Rallenta il calo dei prezzi medi di vendita degli immobili in Italia

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Analisi del mercato immobiliare residenziale italiano nel primo semestre 2013, focus settembre

 

Rallenta il calo dei prezzi medi di vendita degli immobili in Italia:

-0,6% in sei mesi.

 

Tengono le grandi città, tornano a crescere le domande di compravendita e affitto

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Milano, settembre 2013 – Segnali che fanno tirare un primo sospiro di sollievo, quelli relativi al mercato immobiliare nel primo semestre dell’anno: i segni restano negativi, ma il calo dei prezzi del comparto residenziale sembra prossimo ad arrestarsi e a ridare stabilità all’intero settore. È questo il primo dato emerso nell’Osservatorio sul Mercato Immobiliare residenziale italiano condotto da Gruppo Immobiliare.it (www.immobiliare.it) e relativo al primo semestre del 2013.

Se a livello nazionale il prezzo medio degli immobili in vendita è diminuito del 3,2% su base annua (da giugno 2012 a giugno 2013), la contrazione dello 0,6% nella prima parte dell’anno porta a leggere con meno apprensione del solito i dati sul mattone.

«Prosegue la flessione dei prezzi in tutto il territorio nazionale – dichiara Guido Lodigiani, Direttore Corporate e Ufficio Studi di Gruppo Immobiliare.it ma le città con più di 250.000 abitanti e gli immobili in vendita nel Nord del Paese aiutano a tenere questa contrazione sotto l’1%. A settembre 2013 il prezzo medio ponderato degli immobili residenziali italiani si è assestato intorno ai 2.700 € per metro quadro».  

 

Nord, Centro e Sud, grandi e piccole città

Analizzando i dati relativi alle macro aree del Paese, il primo semestre dell’anno ribalta i risultati della rilevazione precedente: se erano state le regioni meridionali quelle che avevano difeso meglio il valore immobiliare nel 2012, sono adesso le regioni del Nord ad avere la flessione più bassa del semestre (-0,1%), mentre nel Centro Italia la diminuzione è stata distribuita in parte nei sei mesi (-0,8%) ed in parte nell’anno (-3,5%).

In numeri: a giugno per l’acquisto di un appartamento al Nord si sono spesi in media 2.768 €/mq, al Centro 3.328 €/mq; al Sud 2.093 €/mq.

Interessante rilevare come anche le città più grandi (quelle oltre 250.000 abitanti) siano riuscite, nel corso dell’anno, ad arrestare la contrazione dei prezzi: per loro il primo semestre segna una generale stazionarietà (-0,1%), mentre il confronto con un anno fa rivela come i prezzi siano calati del 3,0%. Discorso diverso per i capoluoghi di provincia con meno di 250.000 abitanti: qui il calo semestrale è stato più forte (-1,4%), fenomeno che fa il paio con il -3,6% del confronto con giugno 2012.

 

Affitti e Compravendite, domanda e offerta

La bella notizia del semestre è legata alla crescita della domanda di immobili: tanto le domande di compravendita quanto quelle di locazione tornano a salire. Dopo una flessione iniziata nello scorso semestre e proseguita fino ad aprile 2013, da maggio si è registrata una netta inversione di tendenza della domanda locativa, cresciuta del 9% nell’ultimo semestre; più regolare la domanda di immobili in vendita, che è cresciuta lentamente, ma in modo costante (+7% nel semestre). Questo incremento si spiega anche con la presenza di una parte di domanda non soddisfatta negli ultimi anni, che si è sommata alla nuova domanda. Le rilevazioni sono in perfetta linea con i dati più recenti sui mutui per acquisto casa: anche qui, per quel che riguarda gli ultimi due mesi, si è sottolineata una leggera ripresa della domanda di finanziamento.

