Cino Zucchi al Marmomacc con “New Karnak” per Grassi Pietre

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L’installazione di Grassi Pietre, intitolata “New Karnak“, nasce dalla matita dell’architetto Cino Zucchi. La forma è quella di un cuneo lapideo sghembo, attraversato da gradini in pietra di Vicenza Bianco Avorio (in finitura carteggiata) che salgono verso uno stretto taglio di luce o si specchiano in un pavimento levigato, in granito nero. La forma che richiama alla mente una piramide, ultramoderna, ha una chiara ispirazione che arriva da molto lontano. Lo scheletro in acciaio la rende più che mai moderna.

Di colore chiaro con sfumature beige, il Bianco Avorio è la pietra di Vicenza più tradizionale. Molto utilizzata per le sculture classiche, è anche adatta a realizzare rivestimenti interni ed esterni, scale, pavimenti e ogni altro elemento di edilizia. Risultato della sedimentazione di differenti fossili, la pietra di Vicenza Bianco Avorio ha una base uniforme grazie alla grana fine di cui si compone ma, vista la presenza di alghe fossili, si contraddistingue per l’aspetto “fiorito“.

Prima ancora dell’architrave, della volta, e delle altre “figure” architettoniche legate alla costruzione in pietra, esiste l’atto fondativo dell’accumulazione. La biblica Torre di Babele appare solo un’ambiziosa variante collettiva delle pile di sassi erette da ignoti per segnare un percorso montano o un luogo degno di memoria. La forma semplice della piramide continua ad affascinare: della natura ha la scala della montagna, dell’uomo ha l’esprit de géométrie e il mistero del numero. Nel suo interno gelosamente custodito, gallerie megalitiche incombono sull’esploratore coraggioso alla ricerca dei suoi segreti, vuoti nei quali corsi di massi sovrapposti progressivamente aggettanti verso la sommità – tecnica nota come “corbelling” – formano una caverna smisurata a forma di piramide cava. La piramide, figura arcaica per eccellenza, riappare curiosamente nei periodi di crisi e rifondazione dell’architettura: nel gigantismo dei disegni di Etienne-Louis Boullée, in progetti di “moderni” quali quelli di Ivan Leonidov, Le Corbusier, Louis Kahn, o nelle grandi utopie urbane di Paolo Soleri o dei Metabolisti giapponesi. Ma le dense megastrutture raffigurate da questi ultimi come cura alla densità urbana sono presto diventate le scenografie inquietanti di film come Blade Runner.

L’installazione per la sezione “Vertigo” di Marmomacchine ha la forma di un cuneo lapideo di forma sghemba, attraversato da gradini in pietra che salgono verso uno stretto taglio di luce o si specchiano in un pavimento levigato. Essa vuole mettere in scena il “grado zero” della costruzione in pietra per impilamento, e al contempo evocare – attraverso l’artificio ambiguo del modello in scala – le “nuove piramidi” delle metropoli contemporanee, proiettate alla ricerca di un futuro possibile.

CINO ZUCCHI

Nato a Milano nel 1955, ha conseguito il B.S.A.D. presso l’M.I.T. nel 1978 e la Laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano nel 1979, dove è Professore Ordinario di Composizione Architettonica e Urbana. Nel 2014 è stato curatore del Padiglione Italia alla 14. Biennale di Venezia. Insieme allo studio CZA ha progettato e realizzato edifici residenziali, commerciali, industriali, uffici, musei, spazi pubblici, master-plan e recuperi urbani di aree industriali e storiche in Italia e all’estero.

Grassi Pietre

Attiva dal 1850, da sempre coniuga sapere artigiano e nuove tecnologie, trasformando in realtà le idee di designer e architetti, creando con loro e per loro infinite soluzioni innovative. Perizia, passione e approfondita conoscenza della materia prima consentono alla realtà vicentina di creare soluzioni efficaci, eleganti e durevoli, offrendo un servizio completo. L’azienda di Nanto offre una vasta gamma di textures di pietra di Vicenza alla quale affianca la produzione di marmi e di Pietranova, agglomerato di cemento e pietra di Vicenza, dalle caratteristiche uniche, ecologico e certificato CE.

 

 

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