LA CERTIFICAZIONE LEED (Leadership in Energy and Environmental Design)

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di Ing. Mario MANCINI – Astaldi S.p.A.

Quanti conoscono questo tipo di certificazione, da anni vigente negli USA? Anche in Italia comincia a farsi strada la certificazione eco-sostenibile introdotta negli Stati Uniti in una prima elaborazione che risale al 1998 e che esamina gli edifici dal punto di vista dell’efficienza energetica e dell’impatto ecologico.   L’aspetto principale del LEED è che si tratta di un processo trasparente con punteggi da dare da parte di professionisti accreditati e riconosciuti (AP) che si fregiano di tale titolo rilasciato dal “Green Building Certificate Institute”.

Il LEED è stato standardizzato con un sistema valutativo di 6 capitoli in cui si esaminano i vari aspetti del processo di sviluppo progettuale e costruttivo dell’edificio nel rispetto dell’ambiente e della sua difesa utilizzando materiali e tecniche che garantiscano l’ottenimento del titolo di “costruzione verde”.

Questo sistema di classificazione prende in considerazione sette grandi aree che sono:

  • Sostenibilità del Sito
  • Gestione efficiente delle Acque
  • Energia e atmosfera
  • Materiali e risorse
  • Qualità degli ambienti interni
  • Innovazione nella Progettazione
  • Priorità Regionali

E’ chiaro che per conseguire una certificazione LEED bisogna partire dal progetto che deve prevedere tutta una serie di requisiti, di materiali e tecniche volte a ottenere questo riconoscimento che porta a un iniziale aumento dei costi per trovare professionisti idonei e materiali disponibili sul mercato oltre a far fronte ai costi burocratici della certificazione.

I punteggi ottenibili nella versione del LEED v3 del 2009 per le nuove costruzioni e per i grossi interventi di ristrutturazioni di edifici esistenti sono suddivisi come segue:

  • Certificato – 40-49 points
  • Argento – 50-59 points
  • Oro – 60-79 points
  • Platino – 80-110 points

Da Aprile 2010 è stata lanciata anche la versione italiana per le nuove costruzioni e ristrutturazione grazie a GBCItalia.

L’assegnazione dei punteggi avviene valutando la sostenibilità del sito (26 punti), la gestione delle acque (10 punti), l’energia e l’atmosfera (35 punti), materiali e risorse (14 punti), qualità ambientale interna (14 punti), innovazione nella progettazione (6 punti), priorità regionali (4 punti), 1 punto per avere un LEED AP come partecipante principale sul progetto.

Il processo di certificazione è ottenuto dal costruttore dopo aver inviato la documentazione secondo la normativa richiesta e aver pagato le relative spese di revisione e certificazione, mentre il rilascio del certificato è del “GREEN BUILDING COUNCIL” che tra l’altro, pubblica on line, gli edifici che hanno ottenuto tale riconoscimento.

Senz’altro nei prossimi anni ci sarà sempre di più l’impegno da parte dei costruttori per un’edificare sostenibile ed eco-compatibile che dia all’utente la garanzia di avere un’abitazione a basso impatto ambientale e un risparmio considerevole di costi di gestione e manutenzione.  Il prodotto finale immesso sul mercato con questo tipo di certificazione, all’atto dell’acquisto, non ha incrementi di costo sensibili, sicuramente del tutto sopportabili, se confrontati con i benefici ottenibili nel tempo.

Nella mia esperienza negli Emirati ho visto nascere e realizzare il primo edificio certificato Leed Platinum, diventato la sede direzionale di Aldar, a forma di lente con facciate in alluminio e vetro, denominato “la grande conchiglia”.  Il progetto è degli architetti MZ & Partners del Qatar e si è aggiudicato il premio Best Futuristic Design all’Exchange Building Conference di Valencia. La committenza è stata di Aldar / Laing O’Rouke in JV con la Direzione e consulenza tecnica di ARUP / Conspel Emirates.

La struttura è inserita nell’area di Al Raha Beach, uno sviluppo urbanistico da 14 miliardi di dollari.  L’edificio si eleva su 23 piani in vetro e acciaio per 51 mila m2 di superficie totale e ben 203 milioni di euro d’investimento.  Se pensate all’esposizione dell’edificio con facciate tutte in vetro in un ambiente climatico che durante il periodo estivo raggiunge costantemente i 50° C capite il tipo di sfida cui sono andati incontro i progettisti.

La richiesta della Committenza era di avere un totale controllo della qualità dell’aria e il massimo confort acustico, oltre che una grande flessibilità degli spazi interni.

Il sistema di condizionamento adottato è del tipo idronico.  La potenza frigorifera necessaria è fornita dal sistema unico di tele-raffreddamento centralizzato e a servizio dell’intero edificio.   Realizzato dal gruppo Tabreed, si basa su 8 centrali di produzione e 2 reti indipendenti per la distribuzione dell’acqua refrigerata.   Mediante gli scambiatori di calore, ciascun edificio del distretto preleva l’energia frigorifera dalla rete di distribuzione e la invia ai propri sistemi terminali.

Per il trattamento dell’aria gli impianti sono concentrati all’interno dell’edificio, al 1° e 22° piano e trattano fino a 80.000 metri cubi di aria ciascuno, filtrando, raffrescando e deumidificando l’aria di rinnovo e quella ricircolata in funzione dell’esigenza dei diversi ambienti. Il sistema è del tipo a portata d’aria variabile, controllato da inverter da un sistema di controllo degli impianti. Le zone rimanenti di servizio sono servite da oltre 80 unità terminali di tipo idronico, installate nei controsoffitti.  E’ possibile inoltre a richiesta per proprie esigenze erogare forniture supplementari di acqua refrigerata, aria di rinnovo ed estrazione.

Questi sistemi concepiti dall’industria italiana della Clivet di Feltre hanno permesso la perfetta integrazione negli spazi interni all’edificio con un isolamento termico e acustico con pannelli di spessore 50 mm con abbattimento delle emissioni sonore nell’ambiente e riduzione delle dispersioni energetiche.   Queste prestazioni hanno consentito il raggiungimento degli standard qualitativi previsti da U.S. Green Building Council e l’attribuzione della certificazione Platinum.

Notizie Tecniche tratte dalla  Scheda CLIVET

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