Base isolation: dalle origini ai giorni nostri

L’isolamento sismico è una tecnica di protezione che riduce l’azione sismica sugli edifici durante i terremoti che ha oramai dimostrato la propria efficienza e competitività economica, rispetto alle consuete modalità di costruzioni antisismiche di ponti ed edifici, ed anche nella protezione del patrimonio culturale.
Quando l’azione sismica arriva alla struttura, questa, in un modo o nell’altro, cerca di fronteggiarla. La soluzione sembra semplice: non fare arrivare il sisma alla struttura o comunque farne arrivare solo una parte. Quando l’azione sismica arriva alla struttura, questa, in un modo o nell’altro, cerca di fronteggiarla. La soluzione sembra semplice: non fare arrivare il sisma alla struttura o comunque farne arrivare solo una parte. Il concetto base dell’isolamento sismico è quello di ridurre gli effetti della componente orizzontale dell’accelerazione del terreno, interponendo elementi strutturali a bassa rigidezza orizzontale tra l’edificio e la sua fondazione, disaccoppiando, di fatto, il moto della struttura da quello del terreno. Se la sovrastruttura è sufficientemente rigida, è il primo modo di vibrare quello che passa e gli spostamenti e le deformazioni sono concentrate al solo sistema di isolamento, mentre i modi superiori, che producono le deformazioni nelle strutture, in quanto ortogonali al primo, ed al movimento del terreno, in questo caso, non partecipano nel moto della struttura se non in maniera estremamente limitata, e pertanto se il sisma possiede un elevato contenuto energetico alle alte frequenze, questa energia non viene trasmessa all’edificio.
Questo diverso modo di pensare e di progettare, apparso da poco sulla scena della moderna ingegneria sismica, ha origini molto antiche.

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AUTORI: Fausto GIOVANNARDI e Adriana GUISASOLA

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