento dei corsi, a garanzia dell’alta qualità del corso in tutta Italia.

I nuovi lavoratori  (lavoratori al primo ingresso nel settore senza precedenti esperienze di lavoro in edilizia) formati dal sistema Formedil attraverso i corsi 16ore sono stati, nel periodo compreso tra  gennaio 2009 e giugno 2011, circa 42.000, ovvero oltre il 10% di tutti i 412.000 lavoratori attivi nel mese di giugno. Ciò significa che una parte consistente dei nuovi ingressi nel settore dopo il 2009 è passata per la formazione iniziale – professionale e alla sicurezza – prima dell’ingresso in cantiere. Forse per la prima volta un’iniziativa di formazione ha avuto un impatto concretamente visibile, di massa e strutturale sul settore. La formazione è uscita dalla marginalità per assumere un’inedita rilevanza quantitativa.

L’immissione di un numero così rilevante di nuovi assunti con una formazione di ingresso finalizzata in gran parte anche alla sicurezza non può non aver inciso sul calo di oltre il 12% degli infortuni riscontrato dall’Inail nel biennio 2009-2010. Risulta evidente che un lavoratore che, prima di entrare in cantiere, ha appreso a riconoscere i rischi, ad applicare le misure di prevenzione, a lavorare come si deve, presenta una minor esposizione al rischio di infortuni.

 “In un settore ad elevato turn over e ad elevato rischio di precarietà – sottolinea Franco Gullo, sindacalista Feneal-Uil e vicepresidente del Formedil il progetto si è affermato come uno strumento di stabilizzazione e di miglioramento concreto della qualità del lavoro nonché come un’esperienza preziosa al fine di favorire tra i lavoratori una maggiore consapevolezza rispetto alle condizioni di lavoro e sul piano della sicurezza. Ora si apre una nuova fase in cui la formazione deve diventare un momento ricorrente nel percorso professionale e di vita dei lavoratori, così da far crescere in tutti la consapevolezza che la Scuola Edile e il sistema che essa rappresenta può essere un costante e utile riferimento. La campagna di comunicazione alla quale abbiamo dato vita e le prossime Giornate nazionali della formazione che abbiamo organizzato a Perugia il 26 e 27 settembre prossimi rappresentano momenti importanti di questo percorso”.

Dott.ssa Giulia De Rita
Ufficio stampa

Strategie & Comunicazione Srl

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