Piazza Castello a Milano: uno spazio pubblico condiviso

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In mostra alla Triennale di Milano i progetti per la riqualificazione della storica area Milanese. Piuarch propone il tema dello Shared Space. 

Il 6 novembre 2014 si è inaugurata alla Triennale di Milano la mostra delle proposte progettuali per #Atelier Castello, dedicate alla riqualificazione dell’area pedonale di Piazza Castello a Milano.

Tra gli undici studi di architettura coinvolti, il team di lavoro guidato da Piuarch intende proporre un progetto di sistema volto ad adottare il concetto dello shared space: ovvero dello spazio pubblico condiviso.

Piuarch è composto da un gruppo di professionisti (Piuarch. / Luca Molinari / Nemo Monti / Francesca Canti – Dario Musolino / Yellow Office / Leftloft) che hanno analizzato ed elaborato la realtà secondo codici economici, linguistici, visivi, urbanistici, paesaggisti.

Alla base del nuovo assetto vi è l’idea di ridisegnare e dare centralità alla Piazza delle Armi, il grande vuoto in cui si trova il centro geometrico che disegna il semicerchio di Piazza Castello e del Foro Buonaparte. Il progetto prevede la riapertura dei fossati e la realizzazione di un parco circolare, accessibile al pubblico, arricchito di nuove funzioni: ludiche, ricreative, sportive favorite da un ridisegno dell’arredo urbano.

L’intento alla base del concetto dello shared space è di riportare la circolazione automobilistica nella piazza pensando in modo innovativo il rapporto di convivenza tra pedoni, ciclisti e automobilisti. Uno spazio unico, quindi, complanare, privo di barriere architettoniche nel quale i flussi siano regolati dalla compresenza di tutte le categorie che condividono lo stesso spazio urbano.

Lo scopo è anche quello di ridefinire la viabilità di Foro Buonaparte e il ridisegno di Largo Cairoli: La viabilità del Foro Buonaparte soffre dell’irrazionalità della sua sezione stradale che crea punti di congestione del traffico rendendo questa arteria poco funzionale  – dicono i progettisti di Piuarch – “Abbiamo pensato di ridisegnare il Foro come un boulevard, con una sezione stradale omogenea e un numero di corsie costante. La nuova viabilità consente di risolvere il nodo di Largo Cairoli, oggi pericoloso e inefficiente. Il traffico veicolare viene spostato solo su un lato della strada, a sud, mentre lo spazio che affaccia verso l’Expo Gate diviene una semi piazza pedonale che si ricuce allo shared space di Piazza Castello”.

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FARE SPAZIO, L’APPROCCIO

Questo progetto non si pone un orizzonte temporale limitato, così come non si propone di intervenire soltanto sulla superficie recentemente pedonalizzata.

“Abbiamo valutato l’insieme del sistemacontinuano i Piuarch–  poiché l’incerta natura pedonale di Piazza Castello è solo il sintomo di un’irrisolta relazione tra l’insieme degli spazi e delle funzioni dell’intera area. Solo affrontando queste relazioni in un’ottica permanente, si può agire sulla qualità dei luoghi e dei risultati.

Per questo non proponiamo interventi temporanei, opere transitorie, installazioni, elementi utili ad un copia e incolla per arrivare a costruire un Frankenstein urbano. Non si è fatto un esercizio di riempimento del vuoto; si è invece cercato di ridefinire gli equilibri generali, valorizzando gli elementi attorno ai quali l’area può trovare sviluppo: civico, sociale, funzionale ed economico”.

Non è quindi necessario riempire Piazza Castello di nuovi contenuti, ma piuttosto mettere in comunicazione i contenuti che già sono presenti sul territorio. Non più attività temporanee importate da altri contesti – sul modello del villaggio a tema o del centro commerciale – frutto di una cultura globalizzata che non ha nulla a che fare col contesto specifico.

Non una somma di interventi, ma una visione d’insieme che regoli gli equilibri dell’intera porzione di città.

 1. LO SPAZIO COME BENE COMUNE

Studiare lo spazio urbano come bene comune comporta l’utilizzo di un duplice approccio: guardare questo spazio secondo le categorie e gli strumenti dell’urbanistica e dell’architettura e, contemporaneamente, analizzare e valutare la rilevanza socio-economica di questo spazio, studiando la dotazione di risorse disponibili (attività economiche, patrimonio artistico, paesaggio …), l’uso effettivo e potenziale da parte di un’ampio range di soggetti (residenti, turisti, pendolari, lavoratori, studenti …) e le relazioni/interazioni con il resto della città e con l’esterno.

Economia e urbanistica possono trovare proprio nello “spazio aperto (vuoto) urbano” un terreno fertile sul quale sperimentare nuove metodologie di progettazione, un approccio a “scala umana” che tenga conto sia della forma che dell’uso e che trasformi lo spazio pubblico in “luogo” di vita, con una propria identità.

