IL CONTRIBUTO DELL’ANALISI DEL VALORE PER MISURARE LA SODDISFAZIONE DELLE ESIGENZE DA PARTE DI UNA QUALSIASI ENTITA’ NELLA VITA UTILE IPOTIZZATA O RICHIESTA DAL COMMITTENTE IN RAPPORTO ALLE RISORSE ECONOMICHE DA IMPEGNARE

di Pier Luigi Maffei – plmaffei@alice.it

Sommario

Essendo stato emanato dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in data 17.1.2018, Gazzetta Ufficiale del 20.2.2018, l’aggiornamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni, NTC_2018 ed evidenziati dall’Associazione Italiana Software Tecnico – AIST i cambiamenti rispetto alle NTC 2008, si è ritenuto utile mettere di nuovo in evidenza il contributo che può dare l’Analisi del Valore.

L’Analisi del Valore è, infatti, un metodo dotato di una tecnica operativa adatta a misurare la rispondenza alle esigenze di una qualsiasi entità, di tutte le componenti interessate al servizio che essa può offrire in rapporto alle risorse economiche, per un ipotizzato periodo di tempo (vita utile).

ANALISI DEL VALORE

L’Analisi del Valore (AV) è, più precisamente, un metodo dotato di una tecnica operativa con la quale è possibile valutare una qualsiasi entità (UNI EN ISO 8402:95) = idea, attività, processo, programma, prodotto, servizio, organizzazione o una loro qualsiasi combinazione, ai fini di corrispondere alle sette classi di esigenze, in rapporto alle risorse economiche necessarie per averla espressa (idea), per poterla svolgere (attività e organizzazione), per poterla gestire (processo), per poterne disporre e fruire (prodotto) per un determinato periodo di tempo (definito vita utile). L’importanza dell’Analisi del Valore per un’impresa è dimostrata dalla competitività che riesce a raggiungere comportando il miglioramento dei processi organizzativi e produttivi in rapporto alla sicurezza di chi opera e alla soddisfazione delle esigenze di tutti gli attori in gioco (stakeholders). Le attenzioni alle funzioni e alla utilità delle stesse e alle risorse da utilizzare per soddisfarle consente di tendere all’ottimizzazione della risposta funzionale che non esclude, ma porta con sé anche la risposta che si lega alle esigenze del mercato, la rispondenza agli aspetti sociali, psicologici, estetici, ecc.

L’Analisi del Valore (AV) fu ideata da Lawrence Delos Miles, Ingegnere Statunitense della General Electric Company nel 1943, durante la II Guerra Mondiale. Chiedendosi cos’altro avrebbe potuto esplicare la stessa funzione di un materiale esaurito, dette vita ad un metodo che si rivelò adatto a ricercare soluzioni alternative altrettanto valide, tali da consentire lo svolgimento delle stesse funzioni di quelle originaria, quando non addirittura migliorative ed ottenibili ad un costo più basso.

Negli anni ‘50, AV si diffuse nell’industria manifatturiera americana e fu adottata per la selezione degli acquisti di materiali e componenti. In particolare il Pentagono la applicò nelle realizzazioni militari. Successivamente una Risoluzione del Senato Statunitense rese obbligatorio il ricorso ad AV per lavori pubblici sopra una certa soglia, prevedendo una clausola incentiva per le imprese di costruzione che, a gara vinta, avessero proposto una eventuale diversa soluzione a parità di funzioni, con economie, fruendo l’Impresa del 55% dei vantaggi economici ottenuti, andando il 45% a vantaggio del committente pubblico. Una soluzione analoga è stata assunta in Italia con l’ordinamento in materia di lavori pubblici conseguente alla legge 109/1994.

A Pisa, presso la Facoltà di Ingegneria, l’Analisi del Valore venne insegnata già negli anni ’60, come ritrovato in una dispensa del Prof. Lucio Lazzarino, per molti anni Preside della Facoltà. Il primo Docente scrittore di un libro sulla materia è stato l’Ingegner Giacomo d’Ascanio nel 1977, avendo in atto esperienze nell’industria Piaggio di Pontedera, dove Corradino d’Ascanio inventò la Vespa.

