LE PROPOSTE DI ANCE VENETO AI CANDIDATI PRESIDENTE

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Spazio ai piccoli cantieri, premiando i comuni che spendono bene, impegno comune contro la corruzione negli appalti pubblici, lotta ai ritardi di pagamento della PA con l’impiego di Veneto Sviluppo, incentivi alla rigenerazione urbana e al recupero dell’esistente, riordino delle partecipate regionali in un’unica società.

Padova, 7 mag – Finanziare i piccoli cantieri privilegiando i comuni che non sprecano. Promuovere un impegno congiunto per la trasparenza negli appalti. Lotta ai ritardatati pagamenti con l’impiego di Veneto Sviluppo. Incentivazione della rigenerazione urbana e riordino delle società partecipate della Regione in un’unica società regionale.

Sono alcune delle proposte che Ance Veneto, l’associazione regionale dei costruttori edili, presenterà ai candidati alla presidenza della Regione. Flavio Tosi sarà ospite nella sede dell’associazione dei costruttori, a Padova, venerdì 8 maggio. Luca Zaia interverrà lunedì 11, Alessandra Moretti il 18 o il 19 maggio, e Jacopo Berti il 25 maggio.

 «Consapevoli del difficile momento – commenta Giovanni Salmistrari, presidente di Ance Veneto – abbiamo elaborato un documento basato su di un esame pratico piuttosto che ideologico, optando per una politica dei piccoli passi, lontana dalla rivendicazioni corporative. Trasparenza e lavoro sono le parole chiave che abbiamo utilizzato per restituire vitalità a un settore che, nonostante abbia perso 7,5 miliardi di euro dal 2008, rappresenta ancora il 10% degli impieghi del Pil regionale e il 20% dell’occupazione nell’industria. L’associazione è pronta a svolgere un ruolo di primo piano sui temi della trasparenza e dell’anti-corruzione negli appalti pubblici, ma per raggiungere questo obiettivo chiediamo una razionalizzazione dei metodi di spesa delle poche risorse pubbliche, per lo più fondi europei, ancora disponibili a livello regionale».

 Lotta agli sprechi della Pa. Tra il 2008 e il 2014, i comuni veneti hanno speso complessivamente 168 milioni di euro in più per la gestione della macchina amministrativa, mentre hanno ridotto, in parte anche per l’effetto del Patto di stabilità, del 49% (2,4 miliardi) gli investimenti in opere pubbliche. «Le risorse – continua il presidente Salmistrarisono poche, ma sono in parte gestite in maniera miope. La Regione può innescare meccanismi virtuosi distribuendo i finanziamenti regionali secondo criteri premiali a favore di quei comuni che contengono le spese di gestione preferendo non tagliare gli investimenti per la manutenzione delle scuole o degli spazi pubblici, ad esempio».

Ritardati pagamenti e Veneto Sviluppo. Il ritardo dei pagamenti da parte della Pa, nonostante la direttiva europea, rimane un problema irrisolto. I tempi medi di pagamento sono ancora fermi a 180 giorni. In questo la Regione può giocare un ruolo determinante servendosi di Veneto Sviluppo che, con una specifica modifica statutaria, potrebbe anticipare i crediti delle aziende, tenendo conto del fatto che è partecipata anche dal sistema bancario regionale.

Società partecipate della Regione. Si rende opportuna una riorganizzazione delle società partecipate dalla Regione, che potrebbero essere poste sotto un’unica società regionale con l’obiettivo semplificare i servizi e ridurre gli sprechi, ampliando il ventaglio delle specializzazioni con un monitoraggio e un sostegno più efficace nel recupero dei fondi europei.

 Trasparenza nei lavori pubblici. La Regione potrebbe intervenire dando piena funzionalità alle centrali di committenza uniche, contribuendo a una maggiore certezza e trasparenza dei costi con l’adozione del prezziario regionale quale unico riferimento per le opere realizzate in Veneto, investendo nella progettazione di qualità delle opere degli enti locali attraverso un fondo di rotazione; migliorando il project financing attraverso il rafforzamento di studi di fattibilità e inserendo regole premiali per i progetti che coinvolgono le piccole e medie imprese.

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