L’antitesi dello spazio

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CARCERI D’INVENZIONE
Incontro presso

LA CASA CIRCONDARIALE DI BARI

L’ANTITESI DELLO SPAZIO

Saluti del Magnifico Rettore del Politecnico di Bari Nicola Costantino e del Direttore della Casa Circondariale di Bari Lidia De Leonardis.
Introduce e coordina Antonio Labalestra.

Interverranno Prof. Antonella Calderazzi, Ing. Gabriella Massari.
Casa circondariale di Bari – Corso Alcide de Gasperi, 307 – Venerdì 31 Maggio 2013 – ore 9.30.

Durante l’incontro presso la Casa Circondariale di Bari saranno presentati i risultati delle ricerche sugli spazi della detenzione svolti presso il Politecnico di Bari a partire dal a.a. 2011. Nel corso della comunicazione verranno presentati i lavori progettuali svolti dagli studenti del Politecnico di Bari a partire da una serie di letture e interpretazioni date degli spazi del penitenziario di Bari con il coinvolgimento dei detenuti e della direzione dell’istituto. L’incontro rientra nel programma scientifico e culturale del progetto di ricerca Carceri d’Invenzione ricostruendo vicende storiche, sociali e artistiche degli spazi della detenzione intesi come antitesi dello spazio architettonico.

CARCERI D’INVENZIONE è un progetto di ricerca volontario avviato nel 2011 dedicato all’architettura penitenziaria che nasce al fine di promuovere indagini e studi sugli “spazi della detenzione” incoraggiando un approccio democratico e più civile ma, soprattutto, più responsabile verso la progettazione delle carceri. Il progetto, incentrato sul rispetto dei diritti umani dei detenuti, si propone come stimolo per un approccio innovativo all’architettura penitenziaria con l’obiettivo di creare un sistema tra saperi differenti capaci di stimolare relazioni e corrispondenze tra vari ambiti disciplinari e favorirne la collaborazione.

Non accade comunemente ad un progettista di imbattersi in un’area di ricerca che si spinga ideologicamente sino alla nozione di misura privativa della libertà, rendendo necessarie considerazioni sistemiche su aspetti etico – morali complessi. Per questa ragione, è stato necessario, non solo definire un metodo di analisi sperimentale nella definizione della tipologia carceraria, finora poco indagata dalla critica e dalla storia dell’architettura, ma prima ancora costruire solide basi concettuali che restituissero un’elaborazione organica del tema e sdradicassero l’oggetto architettonico dalla sua ambientazione distopica al fine di ri-semantizzare i materiali di progetto e stimolare impulsi per le successive fasi di ricerca.

Nell’ambito del progetto sono state elaborate alcune tesi di laurea presso il Politecnico di Bari e la Facoltà di Architettura di Alghero, coordinati laboratori progettuali all’interno del corso di Storia dell’Architettura Contemporanea tenuto dal prof. Francesco Moschini presso il Politecnico di Bari e, grazie alla collaborazione con la casa circondariale di Bari, è stato possibile sperimentare un approccio partecipativo incontrando i detenuti e somministrando loro dei questionari.

Coordinamento scientifico e culturale di Antonio Labalestra.
A cura di Antonio Labalestra e Gabriella Massari, con la collaborazione della casa circondariale di Bari e del
Politecnico di Bari

INFO: e-mail carceridinvenzione(AT)hotmail.com
pagina CARCERI D’INVENZIONE

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