L’ORTO VERTICALE DI BIBER ARCHITECTS

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Pareti coltivate trasformano i condomìni cittadini in vere e proprie fattorie urbane.

(Milano – Settembre 2015)  Oltre quaranta varietà di vegetali, tra verdura, frutta e cereali, coltivate dentro pannelli riempiti di un medium o substrato di crescita, realizzato con bottiglie di plastica riciclate e irrigato con un sistema a goccia. E’ l’orto verticale del Padiglione degli Stati Uniti a Expo Milano 2015, elemento architettonico centrale che caratterizza l’opera firmata dallo studio Biber Architects di New York, e accoglie i visitatori del Padiglione come primo e significativo esempio della capacità di innovazione made in USA. Grande come un campo da calcio, l’orto verticale motorizzato del Padiglione Usa riveste un lato intero dell’edificio per quasi 700 metri quadrati. Ogni due settimane produce un raccolto generato dalle 42 qualità di ortaggi che vi vengono coltivati.


Le “vertical farms” che utilizzano la tecnica di coltivazione fuori suolo detta “idroponica” promettono di essere la risposta alla progressiva scarsità di terreno da adibire a uso agricolo. James Biber, pluripremiato architetto con una formazione da biologo, ha progettato il Padiglione con l’idea di promuovere l’utilizzo di queste soluzioni nelle aree urbane. Il primo progetto a livello sperimentale è stato realizzato da Biber con i suoi studenti a New York, in una zona popolare sprovvista di supermercati, con un approccio fortemente sociale. L’obiettivo di Biber è ricostruire in un contesto metropolitano coltivazioni in grado di provvedere al fabbisogno di ogni singolo condominio che ospiti un orto, creando tra l’altro un legame forte tra gli abitanti e i prodotti che coltivano direttamente.


L’idea degli orti verticali non è nuova, ma generalmente questi vengono utilizzati come elementi decorativi. “I see vertical farms as urban farms“: nella visione di Biber gli orti verticali diventano invece vere e proprie fattorie in città, dalla vocazione pienamente ecologica. L’acqua da irrigazione è completamente riciclata, in quanto viene accumulata attraverso un sistema di raccolta di acque piovane che recupera le eccedenze, ossia l’acqua non assorbita dalle piante, e la riutilizza per le successive irrigazioni o la convoglia nei canali di raccolta delle aree pubbliche. Questa tecnologia agricola, particolarmente indicata per le coltivazioni nei climi aridi, si chiama ZipGrow Towers ed è sviluppata dalla start-up americana Bright Agrotech.


La base di coltivazione è costituita da pannelli realizzati da 18 contenitori riciclati di circa 5 kg ciascuno, ricoperti da un materiale composto da terra e acqua. La seminagione avviene con semi no OGM della Baker Creek Heirloom Seeds, una sorta di istituzione di questo settore negli Stati Uniti, che con 1750 varietà di vegetali è in grado offrire la più ampia e qualificata scelta. La consulenza sulla varietà di piante coltivate è fornita dalla Dlandstudio, mentre l’installazione e la manutenzione dell’intero orto sono curate dalla Peverelli srl.

Biber Architects

Biber Architects è un team di architetti e progettisti di grande esperienza, guidati da James Biber, FAIA LEED. Formatosi dapprima come biologo, poi come architetto, Biber ha esercitato per più di 25 anni in un ambiente multi-disciplinare. Il suo lavoro riflette l’idea di architettura come espressione individuale imprescindibile dal suo linguaggio formale e strutturale. Numerosi i progetti realizzati da Biber Architects: il Museo Harley-Davidson a Milwaukee, ville private negli Hamptons, la Biblioteca Pubblica di Brooklyn, il Dipartimento di Progettazione e Costruzione di New York, il college Macaulay Honors dell’Università di New York, il National Millennium Time Capsule. Per ulteriori informazioni, visitare il sito Biber Architects e i profili Facebook, Twitter e Instagram @biberarchitects.

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