Calcestruzzo e architettura: materiale a servizio del bello

“Il calcestruzzo è vera e propria pietra fusa”, diceva Pier Luigi Nervi.

Il calcestruzzo è un materiale dalle molteplici potenzialità che, proprio per la sua natura estremamente plasmabile e forgiabile, può essere messo al servizio del bello, dell’estetica e della funzionalità, oltre che della solidità e della durabilità. Questo pensiero, radicato fra gli addetti ai lavori, si scontra con il parere, da più parti condiviso, legato a un’idea classica che oggi inizia a diventare obsoleta. Una ricerca, commissionata da Atecap sulla percezione che l’opinione pubblica ha di questo materiale, conferma il fatto che il calcestruzzo sia associato principalmente ad una delle sue proprietà, vale a dire la resistenza. Il termine “calcestruzzo” evoca in primo luogo solidità, ma non si tratta solo di questo, le potenzialità sono innumerevoli anche in termini di estetica. E’ sufficiente pensare all’architettura moderna, in cui il materiale diventa protagonista e l’estetica si avvicina sempre di più al contenuto ad architetti di fama internazionale come Zaha Hadid o Richard Meier che hanno sfruttato fino in fondo questo principio, ottenendo risultati sorprendenti. Con l’obiettivo di diffondere un messaggio positivo legato al binomio calcestruzzo-architettura, l’Atecap ha scelto di dare voce a giovani architetti con la passione per questo materiale che, per usare le parole di Nervi, “è una vera e propria pietra fusa” e, in quanto tale, può soddisfare tutte le esigenze consentendo di produrre opere solide, durevoli ma allo stesso tempo originali e ricche di inventiva. Intervengono gli architetti Paolo Didonè e Devvy Comacchio.

Roma 27 ottobre 2014 ore 11.30-13, Atecap via Giovanni Amendola, 46.

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