La persistenza della memoria

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Azione Universitaria Politecnico organizza un incontro con l’architetto Antonio Labalestra dal tema, “Singularis in singulis. Duodecim columnae vitinae e marmore nella basilica di San Pietro a Roma”.

Lo studio presentato è il tema centrale di un recente testo dedicato al serto delle colonne marmoree correlate al luogo del martirio di san Pietro sul colle vaticano, curato da Antonio Labalestra, che si avvale dei contributi scritti di Cosimo Damiano Fonseca, Francesco Moschini e Cherubino Gambardella.

L’incontro avrà luogo mercoledì 5 dicembre alle ore 14,30, nell’aula M della facoltà di Ingegneria del Politecnico di Bari.
Singularis in singulis. Duodecim columnae vitinae e marmore nella basilica di San Pietro a Roma
Incontro con

ANTONIO LABALESTRA

All’interno della basilica pietrana a Roma sono oggi conservate, come in un prezioso scrigno, undici colonne tortili di età romana. La notorietà di questi elementi architettonici sin dall’antichità è legata sia alla singolarità e alla riconoscibilità della loro forma, che si sviluppa intorno ad un asse elicoidale ed è arricchita da una elaborata decorazione vegetale e animale probabile derivazione bacchica, sia alla diffusione della legenda secondo cui le colonne proverrebbero direttamente dal mitico Tempio eretto dal re Salomone a Gerusalemme per volontà divina.

Con questo incontro continuano le aperture dei corsi di Storia dell’Architettura ed dei corsi di Storia dell’Arte Contemporanea per le Facoltà di Architettura e di Ingegneria tenuti dal Prof. Francesco Moschini, proponendo gli esiti di una recente ricerca ritenuta per diverse ragioni di considerevole interesse: la prima perché attiene al ”metodologicamente corretto” a fronte del costume oggi sempre più invalso di una acritica parcellizzazione – e presunta autonomia – dell’oggetto formale di una determinata e specifica disciplina con le conseguenze da più parti denunciate della monospecularità interpretativa di testimonianze, fatti, eventi e quant’altro sia possibile rinvenire in fonti di variegata natura e provenienza.

 Quando si cerca attraverso il tentativo di individuazione dell’oggetto mirato della sua ricerca si propone, per quanto attiene la ricerca architettonica, “di conciliare il rigore del metodo storico con quella volontà di andare ‘oltre’ l’aspetto documentario  (inteso, penso, come mera e positivistica registrazione e descrizione del dato in analisi) tentando di presentare Storia, Teoria e Progetto come aspetti di un unico sapere praticabile anche al di fuori di rigidi confini disciplinari”, si effettua una chiara opzione metodologica che, se pur mirata all’oggetto, ne travalica l’involucro fattuale per proiettarlo in una pluralità di dimensioni tali da fornire maggiore e autentica percepibilità.

Una seconda ragione che sottende lo studio proposto è che esso attiene al suo essere “storiograficamente corretto” sia nella sua intrinseca articolazione, sia in riferimento all’esigenza più volte ribadita di non prescindere da percorsi di lettura alternativi e magari non del tutto combacianti, ma nei quali si potrebbero rinvenire frammenti di verità storica: e tutto questo è tanto più vero se si pensi che il tema delle dodici colonne marmoree di originaria utilizzazione petrina, ma anche di fascinosa provenienza templare-salomonico-gerosolimitana, è entrato soltanto tra la fine del secolo breve e gli inizi del terzo millennio nell’orizzonte degli studi.

Ultima, ma non ultima ragione, che fa guardare con interesse è il tentativo lucidamente perseguito della contestualizzazione del singolare manufatto delle dodici colonne marmoree all’interno delle vicende del cantiere della Basilica vaticana, specialmente nella fase non breve segnata dal pontificato di papa Urbano VIII, durante la quale si poneva il problema, non certamente marginale, di conciliare la monumentalità delle nuove strutture architettoniche con le esigenze liturgiche dell’edificio religioso più importante della Cristianità, ma anche nella iconografia fino a proporre una interessante rilettura nel contesto della contemporaneità.

(liberamente tratto dal testo di prefazione di Cosimo Damiano Fonseca al volume,

Singularis in singulis. Duodecim columnae vitinae e marmore nella basilica di San Pietro a Roma.)

Lo studio presentato è il tema centrale di un recente testo dedicato al serto delle colonne marmoree correlate al luogo del martirio di san Pietro sul colle vaticano curato da Antonio Labalestra che si avvale dei contributi scritti di Cosimo Damiano Fonseca, Francesco Moschini e Cherubino Gambardella.

Mercoledì 5  dicembre 2012, ore 14,30.  Aula M,  Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Bari

Corsi di laurea in Ingegneria Edile- Edile/Architettura

 Ingresso libero

L’evento è a cura di Azione Universitaria Politecnico e non è da considerarsi attività autogestita non comportando alcun costo per il Politecnico di Bari.

Azione Universitaria Politecnico – www.aup.it – info@aup.it – Facebook

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