AV fu presentata a chi scrive negli anni ’80 dall’Ingegner Filippo Borrello, presentato dal Professore di Economia e Commercio Giuseppe Bellandi. Borrello, Ingegnere Civile Italo Americano, aveva applicato AV per gli Stati Uniti d’America nell’Arabia Saudita. Nacque così la “Scuola Pisana del Valore” con riferimento allo Statuto della Facoltà di Ingegneria derivante dalla *Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, n. 215 del 19.8.1972, che introdusse l’Analisi del Valore come Insegnamento complementare per L’ingegneria Nucleare e Meccanica.

L’Ing. Borrello tenne in Facoltà di Ingegneria un Insegnamento a contratto. Seguirono applicazioni presso l’Istituto di Architettura e Urbanistica da parte di chi scrive, nello svolgimento di lezioni ed esercitazioni di Architettura Tecnica e di Tesi di Laurea, così come nelle attività di laboratorio e di ricerca in ambiti e situazioni ambientali, territoriali, urbanistiche e architettoniche.

Negli anni ’60 l’Impresa Fujita sperimentò in Giappone AV nella fase realizzativa, in cantiere, concentrando le attenzioni su punti critici, sui mezzi di trasporto, su aspetti operativi, sui tempi previsti per la realizzazione dell’opera, ecc.

AV è stata sviluppata presso il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Pisa negli anni ‘80 e ‘90 nel processo delle costruzioni civili e in particolare nella fase di programmazione degli interventi, partendo dall’analisi delle funzioni per un miglioramento delle stesse in rapporto alle risorse umane ed economiche disponibili per produrre l’opera presa in considerazione e per gestirla nella vita utile per essa ipotizzata.

Nel Dipartimento di Ingegneria Civile, per tre anni, ha tenuto un Corso a contratto di Analisi del Valore l’Ing. Costantino Melis.

Il parametro assunto per creare valore e per confrontare il valore di più soluzioni di una medesima entità presa in considerazione (idea, processo, programma, progetto, prodotto, servizio, organizzazione o una loro qualsiasi combinazione) è l’Indice di Valore (Iv), rapporto tra l’utilità delle funzioni (fw=function worth) esplicate dall’entità considerata per avere il servizio richiesto ai fini di dare soddisfazione alle esigenze dell’utente, in un certo luogo e per tutto un prefissato periodo di tempo (vita utile) ed il costo globale (gc=global cost) da sostenere, di cui c’è necessità per produrre l’entità e per esplicare dette funzioni, in determinate circostanze, stando all’interno delle risorse disponibili da impegnare a tal scopo nella vita utile ipotizzata per l’entità stessa.

L’Indice di Valore, presente in Dell’Isola, 1982 e Dandri, 1993, è stato sviluppato in Maffei, 1996, 1999, 2001  in fase di programmazione e di progettazione di interventi territoriali, prodotti e servizi. Esso consente di confrontare in termini misurati una soluzione originariamente prospettata ad un gruppo di lavoro AV (gAV), chiamato dal Responsabile di Procedimento a supportare il committente nelle proprie decisioni, con altre prodotte nella fase creativa. Da qui l’attività da svolgere che avrà fasi individuali obbligatoriamente alternate a fasi di lavoro in comune tra tutti i componenti il gruppo di lavoro AV (interdisciplina).

Rapportando l’utilità al costo globale, si introducono criteri di scelta programmatica e progettuale connessi al buon comportamento del prodotto nel tempo e al rispetto dei limiti invalicabili delle risorse economiche rese disponibili dal committente per la realizzazione dell’entità, così come in precedenza definita, e la gestione della stessa nella vita utile ipotizzata.

L’Indice di Valore esprime in maniera sintetica quanto valga la soluzione analizzata e quanto valgano le soluzioni alternative sottoposte ad analisi già dall’inizio dell’attività o espresse dal gruppo AV stesso. L’utilità delle funzioni, portando con sé la risposta a tutte le esigenze di tutte i componenti in gioco (stakeholders), colloca quindi la Qualità della soluzione analizzata all’interno del Valore di Miles, offrendo in modo misurato il rapporto tra le funzioni che l’entità consente di esplicare e le risorse necessarie per soddisfarle nella vita utile, entrando così nel merito della gestione.

 

Pare utile ricordare che l’Indice di Valore (Iv) è un parametro numerico omnicomprensivo che consente di valutare le entità nella proposta originariamente analizzata messa a confronto con soluzioni alternative, prodotte dal gruppo AV nella fase della creatività.

