Il linguaggio delle strutture. La scuola italiana di ingegneria

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Al Politecnico di Bari la storia dell’ingegneria strutturale in Italia sarà ripercorsa nel corso di una conferenza a cura di Fabio Fatiguso, Maurizio D’Amato e Vitangelo Ardito. Interverranno Sergio Poretti e Tullia Iori della Università Tor Vergata di Roma. In mostra fotografie e documenti inediti provenienti da archivi di tutta Italia.

Giovedì 19 maggio alle ore 10,00 nell’aula videoconferenze del Politecnico di Bari, si terrà la conferenza dal titolo “Il linguaggio delle strutture. La scuola italiana di ingegneria” a cura di Fabio Fatiguso, Maurizio D’Amato e Vitangelo Ardito. Interverranno Sergio Poretti e Tullia Iori della Università Tor Vergata di Roma. La lecture, che si basa sui risultati della ricerca: SIXXI – Storia dell’ingegneria strutturale in Italia, è una pièce a due voci che narra la straordinaria avventura di progettisti e scienziati e tratta la storia delle strutture che hanno fatto grande l’ingegneria italiana. Un viaggio che inizia dalla metà dell’Ottocento e si svolge lungo tutto il Novecento: una storia avvincente, a tratti singolare, che si snoda durante gli anni del miracolo economico, quando le opere degli ingegneri italiani (i più noti sono Pier Luigi Nervi e Riccardo Morandi, ma ci sono anche progettisti trascurati come Silvano Zorzi, Sergio Musmeci, Giulio Krall, Gino Covre e molti altri), diventano un punto di forza del Made in Italy e apportano un contributo fondamentale allo sviluppo dell’ingegneria moderna.

Il racconto è accompagnato da una collezione, in gran parte inedita, di fotografie d’autore e di documenti originali, raccolti in archivi di tutta Italia, che ripropongono l’universo figurativo scomparso dell’ingegneria strutturale.
La stessa conferenza è stata presentata tre settimane fa in occasione del MakING. Ingegneria italiana, eccellenza per il paese, organizzato dal CNI, Consiglio Nazionale degli Ingegneri al MAXXI di Roma.

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