Il nuovo rifugio “Rabothytta” dà un caldo benvenuto agli escursionisti della Norvegia

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Il rifugio per escursionisti ‘Rabothytta’ è situato al 66° parallelo nord, 1200 metri sul livello del mare e 60 km a sud del Circolo Polare Artico ed è costruito per resistere al clima estremo della regione.

Ottobre 2014 – La bellezza mozzafiato dell’estremo nord della Norvegia ha ora una nuova struttura di prima classe che accoglie gli esploratori del magnifico ghiacciaio Okstind.  Commissionato dalla Norwegian Trekking Association (DNT) e progettato da Jarmund/Vigsnæs Architects, l’isolato rifugio Rabothytta è stato costruito secondo precise specifiche per resistere al clima estremo della regione.  Progettato per rievocare le forme naturali del paesaggio circostante, fa parte di una rete di rifugi autonomi e può ospitare gruppi fino a trenta persone in self-catering.

E’ dotato di una membrana traspirante per l’edilizia (DuPont™ Tyvek®) scelta per l’isolato rifugio per escursionisti presso il ghiacciaio in Norvegia.

Ideato come ‘campo base‘ per spedizioni in alta quota, la struttura ha richiesto soluzioni robuste per la protezione contro la violenza di venti, pioggia, neve e ghiaccio e per ottimizzare le prestazioni termiche e il comfort interno.  Due diversi tipi di membrane traspiranti avanzate sono state utilizzate nell’edificio per garantire una copertura resistente al vento, protetta contro l’umidità ma che consenta al contempo la diffusione del vapore.

L’architettura elegante e robusta del rifugio è costituita da un’intelaiatura in legno e strati di catrame con fondazioni in calcestruzzo e una facciata di 32 mm in abete bianco locale in una finitura naturale.  L’abete riveste anche le pareti interne e il pavimento del rifugio, mentre DuPont™ Tyvek® Soft sigilla l’involucro interstiziale, proteggendo il rifugio sia durante che dopo il processo di edificazione.  Le grandi finestre panoramiche sono costituite da due strati di vetro con un ulteriore strato esterno di vetro temperato dello spessore 13 mm, fornito dal produttore locale Trenor AS.

La struttura del tetto a falde monta un sistema di travi in legno Kerto con isolamento, in una  barriera ermetica contro vento e umidità – un elemento decisivo per proteggere la costruzione fino al completamento e per migliorare il comfort interno una volta occupato.  Un’ulteriore protezione è fornita da una membrana di catrame estremamente resistente ricoperta da una finitura di tavole in legno Kebony.

Situato a 66 gradi di latitudine nord, 1200 metri sul livello del mare e 60 km a sud del Circolo Polare Artico, il rifugio beneficia delle bellezze naturali dell’ambiente circostante e nonostante la posizione esposta è protetto da ciò che di meglio la moderna tecnologia costruttiva è in grado di offrire.  Progettato per la massima efficienza, soddisfa il suo fabbisogno energetico attraverso un sistema di riscaldamento a legna elettrico dato da una combinazione di pannelli solari, batteria di riserva e scorte di elettricità, se necessario.  Saranno installate delle turbine eoliche una volta che il budget lo consentirà.

Secondo Svein Arne Brygfeld di Norwegian Trekking Association, “Robothytta è l’anello mancante di una catena di sentieri e rifugi in questa importante zona per spedizioni scientifiche e didattiche.  Rappresenta una meta e un punto di partenza per esperienze incredibili su queste montagne.  Solo un’organizzazione come la nostra avrebbe avuto il permesso di costruire in un luogo così straordinario e, nel rispetto di una simile opportunità, abbiamo scelto uno dei più importanti studi di architettura in Norvegia, Jarmund/Vigsnæs Architects, per realizzare il nostro progetto dalle esigenze molto specifiche.”

Riguardo il sorprendente design spigoloso e spiovente del rifugio, Svein commenta, “La struttura è stata concepita sia per resistere che per interagire dinamicamente con l’ambiente circostante.  Il progetto voleva richiamare una grande e antica roccia all’interno del paesaggio, che fosse ben inserita e parte integrante dell’ambiente intorno.  Il vento agirà pesantemente sulla struttura e durante l’inverno tanta neve si muoverà intorno al rifugio.  Volevamo creare una forma esterna che potesse resistere a un pesante accumulo di neve e, allo stesso tempo, che i visitatori godessero appieno del magico scenario dal comfort degli interni“.

Svein spiega che, per non eccedere con gli ingombri, il design funzionale del rifugio debba essere necessariamente compatto ma con un solido isolamento su tutti i lati.  La costruzione consente un utilizzo energetico modulabile in modo che un piccolo gruppo possa scaldare solo una parte limitata del rifugio – fondamentale quando materiali di consumo come gas da cucina, legno, ecc, devono arrivare in elicottero!  La capacità della struttura di far fronte alla forza del vento è fondamentale per la sua vicinanza a un grande ghiacciaio da un lato e a ripide montagne, dall’altro, con una velocità non inusuale del vento di oltre 200 km l’ora.

Le membrane svolgono un ruolo fondamentale nel gestire queste condizioni.  Inoltre, quando il rifugio non è in uso la temperatura interna può essere inferiore rispetto a quella esterna, per cui la protezione dall’umidità è ancora più importante rispetto a un edificio climatizzato“. continua Svein.

Rabothytta” è stato inaugurato ufficialmente nell’agosto 2014.  Svein riferisce che ha suscitato un interesse estremamente incoraggiante, sia in Norvegia che all’estero e crede che il nuovo rifugio sarà tra i più popolari del paese.

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