Il verde e la riqualificazione degli spazi pubblici

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Nell’ambito della manifestazione Primavera Mediterranea – Architettura verde città, che si è svolta a Bari dal 17 al 20 maggio 2012, una delle iniziative più interessanti è consistita nell’apertura di alcuni studi professionali al pubblico, con la presentazione di progetti dedicati al tema del verde e al rapporto con la città. Una di queste realtà, lo studio dell’architetto Laura Rubino, ha proposto una particolare installazione in cui sono stati esposti quattro progetti e alcuni oggetti ceramici a rievocare il tema della rigenerazione urbana attraverso la natura e il sapere artigianale tradizionale.
L’ idea era quella di lavorare sul verde in tutte le sue declinazioni. Il tema riguardava la depurazione delle acque reflue e la riqualificazione degli spazi pubblici. “Ho pensato all’idea di raccontare la riqualificazione delle aree naturali oltre che con dei progetti, anche mediante la ceramica” – ha detto l’arch. Rubino – “usando una metafora per declinare il verde, nell’ottica di una riqualificazione ambientale. Le opere di Antonio Vestita di Grottaglie mi sono sembrate intepretare pienamente quanto ho voluto esprimere mediante questa mostra”. I manufatti ceramici rappresentano l’interpretazione astratta del giardino mediterraneo. Riflessi di bellezza è il titolo dato ai cubi magici creati dall’artista Antonio Vestita (visibili nella galleria fotografica), che sfruttano un gioco ottico che moltiplica la mattonella ceramica all’infinito creando dei “tappeti verdi”, orizzontali e verticali. Essi rappresentano la natura che si riappropria della città. In esposizione anche il mattone ceramico creato per la ricostruzione del centro storico di L’Aquila e alcui pumi grottagliesi. I pumi sono oggetti simbolici che raffigurano un bocciolo e nella tradizione della ceramica grottagliese sono considerati beneaugurali.

Uno dei progetti presentati riguarda invece la riqualificazione di un’area urbana e sfrutta la fitodepurazione per risolvere contemporaneamente un problema impiantistico e un problema di degrado.

Rigenerazione urbana ad Alliste

di Laura Rubino

E’ condizione frequente nelle cittadine del Salento vivere l’affaccio sul mare, la parte più affascinante del territorio comunale, con una marina divisa dalla litoranea che congiunge i paesi vicini. La Marina accoglieva all’inizio del Novecento le ville delle famiglie borghesi fino a quando non è sopraggiunto il fenomeno di massa della residenza estiva, che ha comportato disordine e dispersione insediativa.

Il progetto di rigenerazione urbana ad Allistein provincia di Lecce nasce dalla voglia di operare sul tratto costiero attraverso la ricostruzione delle forme naturali originali, la ricomposizione degli elementi fisici che per lungo tempo hanno caratterizzato il paesaggio, restituendo alla naturalità le tracce delle urbanizzazioni presenti. Le soluzioni sono reversibili, le strategie di ridisegno utilizzano il principio della dissolvenza, il nuovo giardino sul mare sarà un luogo di relax e, contemporaneamente, di socialità. L’idea è quella di sospendere l’utilizzo del percorso carrabile della litoranea per potenziare le strade esistenti verso l’entroterra e di creare spazi solo pedonali. Per questo scopo si utilizzerà la pietra e la terra stabilizzata con inerti locali.

Il progetto del verde

Il verde è stato progettato in coerenza all’idea di rigenerazione. L’intervento prevede procedure per la ri-naturalizzazione del litorale prefigurando una riconquista delle aree antropizzate utilizzando quindi biorete in juta per le tappezzanti, manutenzione ed incremento della macchia mediterranea.

Le specie vegetali utilizzate sono le alofite, dotate di adattamenti morfologici o fisiologici che ne permettono l’insediamento su terreni salini o alcalini. Concentrazioni di cloruro di sodio nel suolo superiori all’1% sono tossiche per la maggior parte delle piante. Le alofite, al contrario, per crescere ottimamente richiedono una concentrazione dell’1-2%. Le proprietà generali di queste specie consistono nell’elevata resistenza alla siccità, nella capacità di assorbire l’acqua a potenziali molto bassi, di accumulare sali nei tessuti o di eliminarli con uno specifico apparato ghiandolare, di ridurre l’intensità della traspirazione, di resistere a cospicui assorbimenti di sodio.

 Fitodepurazione, come trasformare il processo di metabolismo dello smaltimento dei reflui  in una occasione di progettazione urbana

Nell’ area 167 del comune di Alliste la vasca imhoff è stata a lungo mal funzionante. Vicino alle abitazioni tende a formarsi un acquitrino, mentre nello spiazzo accanto ai fabbricati si tiene il mercato settimanale.

