EDILIZIA: SI STABILIZZANO I PAGAMENTI PUNTUALI

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DAL 2010 A OGGI CRESCIUTI DEL 178%. LA DANIMARCA ESEMPIO VIRTUOSO, IN CRISI IL PORTOGALLO, BENE TAIWAN.

A fine marzo 2015 il 39,8% delle imprese edili ha saldato alla scadenza i propri fornitori. I ritardi superiori ai 30 giorni sono però aumentati del 178% rispetto al 2010. Il Nord Est l’area più virtuosa.

I risultati dello Studio Pagamenti 2014, aggiornati al 1Q, di CRIBIS D&B per il settore edilizio.

 Giugno 2015 – Nei primi mesi del 2015 in Italia non migliora lo scenario dei pagamenti commerciali: rimane infatti elevata la percentuale delle imprese che saldano le fatture con ritardi superiori ai 30 giorni.

Per quanto riguarda il settore dell’edilizia giungono notizie positive: dopo il forte calo degli ultimi anni i pagamenti puntuali sembrano essersi stabilizzati. Il 39,8% delle imprese edili è stata puntuale nei pagamenti (- 3,8 punti percentuali rispetto al 2010), il 46,3% ha saldato i debiti entro un mese, il 13,9% ha posticipato il saldo di oltre un mese.

Sono però i ritardi gravi a preoccupare di più: dal 2010 a oggi i ritardi gravi sono cresciuti del 178%, registrando nell’ultimo anno un aumento del 7%.

All’interno del comparto sono risultate maggiormente in difficoltà le imprese dell’edilizia specializzata, con il 33,2% di pagamenti puntuali a fronte di ritardi gravi pari al 16,8%. Il microsettore degli installatori, con il 40,6% di imprese virtuose e il 12,9% di pagamenti oltre il mese di ritardo, è quello che gode di miglior salute.

È quanto si evince dallo Studio Pagamenti 2015, aggiornato a fine marzo, realizzato da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, che ha analizzato i comportamenti di pagamento delle imprese edili.

PAGAMENTI PER CLASSI DI RITARDO, ITALIA VS SETTORI EDILIZI, MARZO 2015 

I pagamenti gravi hanno riguardato maggiormente le imprese che operano nella costruzione di edifici, infatti sono aumentati del 194,4% dal 2010, seguite dagli installatori (+180,4%) e dall’edilizia specializzata (+147,1%).

RITARDI OLTRE I 30 GIORNI, CONFRONTO SETTORI EDILIZI 2010 – 1Q 2015

Analizzando le dinamiche a livello territoriale, dallo studio di CRIBIS D&B emerge che il nord est si conferma l’area con la maggior percentuale di pagatori puntuali, ben il 51,6%. Critica la situazione nel Sud e nelle Isole, dove solo il 21,1%% paga alla scadenza a fronte di ritardi gravi pari al 24%.

A livello europeo i paesi più in difficoltà sono la Grecia (49,9%di ritardi gravi), il Portogallo (35,1%) e la Polonia (20,9%). Per quanto concerne i pagamenti puntuali la Danimarca si posiziona al primo posto, ben il 92,6% i pagamenti virtuosi. Seguono Germania (78,1%). Al terzo posto distaccata nettamente c’è la Turchia (51,8%).

A livello internazionale Filippine e Hong Kong mostrano una percentuale di gravi ritardi superiore al 30%. Le imprese Taiwanesi sono invece le più puntuali (75,1%), segue il Messico (70,6%) e gli Stati Uniti (49,2%).

Il settore dell’Edilizia, dopo anni di incertezze, sembra essersi stabilizzato anche se rimangono alti i pagamenti giunti con grave ritardo, cresciuti del 7% nel corso dell’ultimo anno” – commenta Marco Preti, amministratore delegato CRIBIS D&B. “Durante la crisi le aziende edili hanno vissuto un forte cambiamento nella gestione dei pagamenti e del credito commerciale e ora è possibile tirare le somme di questo nuovo contesto. Da un lato, le aziende operano oggi in un ambiente più complesso e rischioso rispetto al passato: fallimenti più frequenti, maggiore volatilità dell’affidabilità delle controparti, forte rischio di ritardi e insoluti anche dai clienti storici più fidelizzati. Dall’altro, hanno imparato a gestire meglio il credito commerciale, rendendolo un elemento centrale della gestione della clientela”.

La conferma arriva proprio dall’osservatorio privilegiato su migliaia di clienti rappresentato da CRIBIS D&B: le aziende che hanno raggiunto i migliori risultati sono quelle che hanno affrontato il problema dei ritardi e degli insoluti con un approccio più evoluto e sofisticato, adottando ad esempio un più attento monitoraggio della clientela e differenziando le strategie in funzione della tipologia di clientela.

In altre parole – conclude Preti – le imprese che hanno investito nella gestione del credito commerciale, in procedure, strumenti e persone, possono ora affrontare la ripresa con maggiore sicurezza e fiducia”.

 

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