In altre parole Iv è l’Indice di valore che esprime l’utilità delle funzioni (function worth) esplicate da una entità per rendere un determinato servizio, in un ipotizzato periodo di tempo (vita utile ipotizzata), in un determinato luogo ed in determinate circostanze, stimata dal gruppo AV in termini di “disponibilità a pagare” un determinato importo in moneta per ogni funzione considerata, nel momento, nel luogo e nelle circostanze in cui ci si trova ad operare, e quindi per tutte le funzioni esplicate dall’entità presa in considerazione e Gc è il costo globale da sostenere per poterle esplicare, calcolato in rapporto alle funzioni stesse (Global cost).

Caratteristiche del metodo AV sono: l’universalità dell’oggetto da valutare (entità), il rigore con il quale si forma il gruppo di lavoro (gAV) coordinato da un esperto dell’Analisi del Valore, un’organizzata attività interdisciplinare coordinata e condotta per fasi, la misura della soddisfazione delle esigenze in base al servizio da rendere in determinate circostanze.

La definizione di utilità in rapporto alle risorse di cui c’è necessità per potere esplicare le funzioni richieste comporta quindi un approccio basato su attività organizzata di gruppo (attività interdisciplinare coordinata da un esperto AV) svolta per conto del committente e/o dell’utilizzatore/utente da esperti di varie discipline e da non esperti; lo spazio dato all’analisi funzionale e alla creatività (brain storming), allorché si simula un approccio comportamentale teso al raggiungimento di predeterminati obiettivi vengono meglio precisati durante lo sviluppo delle fasi di attività stessa. Questo comportamento è tipico  della tecnica operativa, strutturata su cinque fasi, oltre ad una eventuale implementazione.

Esse sono:

  1. informazione
  2. analisi funzionale e creatività
  3. valutazione e selezione
  4. sviluppo delle soluzioni prescelte
  5. presentazione della soluzione di maggior valore

L’Analisi del Valore è prevista dall’ordinamento italiano in materia di lavori pubblici (leggi 109/94, 415/98, 144/99, Regolamento generale e Capitolato generale d’appalto), ordinamento dal quale sono derivati chiarimenti su attività, figure, ruoli e responsabilità degli attori del processo, potendo di conseguenza riconoscere ben definite responsabilità per ciascuno di essi, a cominciare dal Responsabile del Procedimento (RP).

Per scegliere fra la soluzione di prima ipotesi e altre in alternativa, il legislatore introdusse l’Analisi del Valore in fase di progettazione nell’articolo 15, comma 11, del DPR 554 – Regolamento Generale e nell’art. 11 del Capitolato generale d’appalto delle opere pubbliche, consentendo alle Imprese vincitrici di gara, l’opportunità di proporre con l’Analisi del Valore soluzioni alternative a quella oggetto di gara, purché si dimostri che quanto proposto comporti il miglioramento funzionale e/o il maggior grado di fattibilità in sicurezza in cantiere a parità di costi o a minor costo; in questo ultimo caso è previsto che il 50% dell’entità risparmiata dalla comunità vada all’Impresa proponente (clausola incentivante).

Coloro che hanno avuto occasione di applicare AV nelle quattro fasi del processo dei lavori pubblici: programmazione, progettazione, realizzazione e gestione hanno potuto riscontrare i vantaggi derivanti dal fatto di operare con strumenti rigorosi nel comparare più soluzioni fin dagli Studi di Fattibilità e nella redazione di Documenti preliminari all’avvio della progettazione (Dpp), documenti che comprendono tutti quei dati di ingresso senza i quali i gruppi di progettazione non potrebbero operare con possibilità di verifiche in corso di attività.

Con AV è possibile “programmare” con rigore, su basi statistiche, rapportando la resa ai servizi che l’opera dovrà dare in termini di efficienza e di efficacia nel tempo considerato, sempre attenti a dare risposte congruenti alla logica dello sviluppo sostenibile. Gli elementi contenuti nel Dpp costituiscono per il Responsabile del Procedimento (RP) il riferimento nelle verifiche esterne in fase di progettazione e nella validazione del progetto esecutivo allorché si tratta di verificare la corrispondenza dei contenuti degli elaborati a tutti gli elementi compresi nel Documento preliminare all’avvio della progettazione (Dpp).

Nell’anno 2004, la Regione Veneto ha introdotto AV come obbligatoria nell’art. 10.

