Confindustria Ceramica presenta, a Sassuolo, “Il manifesto per il distretto della ceramica”

FacebookTwitterGoogle+TumblrLinkedInPinterestEmailGoogle GmailWhatsAppCondividi

L’industria ceramica, con le sue imprese piccole e grandi e con l’indotto generato, è la spina dorsale dell’economia di Sassuolo, al quale ha assicurato per decenni crescita e occupazione.

Nel nostro distretto – fa sapere Confindustria Ceramicaanche grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, si è dimostrato fattivamente che è possibile fare impresa in modo sostenibile, responsabile e solidale con il territorio. La recente crisi ha sottolineato l’importanza dell’economia manifatturiera ed ha confermato che una forte base industriale è fondamentale per la ripresa; per questo la competitività industriale deve essere tra le priorità in tutti i settori di intervento. Anche alle istituzioni locali spetta il compito di promuovere un contesto favorevole, regole certe e procedure snelle. Con questo manifesto intendiamo offrire ai futuri amministratori del distretto alcune raccomandazioni pratiche su interventi semplici ma significativi, realizzabili già nel prossimo mandato, per favorire uno sviluppo sostenibile della competitività internazionale del distretto, nell’interesse dei cittadini e delle imprese”.

Ma quali sono le proposte ?

1) Unificare gli Sportelli Unici per le Attività Produttive (SUAP) per garantire un servizio omogeneo ed efficiente

Il DPR 7 settembre 2010, n. 160 ha dato ulteriore rilevanza al ruolo dei SUAP come “interfaccia unica” tra pubblica amministrazione e imprese. Le esperienze dei primi anni di applicazione hanno evidenziato che la dimensione comunale per questo servizio non è sempre quella più adeguata per garantire la continuità delle funzioni, la necessaria formazione degli addetti, l’uniformità applicativa e tempi di risposta adeguati alla dinamicità del mercato.
È quindi opportuno valutare la creazione di una struttura unitaria a livello distrettuale che possa offrire un servizio omogeneo ed efficiente. Nella prospettiva della prossima riattribuzione delle competenze in materia ambientale, che dovrebbe derivare dalla riforma delle Province, è opportuno assicurare che le competenze e le professionalità maturate
non vengano disperse, ma possano continuare a svolgere un ruolo di interfaccia autorevole per la gestione delle pratiche ambientali delle imprese del distretto.

2) Condividere un nuovo Protocollo per regolare la gestione delle AIA confermando il tetto al carico inquinante complessivo ammesso e garantendo flessibilità

Il Protocollo sulle emissioni atmosferiche degli impianti ceramici, scaduto il 25 marzo scorso, ha costituito un caso di eccellenza nella conduzione delle politiche ambientali, per il suo carattere innovativo e volontario che ha coniugato l’elevata attenzione ambientale delle Amministrazioni e la responsabilità sociale delle imprese ceramiche del distretto.
Il quadro economico espansivo nel quale esso era stato concepito si è purtroppo radicalmente trasformato in questi anni. Resta peraltro possibile condividere una nuova intesa che adegui l’esperienza del Protocollo alle mutate condizioni di contesto, confermando il principio del non incremento del carico inquinante ceramico complessivo e garantendo, attraverso le “quote” ad oggi esistenti, le flessibilità necessarie alle trasformazioni che il settore dovrà affrontare nei
prossimi anni. Dovrà inoltre essere regolata la figura prima trascurata di soggetti “nuovi entranti”.
Le esigenze di contenimento delle emissioni complessive sono oggi attenuate rispetto al passato, la nuova intesa potrà quindi concentrarsi sull’integrazione con la regolamentazione in tema di emissioni di CO2 (ETS), nel frattempo intervenuti a carico del settore, e sulla semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese virtuose.

