Il palazzo Barone Ferrara

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In occasione delle XXI giornate FAI di primavera, sarà aperto al pubblico uno storico edificio sul corso principale della città di Bari

Quando nel 1843 Onofrio Ferrara affidò all’architetto bitontino Luigi Castellucci l’incarico di progettare un edificio per abitazione lungo l’ottocentesco corso Ferdinandeo della città di Bari, Giuseppe Gimma, autore della pianta del Borgo di espansione della città oltre le mura urbiche, era morto da almeno quindici anni. Al suo posto era subentrato, in qualità di architetto direttore, “il giovane e inesperto Vincenzo Capirri, i cui ingenui disegni autografi per il Borgo segnalano un netto scadimento di qualità rispetto alla maestria ‘settecentesca’ delle progettazioni del suo predecessore”. (Dino Borri 1994)

A Capirri fu affidato l’incarico di seguire e di dirigere i lavori di costruzione di questo nuovo edificio che sarebbe sorto tra l’attuale corso Vittorio Emanuele e via De Rossi. Ferrara, un nobile napoletano deciso a realizzare la propria abitazione lì dove le isole iniziavano ad assumere una dimensione pensata per la nobiltà, inviò un’istanza al primo cittadino di Bari, don Vincenzo Contieri, per ottenere l’autorizzazione alla realizzazione del palazzo e non badò a spese investendo nella costruzione l’intera dote della moglie, la marchesa Raffaella De Nicastris.

La città era in piena espansione grazie anche alla sollecitudine di Re Ferdinando II di Borbone, che aveva inteso dare un nuovo assetto al tratto dell’originaria strada consolare, lungo la quale, durante il decennio che va dal 1840 al 1850, furono realizzate opere importanti come il Teatro Piccinni (Antonio Niccolini 1849) e la piazza Borbonica – l’attuale piazza Garibaldi – che ne conclude l’estremità occidentale. La strada consolare sarebbe stata ribattezzata di lì a poco “corso Ferdinandeo”, assumendo, dopo l’Unità d’Italia, la nuova denominazione di corso Vittorio Emanuele.

Nel 1852 il barone Ferrara istituì il maggiorascato a favore dell’unico figlio maschio, don Gennarino, marchese di San Crispieri. Sul capo del giovane cadde così un triplice asse ereditario. Egli, stabilitosi ormai a Napoli, perse interesse per l’immobile, ma decise di continuarne la costruzione dando mandato all’avvocato Damiani di appaltare a cottimo i lavori. Nel 1861, l’edificio fu venduto a un nobile di Gravina, Giuseppe Martini duca di Senaria.

Il palazzo, realizzato sulla scorta del severo neoclassicismo che aveva contraddistinto la progettazione del nuovo Borgo, si presenta come un edificio elegante, alto non più di due piani, il cui corpo centrale, leggermente aggettante, è contornato da due colonne coronate da capitelli ionici. La lunga teoria di finestre timpanate si succede regolarmente sui fronti di entrambi i piani, per poi concludersi in un bugnato d’angolo sormontato da un massiccio cornicione.

L’edificio è stato dapprima trasformato in scuola elementare e in seguito pesantemente danneggiato da restauri che ne hanno compromesso l’impianto originario. La corte interna è pressoché dimezzata. Per un momento sembrò che dovesse diventare un centro commerciale dotato di parcheggio interrato. Nel 2002, grazie anche alla denuncia del prof. Dino Borri, attuale presidente regionale FAI, alcuni manufatti, costruiti abusivamente sul terrazzo, furono sottoposti a sequestro preventivo e molte associazioni levarono la propria voce in difesa di questo bene storico le cui condizioni, fin dal ’93, avevano suscitato l’indignazione di numerosi esponenti della cultura. L’edificio, oggi, è conosciuto soprattutto tra i residenti e tra pochi colti addetti ai lavori, a cui va ascritto il merito di avere provato a salvaguardarne la memoria storica. A partire dal 2007 è diventato sede della Banca Apulia.

Sabato 23 e domenica 24 marzo questa antica dimora sarà visitabile in occasione delle XXI giornate FAI di Primavera. Ad accogliere e ad accompagnare i visitatori saranno i giovani Ciceroni, studenti dei licei Quinto Orazio Flacco, De Nittis, Scacchi e Marco Polo. Saranno soprattutto questi i ragazzi i principali protagonisti delle giornate primaverili dedicate alla salvaguardia del patrimonio culturale italiano. Loro sarà il compito di studiare e divulgare la storia sconosciuta di questo edificio, sopravvissuto alle sciagurate distruzioni che investirono il nuovo quartiere a partire dal 1955, quando, a seguito dell’approvazione del piano regolatore Piacentini – Calza Bini, oltre duecento edifici caddero sotto i colpi del piccone nell’errato convincimento che nulla fosse da tutelare nel murattiano, non sussistendo reali motivi storici, artistici, estetici. (Scionti 1997)

Quando nella notte del 22 agosto 1982 fu demolito il palazzo della Gazzetta, mi sono chiesto come la città avesse potuto assistere inerme a questo scempio. Per anni non ho mai smesso di domandarmi cosa avrei potuto fare per saldare questo conto salatissimo – ha detto Franco Neglia, presidente dell’associazione ‘Il Murattiano‘ intervenendo nel corso della presentazione delle giornate – Siamo tutti responsabili di quanto è accaduto, non solo la politica. In occasione del bicentenario possiamo cercare di rilanciare l’immagine della città.

Per rievocare l’atmosfera passata, alcuni figuranti muti in abiti d’epoca, daranno vita a dei quadri ottocenteschi e seguiranno i visitatori lungo il percorso. Nell’attigua chiesa, divenuta uno spazio espositivo, sarà allestita la mostra fotografica dal titolo, Il salotto buono della borghesia e della nobiltà barese a cura del prof. Giuseppe Carlone con immagini inedite di Bari prestate dall’Archivio di Stato e dalla Biblioteca Nazionale.  In occasione delle due giornate del FAI sarà presentato anche il videoclip del brano The Swan di Ivan Iusco tratto da Fragment#11, una video installazione di Nina Viviana Cangialosi liberamente ispirata a Le Onde di Virginia Woolf. The Swan è un brano contenuto nell’album Water di Ivan Iusco, edito da Minus Habens Records.

Palazzo Barone Ferrara, corso Vittorio Emanuele II, 102/a

Sabato 23, ore 10.00-13.00 / 16.00-18.00; domenica 24, ore 10.00-18.00

Quadri da un ballo ottocentesco a Palazzo Barone Ferrara, danza, Società di Danza, Circolo Pugliese diretto da Assunta Fanuli.

Gestipark Battisti srl, gestore del parcheggio di piazza Cesare Battisti, applicherà a coloro che prenderanno parte all’iniziativa FAI in programma per le giornate di sabato 23 marzo e domenica 24 marzo, una tariffa agevolata, ottenibile presentando il bollino identificativo FAI, prima di uscire dal parcheggio.

© Caterina Rinaldo 2013 – Riproduzione riservata

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