LEGGE REGIONE VENETO 7 novembre 2003, n. 27 (in B.U.R. 11 novembre 2003 n. 106) – Disposizioni generali in materia di lavori pubblici di interesse regionale e per le costruzioni in zone classificate sismiche.

Art.10
Verifica e validazione del progetto.

  1. La verifica e la validazione del progetto sono effettuate dal responsabile del procedimento, che si avvale degli uffici tecnici, secondo le modalità previste dalla normativa statale.
  2. La verifica e la validazione possono essere attribuite anche ad organismi di controllo accreditati ai sensi della normativa europea della serie UNI-CEI-EN 45000, nonché ad altri soggetti esperti in possesso di adeguata qualificazione, individuati, qualora l’importo dell’incarico sia inferiore alla soglia comunitaria, in soggetti di fiducia della stazione appaltante.
  3. Per i lavori di speciale complessità o di particolare rilevanza sotto il profilo tecnologico, la validazione del progetto deve dare atto, certificandola, che la progettazione è stata effettuata mediante l’impiego della tecnica dell’analisi del valore.

E’ utile evidenziare il vantaggio economico che può derivare ai progettisti dal sottoporsi a verifiche interne (design review), preordinate con rigore per tendere all’ottimizzazione della risposta funzionale che non esclude, ma porta anzi con sé anche la risposta che si lega agli aspetti sociali, economici, estetici, ecc., così come nel settore edilizio allorché ad ogni scelta tipologica possono corrispondere risparmi energetici e ad ogni accurata scelta di materiali e componenti possono corrispondere compatibilità, integrabilità, manutenibilità e durabilità del sistema proposto. Con l’abbattimento del rischio di incompletezza degli elaborati, di errori ed omissioni e di mancata risposta funzionale della soluzione proposta in rapporto alle risorse economico-gestionali per realizzare e per gestire l’opera durante la vita utile ipotizzata, i progettisti potranno anche ottenere polizze più vantaggiose, stante il minor rischio che corrono le compagnie di assicurazione.

Applicando l’Analisi del Valore si assumono come dati d’ingresso nelle fasi di programmazione e di progettazione le esperieze fatte in fase di realizzazione e di gestione, potendo ottenere eccellenti risultati e forti guadagni in termini di spese di esercizio adeguate alle prestazioni raggiunte, fino a poter in breve tempo recuperare gli eventuali maggiori costi di produzione. Analizzate le funzioni e formulate eventuali proposte alternative si sviluppano e valutano la soluzione originaria e le alternative prescelte, sottoponendole in ordine di proprietà all’attenzione di coloro ai quali competono le scelte e le decisioni.

AV può essere assunta a supporto delle decisioni anche nella scelta del più opportuno tipo di finanziamento di un’opera pubblica, allorché si tratti di mettere a confronto soluzioni tradizionali di finanziamento pubblico e quella tipica della finanza di progetto (project financing), per favorire la compartecipazione del “privato” in fase di produzione, assicurando ad esso un congruo ritorno economico in fase gestionale. La tecnica AV che valuta le funzioni primarie principali (necessarie e richieste) e le funzioni primarie complementari (non necessarie, ma motivatamente richieste) consente, infatti, di “depurare” l’entità presa in considerazione dalle funzioni non necessarie e non richieste (secondarie), che, come tali porterebbero ad inutili incrementi dei costi globali e quindi a sprechi di risorse.

Trattandosi di sicurezza nei cantieri edili e nei luoghi di lavoro, la valutazione dei rischi relativi a più soluzioni ipotizzate può essere ricondotta alla stima di un unico parametro numerico che racchiuda in sé tutti gli aspetti interessati: l’Indice di Valore (Iv), rapporto tra l’utilità delle funzioni prese in considerazione (function worth – FW) ed il costo globale ad esse relativo (function global cost – FC).

Il ricorso ad AV e alle tecniche operative di cui si avvale consente di evitare soluzioni precostituite che potrebbero risultare non rispondenti agli obiettivi, ai vincoli, alle prestazioni attese, alle classi di esigenze, ai requisiti derivanti dai vincoli, alle risorse per produrre e alle risorse per la gestione nella vita utile ipotizzata per l’entità presa in esame.

