Riapre il Museo del Vetro di Murano

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Dal 9 febbraio 2015, riapre al pubblico, completamente ampliato e rinnovato, il  Museo che racconta l’arte del vetro dalle sue origini.

© Marco Zanta

È un museo completamente trasformato quello che riapre al pubblico a Murano dal 9 febbraio, per raccontare una grande storia. Spazi espositivi quasi raddoppiati, un progetto museografico totalmente rinnovato, allestimenti e percorsi ridisegnati consentiranno ai visitatori di cogliere gli snodi chiave dell’avventura del vetro a Murano e di godere appieno dei capolavori – in molti casi unici – qui custoditi. E poi nuovi servizi per il pubblico, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la messa in opera di due ascensori, la possibilità di esporre parti della collezione finora rimaste nei depositie di realizzare eventi legati anche alla creatività più attuale, con un fascinoso e inatteso dialogo tra ambienti contemporanei e sale antiche.

Insomma, una grande festa per l’isola e per Venezia.

Il Museo del Vetro di Murano, uno dei dodici della Fondazione Musei Civici di Venezia, è forse l’unico luogo al mondo dove l’arte del vetro è raccontata fin dalle sue origini: dagli esempi di vetri romani tra il I e il III secolo d.C. alle creazioni del Rinascimento, fino ai virtuosismi innovativi del Settecento che anticipano l’insperata rinascita del vetro alla fine del XIX secolo e le sperimentazioni del Novecento. Certamente è l’unico museo dedicato al vetro artistico inserito in un contesto produttivo ancora fortemente attivo e radicato, grazie alle tante fornaci e vetrerie tutt’oggi operanti a Murano.

L’ampliamento, con il recupero di una parte delle ex Conterie, e il restyling – curato da Chiara Squarcina su progetto museografico di Gabriella Belli direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia e l’allestimento di Daniela Ferretti – sono stati possibili grazie al cofinanziamento del Fondo di Sviluppo Regionale dell’Unione europea assegnato dalla Regione Veneto (nell’ambito del POR CRO FESR Veneto 2007-2013) e al fondamentale intervento del Comune di Venezia, che ha condotto, con responsabile del progetto Roberto Benvenuti, la prima fase del cantiere in collaborazione con l’Ufficio Tecnico della Fondazione, diretto da Daniela Andreozzi.

In questo modo il progetto ha coinvolto sia le storiche sale di Palazzo Giustinian (dove il Museo ha sede dal 1861), sia un’area dell’ex fabbrica di perle di vetro adiacente il giardino del Museo.

Le conterie erano perle di pasta vitrea e in particolare, dalla fine dell’Ottocento, quelle ottenute dai cosiddetti paternostreri tagliando una canna forata e arrotondando poi a caldo i cilindretti nelle ferrazze, appositi vassoi metallici. Nel 1898 più imprese dedite alla produzione di perline – un mondo di tiracanne,conzaureri, tagiadori, cavarobe, fregadori, lustradori, governadori, impiraresse – si riunirono nel complesso sorto tra Palazzo Giustinian e la Basilica di San Donato, nel cuore di Murano: un’unica grande azienda, la Società Veneziana Conterie, che tra il 1940 e il 1970 arrivò a occupare più di tremila addetti, fino alla chiusura nel 1993.

Ora gli ambienti restaurati del complesso industriale sono diventati un fascinoso withe cube, che mantiene però negli archi e nelle trabeazioni le linee architettoniche del preesistente edificio e checoniuga la luce artificiale con quella naturale, proveniente dall’affaccio sulla Fondamenta Giustinian.

Qui, innanzitutto, un’originale “onda del tempo”, scandita da circa cinquanta opere scelte dall’età romana al Novecento, introduce nel mondo del vetro, esemplificando in maniera suggestiva le tappe salienti della storia vetraria di Murano e le evoluzioni tecnico-stilistiche che l’hanno accompagnata. Perché l’arte del vetro è un connubio magico di creatività e tecnica, una difficile simbiosi tra ideazione artistica, abilità artigianale, capacità quasi alchemica nella costruzione di composti chimici unici e conoscenza di una materia sfuggente e imprevedibile. Ingredienti che ben vengono esplicitati lungo tutto il percorso museale grazie a totem informativi e a contenuti video, realizzati con la collaborazione delle vetrerie dell’isola e dei maestri vetrai.

Ma con il suo open space e i sette metri d’altezza, il nuovo volume è anche destinato a ospitare, al piano terra, mostre ed eventi temporanei: primo fra tutti, dal 9 febbraio al 30 maggio, un sentito tributo – con una selezione di opere bianche e nere – a quel magico scultore del vetro che fu il muraneseLuciano Vistosi, scomparso nel 2010 dopo anni di successi internazionali ottenuti grazie a sculture fortemente plastiche, dinamiche, imponenti, capaci soprattutto di catturare la luce.

Il percorso vero e proprio si dipana al primo piano nobile, ove il Museo propone la sua eccezionale collezione, con il riallestimento e il nuovo progetto illuminotecnico, attraverso aree tematico-cronologiche.

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