La fitodepurazione è contemporaneamente un modo di depurare i reflui e un progetto del verde. Una piccola idea di paesaggio. L’intervento si configura come un insieme di opere di manutenzione straordinaria che trovano origine nella soluzione del problema dello smaltimento dei reflui e della dismissione della imhoff esistente. La scelta di intervenire con la fitodepurazione risolve insieme due emergenze: la gestione dell’impianto fognario esistente e la manutenzione delle aree verdi interessate dal  degrado.

 Il progetto prevede la realizzazione di un blocco servizi con fontane, sedute primarie e secondarie, la sistemazione del verde – nuove aiuole fiorite e nuove alberature – la sistemazione delle pavimentazioni – nuovi marciapiedi, acciottolati, selciati, lastricati – la sistemazione dell’area destinata ad accogliere il mercato , il sistema della pubblica illuminazione – nuove armature stradali, nuovi pali di arredo, segnasentiero, luce indiretta sul volume dei servizi.

Piani urbanistici esecutivi

La progettazione del comfort negli spazi urbani ha l’uomo come elemento misuratore del benessere. Le differenze di bisogni, di comportamenti che influenzano il modo di usare e gestire uno spazio urbano sono l’oggetto del progetto. La progettazione bioclimatica ha l’obiettivo di garantire per le attività e le funzioni previste in uno spazio urbano adeguate condizioni di comfort termico. E’ possibile dimensionare gli spazi aperti in modo da garantire adeguate performance attraverso lo studio delle ombre, visto nell’arco dell’intera giornata, e le assonometrie solari. Si studiano i momenti più critici, cercando di garantire massimo ombreggiamento d’estate e massimo soleggiamento d’inverno.

Particolare attenzione deve essere rivolta a:

  • Una corretta progettazione degli spazi urbani salvaguardando le qualità fruitive, culturali e ambientali;
  • Un miglioramento del microclima esterno con riduzione delle isole di calore;
  • Un utilizzo a proprio vantaggio dell’orientamento degli edifici e della loro disposizione rispetto ai venti.

Le scelte di progetto devono mediare sempre tra la necessità di garantire per gli edifici un buon fattore di luce diurna e l’esigenza di controllare l’apporto solare inteso come effetto termico che diminuisce il bisogno di riscaldamento invernale e aumenta la necessità di raffrescamento estivo.

Per quanto attiene all’articolazione dei volumi, l’intento è quello di:

  • controllare e ridurre l’accumulo termico dell’involucro. Ad esempio, attraverso l’ombra dovuta agli elementi costruttivi e spaziali dell’edificio e/o la presenza di aggetti (balconi, logge, cornicioni, pensiline)e/o schermature adeguatamente progettate;
  • garantire più luce ai piani inferiori ove necessario, con arretramenti rispetto al filo stradale/principale. Ad esempio, nel prospetto sud, l’aggetto dei balconi è maggiore ai piani inferiori e minore agli ultimi piani;
  • controllare le caratteristiche e la posizione delle aperture;
  • dimensionare gli spazi di transizione tra edificio ed esterno ad esempio quelli che riguarda portici, pergolati, schermature;
  • governare la qualità delle finiture, scegliendo materiali in grado di riflette la radiazione solare.

In questo quadro l’uso consapevole del verde, al di là della valenza estetica ed architettonica conferita allo spazio urbano, svolge una funzione positiva in termini ambientali e fitosanitari per l’azione altamente benefica dovuta alla maggiore produzione di ossigeno, l’azione frangivento, l’influenza positiva sulla temperatura dell’abitato, attenuazione delle polvere e del rumore, ecc.

Certificazioni di sostenibilità ambientale

La pratica delle certificazioni di sostenibilità, obbligatoria negli interventi realizzati con finanziamenti pubblici, volontaria per accedere ad agevolazioni ed incentivi, contribuisce a restituire senso e significato a tutti quegli aspetti del progetto che sono spesso trascurati nella scala delle priorità di un programma di riqualificazione e nuova costruzione.

Il rapporto con il contesto, con il territorio costruito il progetto delle sistemazioni esterne diventano tessere importanti e fondamentali nel mosaico dei punteggi che aiutano a conseguire la SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE con il Protocollo Itaca.

Nel processo di confronto e revisione e che si innesca tra la redazione del progetto e l’applicazione della griglia di valutazione del Protocollo Itaca  il verde, il progetto  degli spazi comuni, pubblici diventano scelte vincolanti e qualificanti.

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