L’Analisi del Valore è stata applicata nella determinazione dei costi standardizzati delle opere pubbliche presso l’Autorità per la vigilanza sui contratti di lavori, forniture e servizi pubblici e presentata in un Documento per la promozione della finanza di progetto (project financing) presso l’Unità tecnica Finanza di Progetto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Dal “Design to Cost” e dal Rapporto “costi-benefici” all’Analisi del Valore

Introducendo l’Indice di Valore si superano i limiti del “design to cost”, mera ricerca di riduzione dei costi con il rischio di portare a soluzioni incapaci di garantire il servizio richiesto, e quindi senza corrispondere alle esigenze di tutti gli attori in gioco (stakeholders) e, fatto assai importante anche dal punto di vista educativo, si inverte il più conosciuto e praticato metodo “costi-benefici”, anteponendo le considerazioni sull’utilità (benefici) ai costi, e ricercando le condizioni per avere il massimo dell’utilità possibile sulla base delle risorse umane ed economiche di cui si può disporre, capitale che si intende investire su quella determinata operazione, per ottenere quel ben determinato servizio nel tempo.

Non si tratta quindi di una semplice inversione di un rapporto, bensì di introdurre AV come metodo e tecnica operativa caratterizzata da un rigoroso lavoro di gruppo interdisciplinare, tali da far corrispondere a soluzioni di maggior valore un parametro più grande e di consentire di porre le varie soluzioni sul tappeto in ordine di valore, contribuendo così al compimento di utili decisioni e scelte.

 

L’Indice di Valore nella determinazione dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa

Il “Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture”, approvato dal Consiglio dei Ministri del Governo italiano il 13/01/2006, prevede esplicitamente di individuare un parametro unico numerico finale (art. 83 dal titolo “Criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”) per verificare se un’offerta risulti o meno compatibile rispetto alle prestazioni attese, sia dal punto di vista qualitativo (valore tecnico ed estetico delle opere progettate, modalità di gestione, ecc.) che quantitativo (costo globale, tempo di esecuzione dei lavori, rendimento, ecc.).

L’Analisi del Valore (UNI EN 1325-1:1998, UNI EN 1325-2:2005, UNI EN 12973:2003) presenta come parametro unico numerico omnicomprensivo l’Indice di Valore, capace di far emergere nelle gare di affidamento di appalti pubblici quale sia l’offerta economicamente più vantaggiosa, avvalendosi di tecniche operative come, per esempio, il confronto a coppie, raffrontando l’utilità tradotta in termini monetari ai costi di produzione o globali, somma del costo di produzione e di gestione nella vita utile ipotizzata per l’entità in esame, evidenziando quale sia la proposta di maggior valore in rapporto alle risorse a disposizione, sia per produrre, sia per gestire.

Sul significato di “economicamente”

Il significato autentico dell’avverbio “economicamente” è riscontrabile sui dizionari della lingua italiana: “economia” deriva dalla parola greca “oikos”, che significa casa, ovverosia quanto più di necessario alla persona umana, dimora pensata e realizzata per poter esplicare funzioni che abbiano al centro delle attenzioni l’utilità, in rapporto alle risorse di cui si dispone e che si intende impiegare per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Il criterio da adottare per stabilire quale sia l’offerta economicamente più vantaggiosa, deve pertanto essere improntato a poter giudicare e valutare tra le soluzioni prospettate quella che offra le maggiori garanzie in merito al “servizio” che si intende offrire, al risultato che si intende conseguire, considerando che nel concetto di utilità sono insite tutte le sette classi di esigenze: sicurezza, benessere, fruibilità, aspetto, gestione, integrabilità e salvaguardia dell’ambiente (UNI 8289:1981).

Ne deriva che la scelta non debba ricadere necessariamente sull’offerta caratterizzata dal minor costo, ma dal maggiore valore relativo, vale a dire dal rapporto utilità/costo. Di solito, il costo assunto a riferimento è quello di produzione, ma c’è da augurarsi che venga quanto prima deciso di assumere quello globale, in quanto ciò che conta è considerare in fase di programmazione e progettazione il comportamento dell’opera nel tempo e le economie che possono essere conseguite a un maggior costo di produzione finalizzato alla gestione (esercizio, manutenzione, energia, ecc.)

