E’ di metallo l’anima del mondo

Nel laboratorio di Daniele Dell’Angelo Custode

a cura di Paolo Marzano

Daniele Dell’Angelo Custode nato nel 1961 a Düsseldorf, vive e lavora nel Salento a Nardò in provincia di Lecce. Inizia prestissimo a sperimentare la lavorazione del metallo. Proprio il precoce contatto con quella materia plasmabile e altamente espressiva, come la definisce l’artista, lo pone di fronte ad importanti possibilità progettuali. Un modo di interagire con il mondo, comunicando con una delle sue più interessanti materie prime.

Dai primi lavori, l’artista mostra un modo di recepire le potenzialità espressive dell’elemento metallico che comprendono  tutte le sue possibili varianti sperimentali. Sono diverse le occasioni di collaborazioni e confronto con professionisti del design, dell’architettura e dell’arte urbana. Da qui, l’inequivocabile esperienza nella gestione del metallo, aggiornata nelle sue evoluzioni tecnologiche e dichiaratamente comunicanti.

E’ di metallo l’ anima del mondo”- sostiene l’artista. Egli, conferma quella che considera una risposta nei confronti di quel mondo quotidiano, sempre più ‘virtuale’, della comunicazione dell’uomo con il suo ambiente. E caparbiamente riempie di originali intensità materiche complesse,  il suo laboratorio, ricercando sofisticate differenziazioni nei trattamenti del ferro.

 Guardando queste opere è evidente la loro dinamica carica materica. L’idea dell’artista si evidenzia in quelle lacerate contorsioni che davvero appaiono come una dichiarazione di intenti nell’arte del ferro. Si può affermare, infatti, che non esiste ibridazione senza vulnerabilità e precarietà, non esiste interattività senza scolorimento e ossidabilità, non esiste connessione senza screpolature distacchi e scollamenti, non esiste smaterializzazione senza deterioramenti piegature e opacizzazioni. Non potremmo comprendere infatti il nostro spazio vivibile, senza avvizzimenti, muffe, graffi, scheggiature, ammaccature, dilatazioni, tacche; componenti di un tempo del tutto transitorio.

  Tale è la forza del ferro trattato dall’artista. Le sue opere risentono di quell’arte informale che spazialmente evoca le interessanti contaminazioni materiche delle avanguardie, ma da cui l’autore riesce, con rinnovata energia, a rileggerne nuove ed entusiasmanti espressività. Le opere riscuotono interesse per la loro colta elaborazione, inserendosi nel paesaggio artistico, nel cui panorama, egli davvero mostra di avere molto da aggiungere. La mole di lavoro di ricerca, come le entusiasmanti opere prodotte, e tutt’ora in costruzione, hanno condotto Dell’Angelo ad essere, da tempo, apprezzato per l’impatto espressivo delle sue creazioni e per la filosofia dell’approccio alla sperimentazione dell’arte  nell’evoluzione della scultura in ferro.

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