Il Passante Verde di Sebastiano Steffinlongo

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Un parco lineare attraverso il territorio veneto dal piano paesaggistico alla realizzazione: storia di un progetto, con uno scritto di Mario Virano.

Sebastiano Steffilongo | Il passante verde.

Sebastiano Steffilongo | Il passante verde.

Accordare la realizzazione di un’opera infrastrutturale con il rispetto del paesaggio è in linea di principio quanto si cerca di fare attraverso il sistema di pianificazione, utilizzando gli strumenti previsti dal legislatore. Spesso però queste aspettative sono disattese e le opere pubbliche sono accolte con malcontento per le conseguenze che comporteranno sul paesaggio. Appare di fondamentale importanza allora, ricercare una relazione figurativa tra infrastruttura e territorio e impostare la progettazione di un’opera, alla luce del contesto e delle caratteristiche ambientali ad esso connesse. Soprattutto è necessario porre come primo obiettivo quello della riqualificazione del paesaggio e della valorizzazione dello stesso. Il Passante Verde si inserisce nell’ambito di una stagione di iniziative, intraprese nella Regione Veneto, volte a perseguire il recupero delle infrastrutture in un territorio ad elevata densità abitativa. Fra queste vi è la realizzazione del Passante autostradale di Mestre a cui è stata affiancata un’analisi, finalizzata alla valorizzazione del paesaggio e al recupero dell’identità dei luoghi interessati dall’intervento. Si tratta di una indagine condotta sull’ impatto generato dalla nuova autostrada a cui è stato successivamente adeguato il progetto infrastrutturale. Vincitore del premio “Urbanistica” dell’INU nel 2006, e del premio “Piccinato”, messo a disposizione dalla Regione Veneto, questo studio sviluppato dalla società di progettazione Metroplan Architettura\Ingegneria s.r.l. di Venezia in collaborazione con il Dipartimento di Architettura, Urbanistica e Rilevamento dell’Università di Padova e con l’Azienda Regionale per i settori Agricolo, Forestale e Agro-Alimentare,  ha come finalità la riqualificazione del territorio, attraverso l’individuazione di nuove opportunità di sviluppo e trasformazione.

L’elegante volume scritto da Sebastiano Steffinlongo edito da “Il Poligrafo” dal titolo “Il Passante Verde“, raccoglie questo lavoro ed è suddiviso in tre parti: la prima dedicata allo studio ideato dalla Federazione Provinciale Coldiretti Venezia e promosso con la Regione Veneto e la Camera di Commercio di Venezia, che tratta del territorio e che comprende un abaco dei paesaggi e un piano paesaggistico.  La seconda costituita dall’illustrazione dei progetti, a cominciare dalla revisione del progetto di mitigazione ambientale autostradale, successivamente adeguato ai principi stabiliti nello studio Passante Verde, e infine una terza composta da schede di approfondimento dedicate alla vegetazione, al miglioramento della qualità dell’aria e dell’impatto acustico, al riutilizzo delle terre di scavo, ai vincoli e soprattutto agli aspetti tecnico giuridici.

Il volume che comprende uno scritto di Mario Virano, racconta un’esperienza innovativa nell’ambito di una modalità partecipata di progettazione e trasformazione del territorio, nell’ottica dell’incentivazione e sviluppo dello stesso. Si tratta di un caso esemplare nell’ambito delle opere pubbliche nazionali, perchè in esso si coniuga la realizzazione di un’infrastruttura con quella di un parco. Il progetto prefigura il tentativo di superare le problematiche di impatto ambientale di un’opera infrastrutturale. Vien data inoltre particolare attenzione al coinvolgimento della popolazione residente e degli operatori agricoli. Il progetto consiste in un piano paesaggistico articolato lungo l’asse autostradale, ipotizzando la costituzione di un parco lineare di 30 km con una superficie di 650 ettari. Di fatto si tratta di uno studio ingegneristico sulle problematiche di impatto ambientale di un’opera siffatta nel territorio. Ovvero di una sfida culturale per acquisire altre competenze per delle realizzazioni future. Nel libro si illustrano le fasi di un progetto che va dal piano paesaggistico alla realizzazione. Il Passante Verde accompagna il progetto infrastrutturale del passante di Mestre con un disegno territoriale di grande scala, che serve ad individuare e definire opportunità  di qualificazione e sviluppo del territorio – scrive Sebastiano Staffilongo, ingegnere e urbanista.

