Tre Frecce per “Accorciare Le Distanze”

Il progetto vincitore del bando promosso dal Comune e dal Centro Commerciale Naturale di Bedonia per dare visibilità al centro storico e a un modello che contrasta l’avanzata dello shopping artificiale.

Porta la firma di Emanuele Mazzadi, Matteo Dall’Asta e Virginia Vescovi il progetto vincitore di Accorciare le Distanze, il bando indetto dal Comune e dal Centro Commerciale Naturale di Bedonia (PR), volto alla realizzazione di “tre opere con un’unica identità che rappresentino altrettanti punti di riferimento per identificare e comunicare la distanza tra tre luoghi definiti” e lo stesso Centro Commerciale Naturale di Bedonia, tra le prime realtà del suo genere in Emilia Romagna, e capace di riunire, al proprio interno, 33 attività presenti in città, tra erboristerie, alimentari, enoteche, negozi di abbigliamento e così via.

Una nuova forma di aggregazione, nata sei anni fa su intuizione e finanziamento della Regione che, come nota il consigliere Gianpaolo Serpagli «sta cominciando a dare i propri frutti, nonostante il momento di profonda crisi: è un nuovo modo di fare commercio che ci contrappone ai grandi ipermercati è una forma di risposta».

Alle opere – per le quali è prevista la collocazione all’uscita autostradale Borgotaro A15, alla Rotonda di Bertorella e all’ingresso del centro storico – veniva richiesto di interpretare il tema del concorso, richiamando l’attenzione dei mezzi e dei passanti in transito a scoprire il cuore di Bedonia, perfettamente conservato e realizzato in pietra arenaria di carniglia.

Il progetto elaborato dal gruppo di lavoro guidato da Emanuele Mazzadi prevede 3 manufatti che suggeriscono la forma di una grossa freccia, costituita da sezioni di tronco, di ontano, un legno d’acqua resistente alla marcescenza, recuperato sul greto dei torrenti. La struttura è sorretta da gabbie riempite con scarti di pietra arenaria locale di Carniglia.

Come si vede, l’accento viene in questo modo posto tanto sulla provenienza locale dei materiali quanto sull’idea di recupero. Come spiega lo stesso architetto Mazzadi, «queste strutture servono anche da supporto per striscioni che promuovano tanto gli eventi del Centro Commerciale Naturale quanto quelli della Val di Taro dal momento che attualmente non c’è una vera e propria comunicazione in merito. È un primo passo per realizzare una sorta di vetrina del territorio. Possono anche essere utilizzati per esporre sculture e artigianato locale. L’idea rientra nella più ampia operazione di recupero sul territorio dell’appennino, che mira a promuovere un nuovo tipo di turismo, tramite progetti raccolti e raccontati».

Il tutto sarà realizzato entro l’estate, con un budget di circa 7mila euro, che renderà il progetto sostenibile non solo dal punto di vista ambientale ma anche da quello economico.

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