Ciò non vuol dire per forza che debba avere una funzione predeterminata (spazio attrezzato), ma che possa essere anche semplicemente un luogo d’incontro, di socializzazione, favorito dalla presenza di sedute e di verde e da una immediata facilità di accesso. E’ questa l’idea dello shared space, uno spazio condiviso, pubblico, fruibile da tutti.

Uno spazio users friendly, anche a categorie di cittadini o visitatori più fragili (anziani, bambini, disabili). Uno spazio vivo e vitale, ossia uno spazio vissuto e vivibile a tutte le ore del giorno, attivatore di dinamiche relazionali, volano d’integrazione sociale, curato, rispettato, sicuro. Uno spazio che, anche se destinato ad essere una pura area di transito, possa assumere la forma comunque di “luogo”, dove si possa rallentare, o sostare, secondo una tendenza verso la slow city che restituisca la città alle persone (pedoni, ciclisti) senza ostacolare i necessari flussi più veloci di trasporto e mobilità.

In definitiva, si tratta di iniziare a guardare al public space come ad un social space, spazio di vita che, una volta vissuto, possa divenire un luogo della città.

2. IL CENTRO DEL SISTEMA: LA PIAZZA NEL CASTELLO

Nella Piazza delle Armi si trova il centro geometrico che disegna il semicerchio di Piazza Castello e Foro Buonaparte. Questo fulcro invisibile ritrova una centralità evidente in un progetto di paesaggio e infografica che ridisegna la piazza per renderla pienamente fruibile dai visitatori arricchendola di funzioni informative.

Le sedute, disposte secondo circonferenze concentriche, ospitano le indicazioni sia delle funzioni offerte dal Castello che di tutti i luoghi d’attrazione dell’area. La connessione tra le funzioni, culturali, sportive, commerciali e di business della zona trova così nel Castello il proprio fulcro.

 3. LOW LINE: IL PARCO LUNGO I FOSSATI

Pensare ai fossati come un parco circolare attorno al castello, riconsegnarli nella loro interezza al pubblico è un modo per accrescere la capacità attrattiva del Castello e valorizzare percorsi poco noti e visitabili solo su prenotazione, come ad esempio la strada coperta della Ghirlanda.

I fossati diverrebbero una low line, ispirata al modello newyorkese, costituita da percorsi pubblici accessibili a tutti gli utenti, capaci di integrare nuove funzioni, ludiche, ricreative, sportive favorite da un ridisegno dell’arredo urbano.

4. AFFERMARE LA CENTRALITA’ DEL CASTELLO: LA NUOVA RECINZIONE

Oggi il rapporto tra Parco Sempione e Piazza Castello è di natura incerta e spesso il Castello figura come un’appendice del Parco. Immaginiamo invece di separare Parco Sempione dal Castello, ponendo la recinzione del Parco in modo da escludere Piazza del Cannone.

In questo modo avremmo la creazione di un nuovo uno spazio pubblico: una grande superficie composta dallo spazio pubblico continuo attorno al castello, definito dalla piazza frontale, dai giardini laterali e da Piazza del Cannone. Così facendo il Castello troverebbe centralità assoluta al nuovo spazio, divenendo una sorta di Monumento centrale al nuovo parco.

5. LA PIAZZA FRONTALE: DALLA CITTA’ AL CASTELLO E DAL CASTELLO ALLA CITTA’

La piazza frontale è lo spazio pubblico esterno che connette sia fisicamente che visivamente il fronte del Castello con Largo Cairoli e la passeggiata di via Dante fino al Duomo.

Dare la dimensione appropriata alla Piazza è una prima mossa per renderla uno spazio a dimensione umana e proporre una pavimentazione che permetta di eliminare le barriere architettoniche. Un nuovo arredo urbano, il superamento del concetto di aiuola non calpestabile, la piantumazione di nuovi alberi e un diverso sistema di illuminazione trasformeranno una superficie anonima e poco accogliente in un luogo attraente per i turisti e residenti.

6. I PRATI LATERALI: CORNICE VERDE DELLA NUOVA PIAZZA

Grazie al ridimensionamento della sezione stradale in favore dello spazio pedonale, la cintura di verde e strada che si snoda da Parco Sempione verso Piazza Castello risulta più invitante sia per il transito che per la sosta. La nuova pavimentazione amplifica lo spazio dando sia al traffico veicolare che a quello pedonale una più fluida armonia.

7. SHARED SPACE: PENSARE UNO SPAZIO CONDIVISO

Riportare la circolazione automobilistica in Piazza Castello vuol dire pensare in modo innovativo il rapporto di convivenza tra pedoni, ciclisti e automobilisti. Uno spazio unico, complanare, privo di barriere architettoniche, nel quale i flussi siano regolati in prima battuta proprio dalla compresenza di tutte le categorie che condividono lo stesso spazio urbano.

Si giunge alla definizione di una zona di pertinenza per le autovetture, larga sei metri, che potranno percorrerla alla velocità massima di  30 km orari.
 Si incoraggia una maggior consapevolezza da parte dell’automobilista che si trova a condividere il proprio spazio con diversi utenti della strada.

