ZAHA HADID E LE SUE OPERE

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di Ing. Mario MANCINI

>> Sul panorama internazionale delle grandi opere di architettura viene a mancare una delle migliori interpreti dello scorso secolo e di quello in corso: Zaha Hadid.
L’architetta di origine irachena ha lasciato il segno in tutto il mondo e personalmente nel mio girovagare ho potuto vedere e ammirare molte delle sue creazioni al di fuori del comune.
I più assidui lettori di questo sito ricorderanno la mia descrizione del ponte Sheik Zayed di Abu Dhabi, il biglietto da visita di entrata in città per coloro che provengono da Dubai e percorrono l’autostrada diretta nella capitale dell’Emirato, per tutti si può rileggere l’articolo al link: http://lnx.costruzioni.net/2010/11/un-miliardo-di-dirham-per-sheik-zayed-bridge/

Nella mia permanenza nell’Emirato per circa tre anni ebbi la fortuna di vederne la costruzione e le difficoltà operative per la sua realizzazione e spesso passavo e mi fermavo nei giorni di festa a vedere il progredire dei lavori e qualcosa di affascinante ti avvolgeva nel vedere questa affascinante struttura venir su con una linea diversa da tutti gli altri ponti conosciuti.
Sempre negli Emirati in quel periodo erano in bella mostra presso l’Emirates Palace Hotel di Abu Dhabi i progetti vincitori del Cultural District dell’isola di Saadiyat (http://www.saadiyat.ae/en/inspiration-details/1/Saadiyat-Cultural-District ) che lo Sceicco Al Nayan aveva fortemente voluto per trasformare l’isola in un distretto culturale e di lì a poco sarebbero stati realizzati: il Guggenheim di Frank Gehry, il Louvre Abu Dhabi di Jean Nouvel, lo Zayed National Museum di Norman Foster, il Maritime Museum di Tadao Ando e il Performing Arts Center di Zaha Haid.
In quell’occasione pensai al nostro patrimonio d’arte e ai tanti musei che abbiamo in Italia e non capivo la ragione del perché i nostri ministeri competenti non avessero mai proposto e offerto scambi culturali con chi è affamato delle nostre bellezze e ha anche la possibilità economica di poter far arrivare opere d’arte da tutto il mondo e metterle in bella mostra per la propria cittadinanza e un’ulteriore attrazione per i molti turisti. Tanto che mi rivolsi alla nostra Ambasciata e scrissi anche al Ministero per sollecitare proposte da sottoporre alle autorità locali che sicuramente sarebbero state ben accolte, ma senza ricevere alcuna risposta e infatti pubblicai con rammarico un articolo che potete leggere ancora al link: http://lnx.costruzioni.net/2009/08/abu-dhabi-perche%E2%80%99-noi-no/

Ora questi progetti stanno diventando realtà e la costruzione di alcuni è in via di ultimazione e saranno ben presto usufruibili per le più svariate manifestazioni. Un altro sogno che diventa realtà.

A novembre dello scorso anno per il Congresso Mondiale sulle Strade ebbi la fortuna di andare a Seul e non mi feci certo sfuggire una visita al Dongdaemun Design Plaza chiamato per brevità DDP, da poco tempo ultimato (inaugurato il 21.03.2014) con uno sviluppo urbano di 38.000 m2 nel cuore della città e nel distretto dello shopping continuo per 24 ore al giorno, facilmente raggiungibile in metro e crocevia delle linee 2, 4 e 5 che in quella fermata si intersecano. Il parco verde sul tetto è calpestabile, i suoi spazi interni sono immensi, le sue forme curve e allungate sono uniche, grazie a quest’opera Seul si è aggiudicata il titolo nel 2010 di World Design Capital. Particolare il campo di migliaia di fiori alti poco più di un metro che di notte si accendono con uno spettacolo multicolore di luci.

In precedenza per i giochi olimpici di Londra del 2012 avevo visto l’Acquatics Centre, ispirato alla geometria fluida dell’acqua in movimento, in cui spazi interni si amalgamano con il paesaggio esterno fluviale del Parco Olimpico. Anche qui il tetto ondulato a doppia curvatura riproduce l’evolversi dell’onda.

Anche a Roma l’architetta ha lasciato il segno con il Maxxi di Via Guido Reni, incorporando le facciate della vecchia caserma Montello lungo la strada principale e sfruttando gli enormi spazi con aree per funzioni museali, laboratori di ricerca, spazi di accoglienza e commerciali, spazi per eventi, tutto ben amalgamato e con percorsi interni a più livelli e sempre ben illuminati dalla luce esterna. Attualmente uno degli spazi interni migliori è occupato dalla mostra delle opere e dei disegni di un altro genio dell’ingegneria: Pier Luigi Nervi. Proprio in quel quartiere che lo vide protagonista con lo Stadio Flaminio, il Palazzetto dello Sport e il viadotto di Corso Francia per le Olimpiadi del 1960.

Ancora in Italia lascia incompiuto il grattacielo di Milano CityLife denominato “Lo Storto” (http://www.repubblica.it/economia/2015/11/27/foto/terzo_grattacielo_citylife_milano_completa_il_suo_business_district-128294348/1/#1 ), ma un’ultima opera in corsa e attualmente in via di realizzazione proprio da parte di Astaldi è la stazione Alta Velocità di Napoli-Afragola. Qui si riconosce facilmente il suo stile, come un ponte sui binari, molto vicino all’opera di Abu Dhabi, dovrebbe diventare il cuore di una vasta riqualificazione del territorio e un passaggio per dare continuità al paesaggio e al parco da realizzare sui due lati del fascio di binari. Il progetto prevede una galleria commerciale che collega i due accessi alla stazione posti alle estremità est e ovest, una grande vetrata di oltre 5.000 m2 permetterà con un sistema di shader di diffondere in maniera controllata la luce solare diretta all’interno della stazione. Una bell’opera di cui andremo fieri per averla realizzata.

Tante sono ancora le sue opere in giro per il mondo che sarebbe troppo solo nominarle tutte, ma facilmente rintracciabili sul suo sito personale: http://www.zaha-hadid.com/
Grazie Zaha Hadid per tutte le opere che ci hai lasciato e che potremo ammirare nel tempo.

http://www.corriere.it/reportages/cultura/2016/zaha-hadid/?refresh_ce-cp
http://www.tpi.it/mondo/regno-unito/le-piu-belle-opere-di-zaha-hadid/acquatics-centre-londra-credit-toby-melville

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