Il Centro Studi del Vetro riceve l’Archivio di Vinicio Vianello

E’ stato firmato oggi dal nipote Toni Follina, l’atto formale con cui egli dona alla Fondazione Cini oltre 2000 tra disegni, progetti e documenti, dall’archivio personale del noto designer veneziano.

E’ stato firmato oggi sull’Isola di San Giorgio Maggiore, l’atto formale con cui l’architetto Toni Follina, nipote di Vinicio Vianello (1923-1999), dona al Centro Studi del Vetro della Fondazione Giorgio Cini l’archivio del pittore e designer veneziano, vincitore di una Medaglia d’Oro alla IX Triennale di Milano nel 1951 e del Compasso d’Oro nel 1957. Il fondo Vianello costituisce un importante nucleo di documentazione: oltre 1.300 esemplari in originale, fogli relativi alla progettazione e produzione di vasi, lampade, progetti d’illuminazione su interventi architettonici e urbanistici realizzati in Italia e all’estero, circa 550 riproduzioni fotografiche, numerosi cataloghi e brevetti, articoli di rassegna stampa e pubblicazioni del maestro Vinicio Vianello relativa al settore del vetro.

“La particolare attenzione alla storia ed evoluzione dell’arte da parte della prestigiosa Fondazione Giorgio Cini in questo caso dell’arte del vetro, – ha affermato Toni Follina – ha motivato in modo determinante il mio gesto di donazione dell’Archivio Vinicio Vianello per quel significativo momento storico in cui ha operato lo zio con le sue sperimentazioni all’interno della storia dell’arte vetraria di Murano.”

Nello specifico l’archivio comprende i disegni originali realizzati anni Cinquanta, quando Vianello produce e brevetta lampade in vetro soffiato, ma concepite come oggetti industriali di serie, ad esempio la famosa lampada Nelson (1957) pubblicata più volte da riviste prestigiose come Domus. E ancora, i disegni progettuali di elementi di illuminazione per interventi architettonici urbani, la documentazione originale dei vasi asimmetrici Torre vegetale, Scoppio a Las Vegas e Reazione nucleare, i progetti per prototipi di elementi di illuminazione pensati per lo sfruttamento delle fonti alternative di energia, studiati negli anni Settanta e purtroppo mai realizzati; disegni di opere in scala architettonica come la bandiera ziggurat in vetro di Murano del Monumento al milite ignoto di Baghdad, realizzato tra il 1979 e il 1982 in collaborazione con Marcello d’Olivo, ancora esistente.

Costituito nel 2012 nell’ambito del progetto LE STANZE DEL VETRO, all’interno dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Cini, il Centro Studi del Vetro concentra le proprie attività sulla costante acquisizione, catalogazione e conservazione di fondi artistici e di archivi storici delle vetrerie veneziane muranesi, costituiti soprattutto da disegni e progetti, carteggi e documentazione, cataloghi di produzione, rassegna stampa e riproduzioni fotografiche. Materiali unici e rarissimi, fonti di riferimento storico, artistico e scientifico non solo per ricercatori e appassionati del vetro, ma anche per la realizzazione di percorsi didattici in collaborazione con Scuole e Università.

L’Archivio e la Biblioteca del Centro Studi del Vetro sono aperti per la consultazione, previo appuntamento, dal lunedì al venerdì, con i seguenti orari: 9.30 – 13 / 14 – 17.

Vinicio Vianello (1923-1999) nasce a Venezia. Pittore e designer, si diploma all’Accademia di belle arti della città lagunare nel 1945 ma già dal 1941 inizia l’attività espositiva partecipando da quell’anno ad importanti mostre collettive. Alla fine degli anni Quaranta entra in contatto con letterati e artisti milanesi avvicinandosi al movimento spazialista firmandone i Manifesti più emblematici. Nel 1948 espone per la prima volta alla Biennale di Venezia e inizia la sua attività di disegno e di progettazione di opere in vetro. La mostra personale alla Galleria Barbaroux di Milano del 1950 segna l’apertura verso ambiti operativi, tecniche e materiali diversi dalla pittura, preannunciando le sperimentazioni dell’inizio del decennio successivo. Da quell’anno, infatti, è invitato a tutte le rassegne nazionali e internazionali del vetro, tra cui la Biennale di Venezia (dal 1948 al 1962 e nel 1972) e le Triennali di Milano (dal 1951 al 1957), tra i riconoscimenti si ricordano la Medaglia d’Oro alla IX Triennale di Milano (1951), nel 1957 il Gran Premio alla XI Triennale di Milano e il Compasso d’Oro. Elabora le tecniche spaziali sia in ambito pittorico, come nelle famose opere del ciclo Rocket, sia nelle arti decorative, come nei vasi ‘asimmetrici’, Torre vegetale, Scoppio a Las Vegas e Reazione nucleare.

La posizione preminente assunta negli ambienti culturali di quegli anni è documentata anche dal ruolo assunto, a fianco di Franco Albini e Carlo Scarpa, di fondatore e docente del Primo Corso sperimentale di progettazione per disegnatori industriali e artigiani di Venezia, nonché dalla curatela di varie mostre dedicate al vetro muranese, itineranti in Europa e Stati Uniti, dove espone anche le sue opere in dialogo continuo fra produzione artigianale e approccio progettuale contemporaneo.

Il lavoro di ideazione e realizzazione di apparecchi e sistemi di illuminazione assorbono l’attività di Vinicio a partire dai primi anni Sessanta, mentre la metà degli anni Settanta coincide con l’attenzione rivolta al campo scientifico approfondendo lo studio per lo sfruttamento delle fonti alternative di energia, a seguito del quale ha ricevuto significativi incarichi Cee. L’interesse verso il vetro si rinnova nella seconda metà degli anni Ottanta con una nuova produzione. 

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