Icone del Design Italiano

Triennale Design Museum presenta negli spazi del CreativeSet un nucleo di icone dalla Collezione Permanente del Museo, arricchito dalle selezioni di Maestri invitati a indicare gli oggetti per loro necessari e imprescindibili della storia del design italiano.

BBPR, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti, Ernesto Nathan Rogers. Scrivania, Serie Spazio, Olivetti, 1957.

Così Silvana Annicchiarico, direttore del Triennale Design Museum, racconta il progetto: “Quello che resta. Quello che resiste al tempo e alle mode, che va oltre le tendenze e le scuole, che si stabilizza nella percezione e sedimenta nell’immaginario come un ‘classico’. In un museo mutante, che ogni anno cambia ordinamento e allestimento, e che racconta la storia del design italiano riconvocando ogni volta oggetti, progetti e artefatti differenti, non poteva mancare una sezione in qualche modo ‘diversa’: meno mutante e più permanente. Più consacrata a esprimere e a ricordare – appunto – i valori condivisi, i simboli riconosciuti, i successi conseguiti. Se il Museo in ogni edizione sperimenta, ricerca, si mette in discussione, la sezione dedicata alle Icone valorizza invece la Collezione che sta alla base del Museo, e lo nutre: quindi conserva, memorizza, restaura, archivia. In un certo senso, si candida a essere la memoria in progress del Museo medesimo, e delle storie che nel/dal Museo vengono raccontate.

Marcello Nizzoli, Giuseppe Beccio. Macchina da scrivere, Lexikon 80, Olivetti, 1945. Al centro dello spazio progettato dallo Studio Citterio, come in un magazzino/archivio che emerge dal suolo e si erge verso l’alto, c’è l’accumulo degli oggetti che compongono la collezione. Attorno a questa esposizione, ci sono 5 icone del design italiano più 1 super icona, scelte di mese in mese da un esponente di altissimo profilo del design italiano e internazionale, che fa da garante e al contempo da testimone. Riprendendo e sviluppando un’idea già proposta da Enzo Mari sulle pagine di Abitare negli anni Duemila, il Museo in questo modo elegge a poco a poco le sue icone in un processo di elaborazione collettivo: gli oggetti scelti rappresentano l’anima del design italiano e tracciano il paradigma della sua eccellenza, ma anche della sua originalità e irripetibilità. Sono gli hightlights che lo rendono immediatamente riconoscibile in tutto il mondo, e che a tutto il mondo testimoniano la creatività e l’originalità del nostro paese. Al termine di un percorso museale ed espositivo basato sull’impermanenza, e sull’accumulo di materiali e percorsi di anno in anno differenti, questa sezione conclusiva (ed elettiva…) celebra l’anima duratura del design italiano. E ricorda a tutti la sua intima, congenita e inimitabile classicità”.

Achille Castiglioni e Pier Giacomo Castiglioni. Lampada da terra, Toio, Flos, 1962Icone del Design Italiano, 4 aprile 2014 – 22 febbraio 2015.

A cura di Silvana Annicchiarico, Direttore Triennale Design Museum. Progetto di allestimento Studio Antonio Citterio Patricia Viel and Partners. Selezioni di: Enzo Mari 3 aprile / 4 maggio 2014 Cini Boeri 6 maggio / 8 giugno 2014 Mario Bellini 10 giugno / 13 luglio 2014 Andrea Branzi 15 luglio / 31 agosto 2014 Nanda Vigo 2 settembre / 28 settembre 2014 Alessandro Mendini 30 settembre / 19 ottobre 2014 Ugo La Pietra 21 ottobre / 16 novembre 2014 Michele De Lucchi 18 novembre / 14 dicembre 2014 Gaetano Pesce 16 dicembre 2014 / 18 gennaio 2015 Antonio Citterio 20 gennaio / 22 febbraio 2015.

Orari martedì-domenica 10.30-20.30 giovedì 10.30-23.00

Triennale Design Museum www.triennale.org

Immagini

in alto: BBPR, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti, Ernesto Nathan Rogers. Scrivania, Serie Spazio, Olivetti, 1957.

a destra: Marcello Nizzoli, Giuseppe Beccio. Macchina da scrivere, Lexikon 80, Olivetti, 1945.

a sinistra: Achille Castiglioni e Pier Giacomo Castiglioni. Lampada da terra, Toio, Flos, 1962.

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