Per quel che concerne l’offerta (sia essa di locazione o di vendita), la crescita iniziata ad ottobre 2012 è proseguita senza sosta: nel primo semestre del 2013 gli indici dell’offerta in vendita e in locazione sono cresciuti rispettivamente del 5% e di oltre il 12%. Va detto, tuttavia, che la disponibilità sul mercato di immobili in vendita resta di molto superiore a quella di immobili in locazione, data la scarsa propensione degli Italiani ad affittare una loro proprietà: evidentemente, la tradizionale diffidenza degli italiani a locare sta lasciando spazio ad un maggior bisogno di mettere a reddito gli immobili, bisogno che si unisce ad un accresciuto timore per quel che riguarda le tasse da pagare sugli immobili sfitti.

 

Le più care e le meno costose

Per quanto riguarda i prezzi medi richiesti per l’acquisto di un appartamento nei nostri capoluoghi di regione, i numeri dell’Osservatorio di Gruppo Immobiliare.it, relativi a settembre 2013, non riservano grosse sorprese: le città capoluogo più care sono quelle d’arte. Pur con un forte calo rispetto ad un anno fa Roma è ancora prima (3.970€, -8,1% nell’anno, -4,4% nel semestre); la città supera Firenze, che si ferma a 3.772€ al metro quadro (-4,5% nell’anno, -2,9% nei sei mesi). A seguire troviamo Milano che, registrando una flessione dei prezzi del 2% nell’anno e dell’1,3% nel primo semestre, arriva a 3.660€.

Le meno care, invece, sono Catanzaro (1.273€ al mq, in flessione del 12,1% nel primo semestre 2013) e Perugia (1.651€ per mq, con prezzi in calo del 2,8% nel corso del primo semestre).

La città capoluogo di regione che segna, nell’ultimo anno, la crescita maggiore dei prezzi richiesti per gli appartamenti è L’Aquila (+5,7%), quella che ha subito la contrazione maggiore, invece, è Venezia (-12,8%), trainata dalla forte diminuzione dei prezzi di Mestre.

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La variazione dei prezzi ponderati per area geografica:

 

Variazione semestrale

Variazione annuale

SETTEMBRE €/mq

Nord

-0,1%

-3,6%

2.747

Centro

-0,8%

-3,5%

3.308

Sud

-0,5%

-2,4%

2.113

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Le variazioni dei prezzi richiesti nei 20 capoluoghi di regione per la tipologia immobiliare “appartamento”:

 

CITTÀ

Variazione prezzi residenziali

SETTEMBRE

 

 

6M

12 M

Media

(DIC/GIU)

(GIU/GIU)

di €/mq

ABRUZZO

L’Aquila

3,9%

5,7%

2.087

BASILICATA

Potenza

1,7%

-1,4%

1.931

CALABRIA

Catanzaro

-12,1%

-12,6%

1.273

CAMPANIA

Napoli

-5,7%

-8,7%

3.279

EMILIA R.

Bologna

-3,3%

-6,4%

2.826

FRIULI V.G.

Trieste

-7,5%

-6,9%

1.766

LAZIO

Roma

-4,4%

-8,1%

3.970

LIGURIA

Genova

-2,9%

-8,1%

2.332

LOMBARDIA

Milano

-1,3%

-2,1%

3.660

MARCHE

Ancona

-2,4%

-5,6%

2.240

MOLISE

Campobasso

-7,8%

-2,6%

1.655

PIEMONTE

Torino

-0,7%

-3,2%

2.103

PUGLIA

Bari

-1,8%

0,9%

2.546

SARDEGNA

Cagliari

-1,1%

-2,6%

2.412

SICILIA

Palermo

-2,5%

-1,9%

1.892

TOSCANA

Firenze

-2,9%

-4,5%

3.772

TRENTINO

Trento

-2,1%

-3,7%

2.886

UMBRIA

Perugia

-2,8%

-8,9%

1.651

VALLE D’AOSTA

Aosta

1,6%

-2,1%

2.614

VENETO

Venezia

-10,8%

-12,9%

3.173

 

 

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