Cersaie presenta “Reinventing the city” con Markus Bader di Raumlaborberlin e Arturo Franco Díaz

Reinventare la città, non considerandola solo un insieme di edifici e strade, ma un luogo vivo dove le persone interagiscono e entrano in relazione tra loro; dialogare con gli spazi urbani in modo costruttivo e attento ai diversi aspetti ed esigenze di chi li vive.

Era incentrato su questo tema il convegno tenutosi a Cersaie dal nome “Reinventing the city” che rientra nel programma culturale della fiera “costruire abitare pensare”. Sul palco della Galleria dell’Architettura sono saliti i due architetti Markus Bader di Raumlaborberlin e Arturo Franco Díaz: a dialogare con loro, il prof. Fulvio Irace del Politecnico di Milano.

Una città senza storia non è una città – ha esordito Arturo Franco nel suo intervento – ma solo un agglomerato di costruzioni senza anima”. Arturo Franco non ha mai smesso di conciliare la critica architettonica, l’insegnamento, la ricerca e l’esercizio professionale. È stato per più di dieci anni critico di architettura del quotidiano ABC, e ha diretto programmi radiofonici, dibattiti, congressi e seminari relativi all’attualità e al futuro della professione. Dal 2008 dirige la rivista del Collegio Ufficiale degli Architetti di Madrid, dando il via alla fase Fundamentos. Attualmente è professore associato del dipartimento di composizione architettonica presso la Escuela Politécnica di Madrid e professore ospite alla Universidad Pontificia di Salamanca. Durante la sua presentazione, Arturo Franco ha illustrato i diversi interventi realizzati nel Matadero di Madrid, ex mattatoio, che gli hanno permesso di essere selezionato tra i giovani architetti spagnoli di maggior successo da parte del quotidiano El País, la Fundación Caja de Arquitectos, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (JAE).

Raumlabor Berlin non è uno studio che elabora una tecnica architettonica convenzionale – ha affermato Markus Bader visiting professor presso la Scuola d’Arte, Architettura e Design di Praga e insegnante presso la Facoltà di Architettura di Düsseldorfma rappresenta piuttosto un laboratorio sperimentale composto da architetti, urbanisti e artisti, che si confronta con professionisti di altri settori:  designer, registi, musicisti, etnologi e sociologi”. Raumlabor Berlin è un gruppo di architetti associati, con sede a Berlino, fondato nel 1999 da sei architetti, che affronta i problemi della riqualificazione urbana attraverso una struttura collaborativa incentrata sugli scambi con i diversi utenti e il legame sociale con i residenti delle diverse città. Esempi di questa nuova pratica sono progetti come Der Berg (2005), un’istallazione spaziale nell’ex Palazzo della Repubblica di Berlino, o il « Eichbaumoper (2009), un laboratorio urbano per la riconquista di un nodo di transito trascurato nello spazio pubblico. “L’architettura non è una questione di controllo e ordine – conclude Bader – ma è una fluidità delle forme e commistione di idee, un concetto più filosofico che realmente costruttivo”.

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