Architettura italiana dal dopoguerra ad oggi. Teorie, Storie e Progetti

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Lectio Magistralis di Francesco Moschini Matera

Presentazione di Angela Colonna e Antonio Conte

A cura di: Francesco Maggiore
con A.A.M. Architettura Arte Moderna

La Facoltà di Architettura in occasione della mostra “Eredità del Moderno. Opere dei “Maestri Minori” e di Ludovico Quaroni in Basilicata” allestita presso la sede di via Lazazzera della Facoltà di Architettura (curata da Antonio Conte e Antonio Bixio in collaborazione con Marianna Calia e Dario Boris Campanale), promuove un incontro con Francesco Moschini dal titolo “Architettura italiana dal dopoguerra ad oggi. Teorie, storie e progetti”.
Una delle peculiarità dell’architettura italiana è quella di porsi costantemente tra continuità e frammento. L’adozione di una dimensione teorica, spesso contraddetta o esaltata dalla forma del costruito costituisce uno dei punti essenziali in cui riconoscere l’opera degli architetti italiani. L’architettura e i disegni di architettura appaiono in questo modo materiali autonomi in grado di identificarsi, anche in forma assoluta, come un vero e proprio modus operandi.

Le iconografie di A. Rossi, M. Scolari, A. Cantafora; le descrizioni di C. Scarpa, M. Ridolfi; le archeologie di C. Aymonino; le insistite “interrogazioni” attraverso il disegno di F. Purini; rappresentano un momento assoluto di analisi delle problematiche disciplinari ma anche la testimonianza di un atto liberatorio dal linguaggio architettonico. In parallelo ad una riconoscibilità grafica dell’architettura italiana si è andata costituendo una precisa dimensione formale della costruzione anch’essa, spesso, riconducibile ad una vera e propria icona. La Torre Velasca dei BBPR, il grattacielo Pirelli di G. Ponti e P. L. Nervi, il Gallaratese di C. Aymonino e A. Rossi, il Corviale di M. Fiorentino, il quartiere Matteotti di G. De Carlo, il quartiere Zen di Palermo del Gruppo di V. Gregotti, il progetto delle Barene di San Giuliano e il Borgo La Martella di Ludovico Quaroni sono il risultato di una cultura profonda in grado di dimostrare con una misurata ambivalenza come possa essere tanto preciso quanto inafferrabile il ruolo del riferimento, della citazione e della storia.

E’ in questo costante processo metamorfico che va riconosciuta la dimensione più propriamente ideologica ed è questa conservazione teorica che può legittimare gli itinerari dell’architettura italiana. A partire da qui i disegni e le architetture si mutuano in altrettanto importanti manifesti letterari: Il territorio dell’architettura di V. Gregotti; Origine e sviluppo della città moderna di C. Aymonino; L’architettura della città di A. Rossi; La costruzione logica dell’architettura di G. Grassi, La fera e il labirinto di M. Tafuri, sono alcuni titoli che descrivono in forma univoca il susseguirsi di nostalgie, di prospettive e di contraddizioni delle generazioni di architetti italiani. La Lectio Magistralis di F. Moschini descrive attraverso questi tre principali parallelismi la maniera conflittuale di analogie ed esasperazioni che la cultura architettonica dal dopoguerra ad oggi ha costantemente sviluppato e stratificato sul territorio italiano. (V. D’Alba, F. Maggiore).

Mercoledì 20 giugno 2012

Matera Rione Sassi, Casa Cava

ore 15,00-18,00

Francesco Moschini è nato a Bogliaco sul Garda (BS) nel 1948. Si è laureato nel 1975 nella Facoltà di Architettura di Roma.
E’ stato professore a contratto nella stessa Facoltà dal 1983 al 1987 e vi ha tenuto dei corsi sui rapporti tra architettura ed arti visive dal ‘500 ad oggi. Attualmente è Professore Ordinario di Storia dell’Architettura presso il Politecnico di Bari, dove insegna dal 1988 Storia dell’Architettura e Storia dell’Arte, nella Facoltà di Ingegneria ed in quella di Architettura. Dal 1993 al 1998 ha tenuto anche il corso di Storia dell’Architettura nella Facoltà di nuova istituzione di Ascoli Piceno. Dal 2008, è stato nominato Accademico Nazionale di San Luca, nella classe dei Cultori, e dal 2011 è stato eletto Segretario Generale della stessa Accademia. E’ membro, dal 1974, dell’AICA, Associazione Internazionale dei critici d’Arte. Fa parte del Consiglio Scientifico della rivista Rassegna di Architettura e Urbanistica, nonché membro del Comitato Scientifico della rivista “Paesaggio Urbano”, della rivista “l’Industria delle Costruzioni”, della rivista “Il Disegno di Architettura”, della rivista “Anfione e Zeto” e del Centro di Studi per la Storia dell’Architettura. E’ curatore di alcune collane di architettura tra le quali “Città e progetto”, “Progetto e dettaglio”, “Architettura e materiali”, “Esercizi” e “Quaderni dell’A.A.M.” per le edizioni Kappa. E’ inoltre autore dei cataloghi della serie “Monografie di architettura” per il Centro Di di Firenze. Collabora con le più autorevoli riviste del settore. È stato per dieci anni responsabile scientifico e culturale dello I.E.D. Istituto Europeo di Design di Roma e nominato direttore dello stesso Istituto. Nel 1978 ha fondato un centro di produzione e promozione di iniziative culturali, studi e ricerche denominato A.A.M. Architettura Arte Moderna di Roma, che è ormai tra le istituzioni culturali italiane più impegnate nell’indagine, non solo della cultura del progetto, ma anche dei sottili rapporti che esistono all’interno del Sistema delle Arti.

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