IDEE PER LA RIQUALIFICAZIONE DELLA CASERMA RIBERI A TORINO

 

Alla presenza del Ministro della Difesa Elisabetta Trenta si fa il punto sui risultati dell’Accordo tra Ministero della Difesa, Agenzia del Demanio, Politecnico di Torino e Città di Torino per trasformare le caserme da riqualificare in edifici sostenibili, energeticamente efficienti e aperti al territorio

 

Torino, 19 febbraio 2019 – La riqualificazione del patrimonio immobiliare militare di Torino è un tema che vede il coinvolgimento di diversi attori e diversi stadi di sviluppo: il primo accordo tra Ministero della Difesa e Politecnico di Torino è stato siglato cinque anni fa, e successivamente è stato rinnovato e ampliato lo scorso anno grazie alla sottoscrizione di un ulteriore nuovo accordo tra Ministero della Difesa, Agenzia del Demanio, Politecnico e Città di Torino. Le numerose infrastrutture militari non più utili ai fini istituzionali costituiscono infatti un valore sociale ed economico di fondamentale importanza per il Paese e, adottando strumenti e percorsi di valorizzazione adeguati, possono diventare un fattore di crescita economica e sviluppo del territorio, grazie a operazioni di riqualificazione, risparmio energetico, riduzione dell’impatto ambientale, riconversione ad altri usi.

In questa prospettiva, viene presentato un primo esempio dell’attuazione di quanto sottoscritto: è il Laboratorio di Idee per la riqualificazione e rifunzionalizzazione del complesso militare della Caserma Riberi, un compound sottoutilizzato e, in alcune sue parti, in degrado. “Gli studenti hanno sviluppato ipotesi progettuali che si sono concentrate sull’area in questione, una porzione di città di grande qualità architettonica e baricentrica rispetto alla sede centrale del Politecnico e dell’ex Istituto di Riposo per la Vecchiaia, ora locali dell’Università degli Studi di Torino, adiacente gli impianti sportivi di Piazza d’Armi – dichiara  Paolo Mellano, direttore del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino che coordina l’iniziativa, insieme alla collega Daniela Bosia – un’area strategica che potrebbe diventare un polo di residenze universitarie, connesse alle già esistenti residenze per gli allievi della Scuola di Applicazione Militare, e a una futura foresteria del Ministero della Difesa per i militari di servizio a Torino per periodi da tre mesi ai tre anni, con famiglie al seguito”.

Un progetto che, ipotizzando queste attività, si è focalizzato sul ridisegno dei percorsi (veicolari, ciclabili e pedonali) e degli spazi pubblici, eliminando in toto o in parte la recinzione attuale della caserma, aprendo alla città gli edifici e le aree verdi che caratterizzano il complesso militare, e integrando queste destinazioni d’uso con nuove facilities per gli studenti e per la città, come ad esempio uffici pubblici e servizi di quartiere.

“Come Difesa siamo particolarmente orgogliosi dei positivi risultati finora raggiunti e, per questo, ringrazio tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questi progetti, in particolare, i professori e gli studenti del Politecnico che hanno fornito il loro prezioso apporto di conoscenze e competenze scientifiche per restituire, non solo alla Difesa, ma a tutta la città di Torino, un’area urbana migliorata dal punto di vista della sostenibilità ambientale e della vivibilità – ha commentato il Ministro della Difesa Elisabetta Trentain questo contesto, ritengo che la collaborazione con il Politecnico di Torino sia preziosa e di altissimo livello per le specifiche competenze vantate da questo prestigioso Ateneo nel campo della riqualificazione deli immobili, dell’efficienza energetica, come anche nella realizzazione di programmi di ricerca e innovazione tecnologica sul territorio e a livello nazionale”.

È intervenuta anche la Sindaca della Città di Torino Chiara Appendino: “Le infrastrutture del demanio militare di cui oggi non risulta più necessario il loro impiego in relazione ai precedenti fini istituzionali, se adeguatamente predisposte ad altri usi, possono portare – ha sottolineato la Sindaca – indubbi benefici alla comunità cittadina e, al contempo, rappresentare un fattore di sviluppo per il territorio.

Attraverso la riconversione delle ex caserme infatti, non solo saranno valorizzati edifici pubblici esistenti e non più utilizzati ma, con l’insediamento di attività universitarie e servizi pubblici, come nel caso della ex caserma Riberi, o con la futura completa trasformazione delle caserma Amione in una cittadella della Pubblica Amministrazione e della Dabormida in un polo di funzioni terziarie legate alle forze armate e nuova sede del museo di Artiglieria, si realizzeranno importanti operazioni di riqualificazione urbana.

Iniziative, quelle relative alla riqualificazione del patrimonio militare, che la Città di Torino insieme a ministero della Difesa, Agenzia del Demanio e Politecnico di Torino, continuerà, nell’ambito delle proprie competenze, a sostenere con convinzione perché – ha aggiunto Chiara Appendino – si tratta di preziose risorse pubbliche da non disperdere, ma da utilizzare nel migliore modi, nell’interesse tanto dello Stato quanto della Città di Torino e dei suoi cittadini”.

Ha concluso il Rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco: “C’è un legame molto profondo tra il Politecnico e le istituzioni militari, considerata la nascita del nostro Ateneo proprio come Scuola di Applicazione – sottolinea il Rettore Guido Saracco – Il tema della riqualificazione delle caserme è molto importante per lo sviluppo urbano futuro: sarebbe interessante, data la forte vocazione universitaria di Torino, che fossero impiegate con questa finalità, ad esempio per residenze universitarie, come nella proposta per la Caserma Riberi”.

 

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