DUBAI 2020. Cosa sta accadendo in quel deserto?

di Mario MANCINI.

Entro la fine di quest’anno saranno assegnati i 47 contratti per gli appalti dell’Esposizione Universale 2020 di Dubai e la volontà è di terminarli con un anno di anticipo. Il traguardo è fissato all’ottobre del 2019, così gli emiratini avranno dodici mesi di tempo per le finiture e non si dovranno ripetere le corse di Expo 2015 di Milano con il risultato di cancellare parte dei progetti previsti o ridimensionare quelli appaltati per giungere in tempo all’appuntamento. Il sito è ancora una spianata nel deserto, ma le forze in campo sono immense per un lavoro del valore complessivo di 3 miliardi di dollari. Finora l’unico appalto di peso assegnato è quello per la rete di infrastrutture sotterranee, come tubature dell’acqua, fibra ottica, elettricità, vinto dalla joint venture tra gli egiziani di Orascom e i belgi di Besix, per 544 milioni di dollari.

Tuttavia il sito di Expo è solo uno dei mega-progetti che Dubai vuole consegnare entro il 2020, ma altri sono in corso come un treno Hyperloop, un aeroporto da 160 milioni di passeggeri l’anno, il futuro grattacielo più alto del mondo, ancora più del Burj Khalifa, questo solo per riprendersi il primato che l’Arabia Saudita sta per conseguire quando terminerà la sua Kingdom Tower a Gedda, solo per citarne alcuni.

La filosofia di questa esposizione è nel suo motto: “Connecting minds, creating the future” (Connettere le menti, creare il futuro) ed è la prima che si svolge in Medioriente, sono attesi circa 25 milioni di visitatori dal 20 ottobre 2020 al 10 aprile 2021, il 70% dall’estero. Per la costruzione, la gestione del sito e indotto si prevedono circa 277 mila posti di lavoro, dei quali il 40% nel turismo, con un incremento del PIL di un 2-3%. Il sito costerà 8 miliardi di euro e dopo l’Expo sarà destinato a Università e Centro di Ricerca. Il villaggio sarà una cittadella con 3.000 appartamenti, 1500 stanze d’albergo e 11 parcheggi.

Ma veniamo ai progetti:

Aeroporto Dubai Al Maktoum – sorge a fianco all’Expo e dopo una prima fase di modernizzazione negli anni scorsi ora si sta trasformando in un hub internazionale con 5 piste da 4,5 km con l’obiettivo di raggiungere in questa prima fase i 120 milioni di passeggeri l’anno, questa cifra rappresenta il totale del traffico degli aeroporti italiani nel 2016, ma l’obiettivo è di arrivare al termine lavori a 240 milioni di passeggeri l’anno. La SACE ha messo a disposizione una linea di credito da 1 miliardo di euro per le commesse italiane e la prima a usufruirne si è aggiudicata l’intera recinzione aeroportuale.

Dubai South – un’intera nuova città da 1 milione di abitanti, estesa come Torino, per 145 kmq con l’obiettivo di allentare la congestione della città vecchia e già sono iniziate le prime vendite di appartamenti con ogni confort, anche per le difficili condizioni climatiche. Per il 2020 si stimano già 20 mila residenti.

Treno Hyperloop – se ne parla da diverso tempo nel mondo, qui negli Emirati il progetto ha trovato i finanziatori e il primo collegamento sarà tra Dubai e Abu Dhabi, circa 150 km da percorrere con questo treno a lievitazione magnetica in soli 12 minuti a oltre 800 chilometri orari. Il progetto si estenderà poi per collegare Rihad (Arabia Saudita) a 1.100 km con 48 minuti e Doha (Qatar) a 700 km in altri 23 minuti. Il progetto non ha una data fissata di consegna, ma almeno questo primo tratto interno è in lavorazione e il traguardo Expo potrebbe essere una vetrina a risonanza mondiale.