Si tratta sicuramente di un’opera molto interessante, che costituisce un esempio di progettazione utile per la realizzazione di infrastrutture nel territorio e per la mitigazione dell’impatto prodotto dalle stesse. Soprattutto perchè individua come problema la perdita di valore paesaggistco del territorio e, nella realizzazione dell’autostrada, un’opportunità per intervenire sulla riqualificazione dello stesso. Un’opera interessante, ma nello stesso tempo uno studio innovativo in cui si  descrive un esempio di progettazione paesaggistica in accordo con la realizzazione di un’opera infrastrutturale. La modalità partecipata e il tentativo di superamento delle problematiche di esproprio mediante accordi e convenzioni pluriennali con i proprietari terrieri, ne fanno uno strumento nuovo nell’ambito della progettazione di opere pubbliche. Una stretta interrelazione tra urbanistica e coinvolgimento della popolazione residente, testimonia la presenza delle ammninistrazioni nella corretta gestione del territorio. Un’opera che sicuramente non potrà mancare nello scaffale del progettista. Assolutamente da consigliare.

“…un’esperienza da conoscere e da far conoscere soprattutto a studenti, professionisti, amministratori, politici e a tutti i facitori di infrastrutture…”. (M. Virano – Commissario Straordinario di Governo per l’asse ferroviario Torino-Lione).

Il Poligrafo, Padova, 2011

collana “Territori dell’architettura – opere”

pp. 228, ill. euro 32,00

isbn 978-88-7115-759-7

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Il Passante Verde è un progetto paesaggistico di grande scala ideato per riqualificare il territorio attraversato dal Passante di Mestre, individuando nuove opportunità di sviluppo e trasformazione. Il Passante Verde è un progetto complesso e multidisciplinare, finalizzato a una pluralità di scopi: alla mitigazione ambientale degli impatti, al controllo del microclima, alla riconnessione delle reti ecologiche, alla ridefinizione delle reti dei percorsi, alla valorizzazione delle potenzialità paesistiche quali elementi di competitività territoriale e di sviluppo sostenibile. In linea con i principi della Convenzione Europea del Paesaggio di Firenze, appare oggi evidente la necessità di una riflessione consapevole sulle trasformazioni determinate dalle grandi infrastrutture e di un intervento per dare forma e funzioni al territorio, senza rinunciare alla possibilità di costruire nuovi paesaggi che sappiano rinnovare il rapporto tra componenti antropiche, ambientali ed economiche. In quest’ottica, l’elemento fondamentale nella costruzione e manutenzione del paesaggio è il coinvolgimento della popolazione residente e in particolare degli operatori agricoli, da sempre custodi e tutori dell’ambiente e del territorio. L’esito dell’esperienza del Passante Verde dimostra il successo di questa intuizione: un grande progetto infrastrutturale realizzato con una visione strategica degli assetti ambientali e paesaggistici e accompagnato non solo da opere di mitigazione, ma da interventi compensativi di grande dimensione in grado di dare nuove identità e funzioni ai luoghi interessati. Il progetto ha partecipato nel 2006 ad UrbanPromo a Venezia, nel 2007 alla Biennale delle Infrastrutture di Torino e nel 2008 al Landscape Architecture Europe On Site all’Architekturforum di Zurigo. Il progetto è stato premiato nel 2006 con il premio “Urbanistica” dall’Istituto Nazionale di Urbanistica e nel 2007 con il premio “Piccinato” dalla Regione Veneto.

Sebastiano Steffinlongo si è laureato in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Padova e ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Ingegneria Edilizia e Territoriale presso l’Università degli Studi di Bologna. Dal 2005 al 2010 è docente a contratto di Pianificazione Territoriale all’Università degli Studi di Padova. Svolge la propria attività professionale nella società Metroplan Architettura Ingegneria s.r.l., società di progettazione con sede a Venezia.

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