L’architettura della città di Padova

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Spesso la fotografia è l’unico modo per conoscere l’architettura scrive Cinzia Simione nel suo, “Il silenzio delle cose” saggio che accompagna, tra gli altri, il volume, L’architettura della città di Padova, edizioni Il Poligrafo, casa editrice veneta che si distingue per le sue pubblicazioni particolarmente rivolte ai temi dell’architettura e dell’urbanistica. Ultimo della collana Progetti di architettura, il libro a cura della stessa Cinzia Simioni e di Alessandro Tognon, è stato realizzato in occasione della mostra fotografica, Stefan Müller, L’architettura della città di Padova, da poco conclusasi presso il Cortile pensile di Palazzo Moroni a Padova. Müller che vive e lavora a Berlino, collabora come fotografo ufficiale delle architetture di Ungers oltre a ricevere incarichi da architetti fra cui, Max Dudler, Klimbers e studi di architettura come Orther + Orther, Uwe Shröder.

Il titolo della mostra e del volume che la accompagna rappresenta un omaggio a due importanti pubblicazioni di Aldo Rossi, una delle quali, realizzata per la prima volta nel 1966, si intitola L’ architettura della città.

Attraverso questo lavoro, Müller mostra il volto meno noto della città di Padova: non il monumento, ma le architetture che ne costituiscono il tessuto urbano. Egli trae spunto dall’idea stessa del Grand Tour, riletto attraverso il Viaggio in Italia di Goethe, per condurre una ricerca che racconti la città meno nota della prima metà del Novecento. Ventisei fotografie costituiscono la prima parte del volume che comprende anche una sezione dedicata all’architettura europea raccolta in ventiquattro scatti realizzati a colori e in bianco e nero. Si va da Berlino a Londra, da Colonia a Rotterdam, da Francoforte a Bonn, da Monaco a Basilea, nel ricercare un nesso tra pratica costruttiva e dettaglio formale, tra architettura disegnata e sua realizzazione. Elemento che accomuna è l’assenza della figura umana che cede il passo ad una lettura “senza distrazioni” del complesso rapporto tra architettura tradizionale e contemporanea. E’ la visione di un osservatore che cammina quella che riprende il dettaglio di un epigrafe, di un lampione, ma anche lo storico Caffè Pedrocchi, la cancellata della Loggia della Gran Guardia e il Bastione Pontecorvo. Ecco spiegare i giochi prospettici, le visuali traguardate, il dettaglio e l’accostamento tra superfici, l’antico e il moderno. Edifici classici e contemporanei fotografati senza artifici, una autentica veridicità che tralascia il realismo chiassoso della fotografia di strada per raccontare l’architettura mediante sè stessa. Una lettura attenta e ragionata che non manca di continuare a sorprendere per la sua intensa e articolata visione. La mostra è stata ideata e promossa dall’associazione culturale Di Architettura, che si occupa di organizzare eventi nella città di Padova.

Stefan Müller

L’architettura della città di Padova

a cura di Cinzia Simioni, Alessandro Tognon

Il Poligrafo, Padova, 2012
collana “Progetti di architettura”
pp. 88, euro 20,00
isbn 978-88-7115-788-7

STEFAN MÜLLER nasce a Bonn nel 1965 e studia Scienza della comunicazione visiva presso la Scuola professionale superiore di Dortmund. Nel 1992 inizia la collaborazione professionale con Oswald Mathias Ungers. Nel 1994 si trasferisce a Berlino, ricevendo incarichi da importanti architetti e studi di architettura tra cui Max Dudler, Kleihues+Kleihues, Ortner+Ortner, Uwe Shröder. Nel 1997 si tiene la sua personale a Potsdam (città dell’Architettura), cui seguono, nel 2001, le mostre a Gibellina e presso l’Arkitektur Galerie Berlin, a Berlino. Dal 1998 al 2009 è professore a contratto presso il Laboratorio di Architettura della Facoltà di Potsdam. Le sue fotografie sono presenti in numerose mostre di importanti architetti e in diverse pubblicazioni di architettura. Attualmente vive e lavora a Berlino.

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