Casa Bianca, un esempio di social housing virtuoso.

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Rispetto dell’ambiente, risparmio energetico, riduzione delle emissioni di CO2, produzione prodotti e consumi ecocompatibili, sono alcuni delle tematiche di un’ edilizia che tende a farsi sempre più sostenibile, sia nelle nuove costruzioni (poche, data la grave crisi di settore) sia negli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, serramenti inclusi. Come mostra l’intervento che illustriamo in queste righe.

Si chiama Casa Bianca ed è un edificio localizzato a Mira, in provincia di Venezia, di proprietà della Fondazione Opera Santa Maria della Carità, inserito all’interno di una serie di strutture utilizzate dalla Cooperativa di solidarietà sociale Olivotti, cui attualmente è concesso in uso per la riabilitazione psicosociale e terapia di gruppo e/o individuale, e da Innesco Spa, una ESCo costituita nel maggio 2007 da Banca Popolare Etica ed Energia Solidale Srl.

Un edificio vetusto, oggetto pertanto di un progetto di riqualificazione integrale, con interventi riguardanti – come precisa l’arch. Marco Lazzaretto, autore del progetto –  “la realizzazione di una nuova coibentazione su tutte le superfici disperdenti, la sostituzione di tutti gli infissi ormai vetusti con nuovi e più prestanti serramenti in pvc e una razionalizzazione degli impianti di produzione di calore. Nel corso del 2010, poi, è stato realizzato anche un impianto fotovoltaico per una potenza complessiva di quasi 20 KWp”.

Una serie sistematica di interventi che ha consentito anche di ammodernare da un punto di vista estetico la facciata e di riqualificare contestualmente gli spazi esterni.

Risultato? “Abbattimento dei costi di gestione – dice ancora Lazzaretto – miglioramento del comfort abitativo e possibilità di produrre energia attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili, oltre che migliorie apportate da un punto di vista architettonico ai prospetti”. Il tutto rispettando il calendario lavori: nove mesi in tutto, dal 3 novembre 2010, data di installazione ponteggio, al 12 agosto 2011.

Ma vediamo in sintesi i vari interventi:.

Miglioramento delle prestazioni energetiche dell’involucro

Intervento di coibentazione delle superfici disperdenti attraverso la posa in opera di un cappotto di 12 cm di materiale isolante EPS. In tale logica rientra anche la sostituzione degli infissi e l’eliminazione di tutti gli avvolgibili, vero e proprio punto debole dell’involucro con più moderni e prestanti serramenti in pvc.

Miglioramenti ottenuti: trasmittanza termica (U) della parete: esistente 1,48, di progetto 0,22; trasmittanza termica (Uw) dell’infisso: esistente 3,4, di progetto 1,2 (media serramenti esterni). Risparmi calcolati: climatizzazione invernale 89% circa; climatizzazione estiva 24% circa.

• Intervento sugli impianti di riscaldamento

La struttura era gestita, nella climatizzazione invernale, dalla presenza di 6 caldaie della potenza di 25 KW ciascuna. Sostituite con un’unica caldaia a condensazione 35 KW, si è ottenuto un ulteriore risparmio stimato del 25%.

• Ventilazione meccanica centralizzata (Vmc)

Installazione di un impianto di Vmc, con evidenti vantaggi: ricambio d’aria sempre garantito senza l’apertura di finestre, aumento del comfort interno, presenza di aria sempre pulita e salubre negli ambienti. L’impianto, poi, collegato a un gruppo frigo, consente anche la climatizzazione estiva degli ambienti interni.

• Impianti fotovoltaici

Realizzati due importanti impianti fotovoltaici per un totale di quasi 70 KWp: uno (quasi 20 KWp) installato sul tetto dell’edificio, l’altro (quasi 50 KWp) sul tetto del capannone adiacente.

Il “capitolo” serramenti

Articolato l’intervento di sostituzione dei serramenti esistenti, realizzati in legno, monovetro e ad alto tasso di dispersione energetica, valore di trasmittanza termica Uw pari a 3,4 W/m2K, con altri in pvc ad alta efficienza energetica.

• Efficienza energetica

Sono 92 – ci dice l’ing. Salvatore Russo, tecnico Italplastick che ha seguito l’intera operazione per la parte infissi – i serramenti sostituiti con altrettanti realizzati in pvc, utilizzando il sistema Giotto Plus di Italplastick con profilo a 7 camere, caratterizzato da prestazioni di elevata efficienza energetica: trasmittanza termica Uw pari a 1,2 W/m2K (media dei serramenti esterni), Ug da 1,1 a 1.2; Uf pari a 1.1. Inoltre, sono stati impiegati vetri bassoemissivi Sanco di Glas Müller Vetri di Bolzano, vetrocamera con argon, prestando attenzione a quelli installati sul lato sud-ovest dell’edificio, particolarmente esposto: qui si sono impiegati vetri selettivi 70/40, vale a dire 70 trasmissione luminosa e 40 fattore solare, con relativa canalina in policarbonato. Sempre in funzione dell’efficienza energetica, sono stati eliminati i cassonetti delle tapparelle: un pericoloso ponte termico causa di dispersione del calore sia per trasmissione che per ventilazione”.

• Posa a regola d’arte

Un buon serramento senza una posa fatta a regola d’arte è una freccia spuntata, chiediamo. “Proprio così – conclude Russo – infatti, abbiamo utilizzato una tecnica innovativa per quegli anni, impiegando membrane autoespandenti con l’aggiunta di un nastro butilico nelle parti inferiori dei serramenti, che offrono prestazioni superiori rispetto a quelle a base di schiuma autoespandente”.

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