Per raggiungere il risultato di poter stabilire un razionale e misurato confronto tra le offerte con l’obiettivo di avere il massimo di utilità possibile spendendo il giusto, nel tempo, si suggerisce di ricorrere all’Analisi del Valore (AV), metodo ideato da Lawrence D. Miles agli inizi degli anni ’40, che si avvale di una tecnica operativa interdisciplinare alla quale si può ricorrere allo scopo di verificare la rispondenza funzionale di qualsiasi entità (idea, progetto, prodotto, servizio o una loro qualsiasi combinazione), sulla base di comprovate esigenze, nel rispetto di vincoli e prestazioni attese, con le risorse a disposizione.

L’Analisi del Valore (AV), mediante l’Indice di valore (value Index), rapporto fra l’utilità della soluzione esaminata (minimo prezzo stimato che si é disposti a pagare per ottenere le funzioni primarie esplicate, in un dato luogo ed in determinate condizioni ambientali – ed il costo di produzione, oppure globale, somma del costo di produzione e di gestione nella vita utile ipotizzata, consente tale verifica ponendo al centro delle attenzioni il servizio reso dall’entità esaminata, con riferimento alle funzioni da essa esplicate in termini dinamici, considerandone l’efficienza e l’efficacia in tutto l’arco di tempo in cui si utilizza.

Da notare che l’Indice di Valore viene stimato con criteri che possono essere prestabiliti e resi noti, per essere poi utilizzati da parte del gruppo di lavoro chiamato a giudicare, svolgendo una attività interdisciplinare, in forma coordinata da un esperto AV che porta tutti allo stesso tavolo ed è il garante del rigore con il quale il metodo viene applicato.

I criteri sono quindi noti in anticipo e si sottolinea che:

  • il parametro Iv è univocamente definito;
  • nell’utilità convergono tutti gli aspetti che si intende considerare;
  • il costo globale tiene conto anche del comportamento dell’opera nel tempo;
  • potrà risultare più vantaggiosa anche un’offerta caratterizzata da un costo maggiore rispetto a quello di un’altra, in quanto il valore è l’equilibrio tra utilità e costo globale e come ogni rapporto valgono le regole matematiche. Si potrà giungere, per esempio, a giudicare di maggior valore un’offerta più elevata che comporti una economia sul piano gestionale.


LA GESTIONE E L’ANALISI DEL VALORE IN 10 PUNTI

  1. Che cosa è la Gestione del Valore ? (norma europea UNI EN 12973:2003)

Si definisce Gestione del Valore – GV – (Value Management) l’insieme delle attività che determina tutti gli atti di un processo organizzativo e produttivo di beni e/o servizi allo scopo di conferire loro le caratteristiche atte a  soddisfare le esigenze espresse ed implicite del committente e/o utilizzatore di un bene e/o utente di un servizio, in termini di valore nell’accezione di Miles

  1. Che cosa è l’Analisi del Valore ? (norme europee UNI EN 1325-1:1998 e 1325-2:2005)

Si definisce Analisi del Valore – AV  (Value Analysis) un metodo dotato di una tecnica operativa che consente di verificare l’utilità dell’entità presa in considerazione in rapporto alle esigenze espresse ed implicite del committente/utilizzatore finale o utente del servizio reso, al costo globale minore possibile, in ogni caso compatibile con le risorse disponibili e nel rispetto delle condizioni atte a garantire uno sviluppo sostenibile

  1. 3. Che cos’è l’Indice di Valore Iv?

Si definisce Indice di valore (value Index) il rapporto Iv tra l’utilità W=worth che viene attribuita alla funzione dell’entità presa in considerazione ed il costo Globale (Gc) del componente che la esplica relativo alla funzione considerata

  1. A cosa si applica AV ?

AV si applica a qualsiasi “entità” = idea, processo, programma, progetto, prodotto, servizio, organizzazione o una loro qualsiasi combinazione – UNI EN ISO 8402:1995 –  a supporto delle decisioni di chi intenda scegliere tra più soluzioni quella di maggiore valore nell’accezione di Miles

  1. Chi ha convenienza ad applicare AV ?

Hanno convenienza ad applicare AV enti di programmazione, operatori di interventi, stazioni appaltanti, organizzazioni, aziende, imprese e enti prestatori di servizio che intendano offrire il massimo di risposta funzionale ai costi globali programmati.

  1. Che rapporto c’è tra Valore e Qualità ?

Il “valore” nel significato attribuito da Miles aggiunge alla considerazione dell’insieme delle caratteristiche di un’entità che le conferiscono la capacità di soddisfare esigenze espresse ed implicite del committente/utilizzatore finale/utente, la misura dell’utilità delle funzioni esplicate in rapporto ai costi globali  che consentono di esplicarle.