3) Modificare nei Piani Strutturali Comunali (PSC) gli “standard” urbanistici non appropriati alle realtà produttive ceramiche per evitare vincoli incomprensibili

Il territorio del distretto ha subìto in passato gravi ripercussioni ambientali a motivo dell’insufficiente dotazione infrastrutturale che lo caratterizza. La situazione è complessivamente migliorata grazie a significativi interventi di razionalizzazione viaria e a ingenti sforzi organizzativi per modificare le modalità di trasporto.
Oggi la quota di trasporto “ferroviario” nel distretto è estremamente rilevante (11% per i flussi inbound e 26% per quelli outbound) e superiore alla media nazionale. Ma per un distretto come il nostro, che movimenta oltre 20 milioni di tonnellate ogni anno in ingresso e in uscita verso l’Europa e i porti per l’overseas, l’accesso diretto al sistema autostradale costituisce una necessità ed una opportunità confermate dalle analisi economiche ed ambientali sviluppate nel corso del tempo. Il processo decisionale fin qui svolto, se da un lato è stato sicuramente troppo lungo, dall’altro ha avuto il pregio di essere stato inclusivo e partecipativo. È ora necessario che le Amministrazioni e tutte le forze sociali del territorio perseguano congiuntamente l’obiettivo di una rapida realizzazione del collegamento tra il cuore del distretto e la rete autostradale.

4) Costruire una fiscalità locale che non penalizzi le imprese contenendo il peso dell’imposizione su capannoni e immobili strumentali

Il peso dei tributi locali influisce sulla competitività internazionale delle imprese ceramiche del distretto ed è quindi una variabile chiave per riavviare lo sviluppo ed il benessere del territorio. Negli anni il continuo inasprimento della tassazione legata al possesso di immobili ha inciso pesantemente sui fabbricati a destinazione produttiva.
Nella regolamentazione dell’Imposta Unica Comunale (IUC), che affiancherà all’IMU sugli immobili le imposte sui servizi indivisibili (TASI) e sul servizio di raccolta rifiuti (TARI), le Amministrazioni del distretto devono considerare che gli immobili strumentali all’attività d’impresa sono fattori produttivi. Su di essi non può gravare una tassazione crescente ed avulsa dai risultati d’esercizio aziendali. È inoltre necessario che nell’applicazione della TARI assuma finalmente un peso rilevante l’effettivo funzionamento dell’impresa e il reale utilizzo del servizio. Le aziende ceramiche in massima parte conferiscono i propri rifiuti urbani e assimilati a soggetti privati abilitati, pagando per questo servizio. Ad esse viene comunque richiesto di pagare per il servizio pubblico che non utilizzano e che, in alcuni casi, non potrebbero utilizzare in ragione della quantità e qualità dei rifiuti prodotti. Nei PRG ancora vigenti e nei nuovi PSC sono previsti indici urbanistici che non sono oggettivamente appropriati per le nostre realtà produttive e che diventano pertanto vincoli incomprensibili e oggettivi impedimenti alla realizzazione di nuovi interventi o adeguamenti di strutture esistenti.
Ad esempio, applicando gli indici attuali per un intervento su un’area di 10.000 mq (superficie fondiaria) posta in “zona produttiva” accanto ad un fabbricato di 5.000 mq bisognerebbe prevedere altri 2.500 mq di superficie “vincolata” (250 mq per parcheggi pubblici + 750 mq per parcheggi pertinenziali + 1.500 mq per spazi permeabili). Resterebbero quindi solo
2.500 mq “a disposizione” per allocare le attività accessorie indispensabili per l’attività ceramica (area di carico e scarico merci, deposito di materiali all’aperto, aree per stoccaggio rifiuti, viabilità di servizio, impiantistica generale esterna quali depuratori, cabine elettriche ecc…). La dotazione di parcheggi pertinenziali risulta invece sovradimensionata rispetto alle effettive esigenze. Gli indici sono infatti basati sulla superficie utile e non considerano l’effettiva presenza di personale né un coefficiente di “contemporaneità” delle presenze legato ai turni lavorativi. Ad esempio ad una impresa che ha complessivamente 180 dipendenti (che operano su turni) è richiesto di realizzare 340 posti auto!
C’è spazio per razionalizzare e ridurre questi indici e per introdurre misure applicative e soluzioni progettuali che assicurino un uso più razionale del suolo e consentano le necessarie trasformazioni edilizie.