I casi di shared space realizzati (il più noto dei quali è Exhibition Road a Londra)  dimostrano che il primo effetto di questo diverso modo di concepire lo spazio è proprio quello di ridurre il numero e/o la gravità degli incidenti stradali. Il traffico automobilistico rallenta localmente, ma aumenta la velocità complessiva di scorrimento.

Anche la sezione delle strade radiali viene ripensata in modo omogeneo: una corsia per senso di marcia occuperà sei metri e i parcheggi a pettine verranno razionalizzati, così da riconquistare spazio pedonale.

Le strade radiali faranno parte del sistema di circolazione lenta che introduce allo shared space di Piazza Castello in alternativa al sistema di traffico urbano veloce di Foro Buonaparte.

8. VIABILITA’ URBANA: RIDEFINIZIONE DI FORO BUONAPARTE

La viabilità di Foro Buonaparte soffre dell’irrazionalità della sua sezione stradale che crea punti di congestione del traffico rendendo questa arteria a scorrimento veloce poco funzionale. L’obiettivo è di rendere il traffico fluido e costante, per facilitare lo scorrimento e la fruizione di tutta l’area.

Ridisegniamo quindi il Foro come un boulevard con sezione stradale omogenea e numero di corsie costante. La sezione stradale è modificata mantenendo due corsie per senso costanti per tutto il tragitto, di cui una condivisa con i tram. Le fermate dei tram vengono riposizionate in luoghi accessibili che non interferiscono con il traffico automobilistico.

9. LARGO CAROLI: RAZIONALIZZARE LO SPAZIO PEDONALE DI ATTRAVERSAMENTO

La nuova viabilità di Foro Buonaparte consente di risolvere il nodo di Largo Cairoli, oggi pericoloso e inefficiente. Il traffico veicolare viene spostato solo su un lato della, a sud, mentre lo spazio che affaccia verso l’Expo Gate diviene una semi piazza pedonale che si ricuce allo shared space di Piazza Castello.

Il monumento a Garibaldi, oggi circondato da un’aiuola inaccessibile, diverrà uno spazio in grado di accogliere il flusso pedonale proveniente da via Dante e dai mezzi pubblici che convogliano nel Largo. La sezione stradale ridotta a quattro corsie faciliterà notevolmente l’attraversamento pedonale che avverrà in un unico momento e non secondo tappe frammentate.

 10. INTERVENTI COLLATERALI: IL SISTEMA DI PIAZZE

Il progetto presuppone la riqualificazione della costellazione di spazi pubblici oggi residuali, che hanno forti potenzialità per la loro localizzazione strategica nel sistema di network degli spazi aperti di Piazza Castello e Foro Buonaparte. Ad esempio, l’introduzione di portici potrebbe riprendere il tema dello spazio urbano coperto introdotto nella stazione di Cadorna.

 11. NETWORK: IL CASTELLO E LA CITTA’

Il sistema composto dal Castello, Largo Cairoli, Foro Buonaparte, Parco Sempione è incredibilmente ricco di funzioni: culturali, civiche, commerciali, educative, di business. Questo insieme di valori oggi non costituisce un network di attori sociali tra loro in dialogo.

Il ridisegno della viabilità complessiva è un primo passo per riconnettere tali funzioni, contemplando un nuovo sistema di segnaletica – di linguistica – che sappia dare informazioni al cittadino come al visitatore attraverso una sintetica ed efficace rappresentazione di questa ricchezza diffusa nell’area.

Un sistema in grado di intercettare i passanti che ogni giorno attraversano il Castello dalla Torre del Filarete alla Piazza del Cannone, che sono molto più numerosi degli oltre 380.000 visitatori che ogni anno entrano nei Musei Civici del Castello e dei 430.000 che si recano alla Triennale. Numeri significativi per Milano, se confrontati con i quasi 340.000 visitatori del Cenacolo Vinciano e gli oltre 280.000 della Pinacoteca di Brera. Numeri che, insieme ai 290.000 spettatori del Piccolo Teatro, confermano la centralità di questa area per la città di Milano.

Piuarch. / Luca Molinari / Nemo Monti / Francesca Canti – Dario Musolino / Yellow Office / Leftloft

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Il team di progetto guidato da Piuarch è composto da un gruppo di professionisti che hanno analizzato ed elaborato la realtà secondo codici economici, linguistici, visivi, urbanistici, paesaggisti. Un approccio corale ed eterogeneo, raccontato in un sito internet che documenta tutti i passaggi di questo lavoro.

Piuarch. / Luca Molinari / Nemo Monti / Francesca Canti – Dario Musolino / Yellow Office / Leftloft

Apertura: da 
7 novembre al 8 dicembre 2014


Alberto Ferlenga, Curatore Triennale Architettura.

Inaugurazione 6 novembre 2014 ore 19.00.

Ingresso Libero

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