Ance: PRONTI 436 CANTIERI PER FAR RIPARTIRE IL veneto

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Presentati a Roma, nel corso del Building Day, i risultati di una ricognizione di opere rapidamente cantierabili: per il Veneto un piano da 160 milioni. 

Chiesto l’inserimento degli interventi in un decreto legge che contenga uno stralcio di riforma degli appalti.

 Salmistrari (Ance Veneto): “Si tratta di opere in avanzato stato progettuale che non possono essere più rimandate: il 27% degli interventi riguarda edifici scolastici”.

 30 aprile – Ance ha presentato e consegnato al governo una piattaforma di opere rapidamente cantierabili, frutto di una ricognizione del sistema associativo su tutto il territorio nazionale.

Il piano di interventi è stato illustrato nel corso dell’evento La carica dei 5mila cantieri per far ripartire l’Italiache si è svolto quest’oggi a Roma nella sede nazionale dell’associazione dei costruttori edili, in via Guattani. Un intenso lavoro, avviato d’accordo con il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, grazie alla collaborazione delle amministrazioni locali. Ora l’Ance nazionale chiede che le opere entrino in un decreto legge che contenga uno stralcio di riforma degli appalti in sette punti.

In Veneto, sono 436 i progetti individuati (8% del totale del piano) per un importo complessivo di circa 160 milioni di euro. In testa alle segnalazioni ci sono interventi su edifici scolastici (27%), opere di riqualificazione urbana (19%), manutenzione delle strade (11%) e mobilità urbana (10%). Tutte azioni che non possono essere rimandate, come emerge anche dalle cronache degli ultimi giorni che hanno messo ancora una volta in luce la fragilità del Paese.

«Con questo piano è possibile centrare un doppio obiettivo:  – ha dichiarato il presidente di Ance Veneto Giovanni Stralmistrarisoddisfare le esigenze dei cittadini e svolgere un immediato ruolo anticiclico. Buona parte degli interventi segnalati sono, infatti, già in avanzato stato progettuale, quindi pronti a diventare cantieri in tempi rapidissimi, dando un impulso positivo all’economia e al lavoro del nostro territorio».

Nel decreto legge che dovrebbe recepire il piano dei cantieri si chiedono interventi per garantire più certezza e responsabilità nell’esecuzione dei lavori. Tra le richieste, l’eliminazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa (maxi ribasso) per i piccoli appalti (sotto i 2,5 milioni) e la sua limitazione, fino a 5 milioni, ai soli lavori complessi, la determinazione della soglia di anomalia per sorteggio solo dopo la presentazione dell’offerta; più controlli e responsabilità attraverso il ritorno alla figura dell’ingegnere capo.

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