La Torre di Calatrava – il grattacielo è iniziato a ottobre con il getto delle fondazioni nella zona del Creek Dubai e dovrebbe riprendersi il testimone del grattacielo più alto del mondo. Il progetto di Santiago Calatrava si colloca al centro di un nuovo sviluppo urbanistico e si caratterizza per un complicato sistema di tiranti.    Il tutto, secondo l’ambizioso cronoprogramma, dovrebbe essere pronto per il 2020, con l’architetto Calatrava che firmerà anche il progetto del padiglione degli Emirati a forma di falco, altra icona molto sentita da quelle parti.

Città di Aladino – a poca distanza dal Creek sarà edificata questa città adagiata sull’acqua con un complesso di case e centri commerciali ispirata alla favola di Aladino.  Un altro progetto d’intervento in mare, come La Palma e il Mondo, oltre che il porto, progetti che non conoscono difficoltà di sorta.

The Frame (La Cornice) – un edificio particolare a forma di cornice e vuoto al centro per incorniciare il paesaggio naturale della baia di Dubai. Un investimento da 43,5 milioni di dollari per questo edificio unico nel suo genere nel parco Zabeel. Le due torri sono alte 150 metri e collegate da un ponte di 100 metri, con caffè, ristoranti e belvedere dello straordinario panorama, per scattare foto della vecchia e nuova Dubai, con un’aspettativa di oltre 2 milioni di visitatori l’anno.

Mall of the World – ancora un record per battere se stessi, il più grande centro commerciale al mondo con 80 alberghi (ridotti dai 100 iniziali del progetto) collegati tra loro e da percorrere in una città pedonale a temperatura controllata e condizionata 24 ore su 24 sotto un’immensa cupola di vetro con al centro il parco divertimenti, cinema multisala, caffè e ristoranti, uffici, teatri con cartelloni unici per rappresentare il meglio al mondo.

Musei – sarà la vicina Abu Dhabi a beneficiare di questo flusso turistico per offrire ai visitatori sull’isola di Saadiyat i nuovi musei: il Louvre Abu Dhabi di Jean Nouvel, inaugurato da pochi mesi, il Guggenheim di Frank Gehry e lo Zayed Museum di Norman Foster. A questi si aggiungono il Performing Art Center di Zaha Hadid e il Museo del Mare del giapponese Tadao Ando. Un’ampia scelta cui il visitatore non potrà rinunciare, visto che da queste parti non mancano investimenti e finanziatori per avere il meglio da tutto il mondo. Da non dimenticare ad Abu Dhabi il Parco Ferrari accanto al circuito di Formula 1 di Yas Marina Island.

Città della salute – 240 ettari a nord di Dubai per un polo sanitario molto specializzato per la zona con cliniche e ospedali, centri di ricerca e palestre per riabilitazione e spa che vedrà nel 2020 investimenti per quasi 20 miliardi di dollari. Sarà zona franca per permettere ad aziende e investitori di aggirare le norme vigenti che richiedono la presenza del partener locale al 51% per qualsiasi società che voglia fare affari negli Emirati.

A questi progetti si aggiunge tutta una serie di nuove linee Metro, una delle quali avrà diverse fermate all’interno dell’area di Expo, lo sviluppo delle infrastrutture viarie e ferroviarie per facilitare al massimo i collegamenti comuni, perché a Dubai, nonostante le strade abbiano anche 5 o 6 corsie per senso di marcia, il traffico è pazzesco per la maggior parte del giorno e il caos è la norma.

 

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BibliografiaPer saperne di più

https://www.expo2020dubai.com/

 

Burj Khalifa Dubai:

http://lnx.costruzioni.net/2010/01/burj-dubai-il-grattacielo-dei-record/

 

Kingdom Tower di Jedda:

http://lnx.costruzioni.net/2011/09/grattacieli-un-nuovo-record-dopo-il-burj-khalifa/

 

La Torre di Dubai:

http://lnx.costruzioni.net/2016/10/emirati-arabi-uniti-un-nuovo-grattacielo-da-record-a-dubai-la-torre/

 

Le opere di Zaha Hadid:

http://lnx.costruzioni.net/2016/04/zaha-hadid-e-le-sue-opere/

 

La prima Metro di Dubai:

http://lnx.costruzioni.net/2009/09/metro-dubai-un-sogno-che-si-avvera/

 

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