Ecomuseo della Valle d’Itria diventa di interesse regionale

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Assessore Barbanente: “Così si valorizza la memoria storica, l’identità collettiva e il patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico della Puglia”.

© Caterina Rinaldo 2012

© Caterina Rinaldo 2012

È stata approvata il 29 Gennaio 2015  la Deliberazione di Giunta regionale che, in attuazione della L.R. n. 15/2011 (Istituzione degli ecomusei in Puglia) e a seguito del parere favorevole sul riconoscimento di “ecomuseo di interesse regionale” espresso dalla Consulta regionale per gli ecomusei, approva nove Ecomusei:

1) Ecomuseo della Valle d’Itria (ambito territoriale: comuni di ABEROBELLO, CISTERNINO, FASANO, LOCOROTONDO, MARTINA FRANCA, MONOPOLI);

2) Ecomuseo dei Paesaggi di Pietra di Acquarica di Lecce (ambito territoriale: comune di VERNOLE);

3) Ecomuseo “EUB – Ecomuseo Urbano Botrugno” (ambito territoriale: comune di BOTRUGNO);

4) Ecomuseo dei Paesaggi Culturali del Capo di Leuca (ambito territoriale: comune di ALESSANO);

5) Ecomuseo Museo Diffuso Castello d’Alceste (ambito territoriale: comune di SAN VITO DEI NORMANNI);

6) Ecomuseo Valle del Carapelle (ambito territoriale: comuni di ASCOLI SATRIANO, CARAPELLE, ORDONA, ORTA NOVA, STORNARA, STORNARELLA);

7) Ecomuseo Museo Diffuso di Cavallino (ambito territoriale: comune di CAVALLINO);

8) Ecomuseo del Paesaggio delle Serre Salentine (ambito territoriale: comune di NEVIANO);

9) Ecomuseo del Poggio di Mola di Bari (ambito territoriale: comune di MOLA DI BARI).

Sono questi i lusinghieri risultati di una Legge innovativa, promossa dal consigliere regionale Donato Pentassuglia, che – dice la vicepresidente Angela Barbanente – con l’istituzione degli ecomusei, mira a recuperare e valorizzare la memoria storica, l’identità collettiva e il patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico della Puglia nella forma del museo diffuso. Gli ecomusei, come vera e propria comunità di pratiche, contribuiscono a rendere noti e fruibili sia da parte delle popolazioni locali sia da parte dei visitatori, i variegati paesaggi pugliesi, nelle indissolubili relazioni tra ambiente naturale e ambiente antropizzato, per orientare il futuro del territorio verso uno sviluppo durevole e sostenibile”.

Il Gruppo di lavoro della Consulta regionale per gli ecomusei ha già istruito altre cinque domande di riconoscimento della qualifica di “ecomuseo di interesse regionale” che pervenute alla Consulta durante il 2014.

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