#ComprateviEdileArchitettura

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Disillusi dall’università che credevano essere la migliore, un’istituzione seria in grado di garantire un’elevata professionalità rispetto ad altre, cercano qualcuno che li tuteli dai sotterfugi di chi comanda, dallo stravolgimento dei regolamenti che, di mese in mese, mettono in crisi i piani di studio, che dia un freno all’aumento degli studenti fuoricorso permettendo di tornare a credere e portare a termine, degnamente, il percorso di studio.

Mercoledì 14 maggio 2014 è iniziata la singolare protesta degli studenti del corso di laurea in ingegneria Edile-Architettura del Politecnico di Bari ribattezzata  #‎comprateviEdileArchitettura. Lo slogan che ricalca l’appello fotografico #‎compratevilabari, dei giocatori della squadra di calcio pugliese, divenuto virale su Facebook nel giro di pochi giorni, è stato subito preso in prestito dagli studenti per inscenare la singolare forma di protesta che li ha visti protagonisti, cartelli alla mano, della proposta di acquisto del corso.

A suscitare il disappunto della popolazione studentesca sono state le scelte del direttore di Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura, Claudio D’Amato, riguardanti regolamenti didattici e regolamenti tesi, continuamente soggetti a modifiche e cambiamenti. I laureandi non riescono ad adeguarsi alle regole stabilite dal professore D’Amato, che rapidamente apporta modifiche con validità immediata, se non addirittura retroattiva, tanto da vedere paradossalmente allontanarsi, piuttosto che avvicinarsi, il compimento del percorso di studio. Ma se Atene piange, Sparta non ride e gli studenti dei primi anni vedono profilarsi all’orizzonte tempi duri, non certo causati dall’impegno dovuto dagli studi scelti, ma sempre e di nuovo dalla burocrazia, dai cambi continui che rendono instabile, turbolento e poco sereno il loro percorso.

Ma quali sono i punti cardine della protesta ? Lo spiegano i rappresentanti degli studenti in una nota puntuale diffusa sulla rete:

nuove regole per l’ammissione al successivo anno di corso riguardanti nuove propedeuticità, anche in contrasto con quelle previgenti e a cui si è fatto riferimento fino ad oggi;

– diminuzione drastica delle sedute di laurea: dalle 8 del primo anno di annessione al nuovo dipartimento, alle 4 sedute del secondo, fino a raggiungere il numero di 3 sedute di laurea, ritenendosi addirittura superflua la sessione prevista durante il mese di Aprile nonostante sia l’ultima utile per evitare il pagamento delle tasse del successivo anno universitario.

– appelli per gli studenti fuoricorso ovvero, “studenti in regola con la posizione amministrativa e iscritti ad un numero di anni superiori alla durata legale del proprio corso di studi” inesistenti, nonostante l’art.17 comma 20 del Regolamento Didattico di Ateneo specifichi: “[…] Per gli studenti fuori corso, invece, gli appelli hanno di norma cadenza mensile.”

– nuovi vincoli per la richiesta tesi che hanno irrigidito il sistema e che, in contrasto con lo status medio dello studente del quinto anno, non solo impediscono all’intero corso di inoltrarne la richiesta, ma anche limitano la scelta dell’indirizzo da sviluppare, che dovrà essere sottoposto alla valutazione e a eventuale variazione, non più del proprio relatore di tesi, ma del direttore di Dipartimento.

Fanno eco alle parole dei rappresentanti, le dichiarazioni degli studenti dello sfortunato corso di studi: “Siamo stanchi di perdere tempo nel cercare di stare al passo con le perenni modifiche piuttosto che poterci dedicare allo studio. E’ inammissibile vedere il traguardo e poi trovarsi nuovamente al punto di partenza. Questa nuova proposta di regolamento non fa altro che portare la mente a oltre un anno fa, quando fu proposta la prima modifica e adesso esausti, ma allo stesso tempo orgogliosi di essere riusciti a superare con non pochi ostacoli l’anno universitario, dobbiamo subire ulteriori cambiamenti sempre più drastici e ingiustificati che non fanno altro che demoralizzarci sempre più“.

 “Pur essendo disponibili nel rivedere i regolamenti rimane improponibile pensare di applicarli su anni già attivi“, concludono i rappresentanti del corso che chiedono di essere ascoltati sui tempi e modalità di applicazione prima ancora che sui contenuti.  -> PARTECIPA ANCHE TU CLICCA QUI PER SAPERE COME -<

fotografie: in copertina © Elisabetta Montenegro 2014, in galleria © Giuseppe De Leo 2014, © Luca Pontrelli 2014.

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