  1. Cosa comporta applicare AV ?

L’applicazione di AV, a parità di risposta funzionale, quando non addirittura con miglioramento funzionale, comporta di norma economie rispetto al costo globale preventivato nella soluzione prospettata sottoposta ad analisi funzionale. L’applicazione si traduce in ogni caso in una verifica della completezza di elaborazione di un programma o di un progetto e della rispondenza funzionale di un prodotto in termini di prestazioni, in rapporto ai costi globali dell’entità considerata

  1. Cosa caratterizza il metodo AV ?

Il metodo è caratterizzato dall’approccio interdisciplinare e da una attività coordinata dal Responsabile del Procedimento (RP), dalle attenzioni poste sulle funzioni dell’entità analizzata, dall’utilità attribuita alle funzioni primarie principali (necessarie e richieste) e alle funzioni primarie complementari (non necessarie, ma motivatamente richieste), eliminando quindi le funzioni secondarie (non necessarie e non richieste) e come tali generatrici di costi inutili, in rapporto ai costi globali da sostenere per poterle esplicare, in determinate circostanze, nella vita utile ipotizzata. Per il confronto fra la soluzione proposta e quelle alternative eventualmente prospettate dal gruppo AV, si assume quindi a riferimento un solo parametro: l’Indice di Valore che consente di “misurare” il valore delle soluzioni prospettate e di metterle in ordine di priorità a supporto delle decisioni di coloro ai quali competono le scelte.

  1. Come si svolge l’attività AV ?

Il Responsabile del Procedimento, coordinatore del gruppo, esperto di AV, svolge e fa svolgere in un tempo predeterminato, tutte le attività comprese nelle seguenti cinque fasi: informativa, creativa, analitico-selettiva, di sviluppo delle soluzioni, di presentazione delle soluzioni ritenute meritevoli di considerazione

  1. Dove è nata AV ?

AV è stata ideata dall’Ingegnere Statunitense Lawrence Delos Miles nel 1943. In Italia è stata applicata fin dagli inizi degli anni ’60 prevalentemente nel settore nucleare e meccanico della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa e sta trovando applicazioni in tutte le fasi del processo dei lavori pubblici e edilizio.


Profilo di Pier Luigi Maffei.

Professore Ordinario di Architettura Tecnica – Facoltà di Ingegneria – Università di Pisa, in pensione Presidente Onorario dell’AIAV, Associazione Italiana per la Gestione e l’Analisi del Valore il cui Presidente è all’attualità  il Prof. Ing. Francesco Paolo Cecati . Presidente Onorario è anche il Prof. Arch. Angelo Caruso di Spaccaforno del Politecnico di Milano

Presidente del CeSAV, Centro Studi per l’Analisi del Valore

Membro del Value Management Certification and Training System del SAVE International – The Value Society – USA –   Member 30369

Membro dell’ EGB- European Governing Board for Value Management in Europe

Esperto di Analisi del Valore nell’ambito della  EUROPEAN COMMISSION – Directorate-General XII: Science, Research and Development” – EE19981A17705

Ex Consulente dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici per i Costi Standardizzati

Ex Consulente dell’Unità tecnica Finanza di Progetto del CIPE

Coordinatore del Gruppo di Lavoro 279 «Analisi del Valore” UNI – Ente Nazionale Italiano di Unificazione –

Rappresentante UNI nella Commissione Europea CEN sul Value Management

Membro effettivo dell’INU – Istituto Nazionale di Urbanistica.

Membro della Giunta del CNSU – Centro Nazionale di Studi Urbanistici del Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

Membro delegato per la Regione Toscana del CNETO, Centro Nazionale di Tecnica Ospedaliera.

Ex Consulente per l’Analisi del Valore nella Finanza di Progetto del CIPE.

Relatore di oltre quattrocento Tesi di Laurea in Ingegneria Civile Edile.

Docente in Master e Dottorati di Ricerca.

Autore di oltre cento pubblicazioni

Pisa, 8.3.2018


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Maffei P. L. Capitolo V di Iacomoni A. e Altri, 2014, Questioni sul recupero della città storica. Recupero del patrimonio edilizio dei Nuclei Storici. Analisi del Valore contributo per programmi e progetti di recupero e restauro urbano e edilizio.

 

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