5) Concorrere a realizzare le condizioni infrastrutturali che possano sostenere l’accesso ai mercati e il servizio ai clienti

Il territorio del distretto ha subìto in passato gravi ripercussioni ambientali a motivo dell’insufficiente dotazione infrastrutturale che lo caratterizza. La situazione è complessivamente migliorata grazie a significativi interventi di razionalizzazione viaria e a ingenti sforzi organizzativi per modificare le modalità di trasporto. Oggi la quota di trasporto “ferroviario” nel distretto è estremamente rilevante (11% per i flussi inbound e 26% per quelli outbound) e superiore
alla media nazionale. Ma per un distretto come il nostro, che movimenta oltre 20 milioni di tonnellate ogni anno in ingresso e in uscita verso l’Europa e i porti per l’overseas, l’accesso diretto al sistema autostradale costituisce una necessità ed una opportunità confermate dalle analisi economiche ed ambientali sviluppate nel corso del tempo.
Il processo decisionale fin qui svolto, se da un lato è stato sicuramente troppo lungo, dall’altro ha avuto il pregio di essere stato inclusivo e partecipativo. È ora necessario che le Amministrazioni e tutte le forze sociali del territorio perseguano congiuntamente l’obiettivo di una rapida realizzazione del collegamento tra il cuore del distretto e la rete autostradale.

6) Modulare in base alle azioni pregresse gli sforzi che saranno richiesti nel nuovo Piano Aria Integrato Regionale 2020

Nella fase di elaborazione del nuovo Piano Aria Integrato Regionale 2020 i Comuni del distretto devono intervenire per valorizzare adeguatamente i risultati ottenuti negli anni grazie ad un impegno costante di amministrazioni, autorità di controllo e imprese. Occorre poi che gli sforzi che saranno richiesti dall’attuazione del nuovo Piano di risanamento della qualità dell’aria vengano adeguatamente indirizzati verso le situazioni che hanno ancora significativi margini di miglioramento e verso le fonti prioritarie degli inquinanti oggetto di attenzione. Ad esempio le mappe, prodotte da ARPA, della distribuzione territoriale dei valori stimati di concentrazione media annuale del particolato PM10, evidenziano che l’area del distretto non si discosta dai valori dell’intera fascia pedemontana regionale e presenta valori inferiori delle aree intorno ai capoluoghi di provincia.

7)  Garantire un approccio coordinato ed equilibrato alla manutenzione delle coperture in cemento-amianto

Nelle coperture edilizie esistenti realizzate con materiale composito fibro-cementizio, l’amianto presente è aggregato in una matrice non friabile. Pertanto il buono stato di conservazione della copertura impedisce il rilascio spontaneo di fibre nell’ambiente escludendo quindi rischi sanitari. Il tema delle lastre in cemento-amianto utilizzate in edilizia, certamente
rilevante per il nostro territorio, deve essere affrontato con razionalità ed equilibrio, preferendo programmi volontari di verifica dello stato di conservazione delle coperture ed eventuali interventi di protezione in loco associati a opportuni piani di manutenzione e controllo. Per stimolare interventi in questo campo sono fondamentali previsioni di incentivazione.

Articoli correlati
56° Congresso Nazionale Ordini Ingegneri d'Italia - Concorsi e bandi
Dal 7 al 9 settembre si svolgerà a Bari, presso il Teatro Petruzzelli, il 56° Congresso Nazionale ...
Incontro sull'architettura penitenziaria
Il gruppo Amnesty International Palagiano propone un incontro-dibattito dal titolo,  Architettura P...
COME E PERCHE’ RIQUALIFICARE L’ESISTENTE?
Il 17 maggio a Bologna un nuovo evento Aghape dedicato alla riqualificazione energetica dell’esisten...
ACQUA E CIBO, ENERGIA E TRASPORTI: PIANIFICARE IL FUTURO DEL TERRITORIO CON LA QUALITÀ DEL PAESAGGIO
Convegno organizzato nell'ambito della manifestazione Life2020. L’evento, organizzato dalla Soprinte...
Dialoghi dei saperi nell'Università
Il CIRP (Consorzio Interuniversitario Regionale Pugliese), costituito nel 1995, promuove una serie d...
Il film "La visione di Paolo Soleri: profeta nel deserto" fa registrare il tutto esaurito
THE VISION OF PAOLO SOLERI: PROPHET IN THE DESERT  EUROPEAN PREMIERE!  SOFIA, BULGARIA Sofia I...
Progettazione BIM e riforma degli appalti
Sinergie Moderne Network ed eebuild organizzano un tour nazionale di corsi di aggiornamento tecnico,...
Francisco Mangado, l'oggetto e l'architettura
Giovedì 5  giugno al Tempio di San Sebastiano la conferenza dell'architetto spagnolo. Cersaie, ...
LA XXVIII EDIZIONE DI RESTRUCTURA CHIUDE CON 25.000 visitatori
L'unica fiera italiana interamente dedicata a riqualificazione, recupero e ristrutturazione registra...

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.